Roma

Quando Villar indica la luna...

Roberto Cazzato
Feb 23, 2021, 2:44 PM GMT+1
Villar guarda ciò che ha promesso di proteggere per sempre
Villar guarda ciò che ha promesso di proteggere per sempre | Silvia Lore/Getty Images
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Gonzalo Villar si presenta a Roma nel gennaio 2020 quasi come una ex-promessa del calcio spagnolo, nonostante la ancora giovane età. Ai tempi del Valencia considerato una delle possibili next big thing a solcare il Mestalla, per problemi riguardanti compensi e minutaggio si ritrova all'Elche, in Segunda División, lontano dai grandi palcoscenici che il destino sembrava promettergli.

Ma il destino, in realtà, si è solo fatto attendere, e un anno fa i giallorossi piombano sul giovane centrocampista spagnolo e lo requisiscono alla oramai irrisoria cifra di 4 milioni. Se il costo del cartellino era sospetto (data l'età e i prezzi del mercato al tempo) anche quando il giocatore era ancora sconosciuto al pubblico italiano, facendo immaginare ai tifosi di aver preso 'na pippa, ora neanche il dito indice della mano di Villar sembra valere 4 milioni. Ma sicuramente sarebbe il dito più costoso della Serie A.

Quell' indice...
Quell' indice... | Giuseppe Bellini/Getty Images

Villar non è un tuttofare. Ha molte carenze per quanto riguarda la conclusione e in generale tutta la fase offensiva non è nelle sue corde. Ma in fase di non possesso e in transizione è una delle cose più belle che si sia viste nell'ultimo anno in Serie A. Gonzalo fa quattro cose, di base, in tutta la partita: difende palla e la passa quando ne è in possesso, chiama la palla o indica il passaggio quando non lo è. Guardando una partita della Roma, Villar sarebbe riconoscibile anche senza il numero 14 sulle spalle: è quello che ha sempre il braccio alzato ad indicare un compagno libero a chi ha la palla. Si potrebbe considerare Villar quasi un regista con gli occhi degli altri, un giocatore di FIFA trasportato sul campo di gioco che ha l'ammirevole sfrontatezza di indirizzare i passaggi di gente come Džeko, Mkhitaryan e altri con un decennio di esperienza più di lui.

Ma la caratteristica più impressionante di Villar è la sua abilità nella protezione palla. È infatti uno dei giocatori con più alta percentuale di dribbling difensivi riusciti nei top-5 campionati europei, avvicinandosi al 90%, tra i giocatori che tentano almeno 2 dribbling a partita. Ma il suo dribbling non è quello che siamo abituati ad osannare, quello fatto di finte rapide e sguscianti, à la Boga, per rimanere nel campionato italiano. È un dribbling più grezzo, che più che nella tecnica pura e spettacolare, affonda le sue basi nella postura del corpo e nella visione del gioco degli avversari. Villar sembra non solo avere delle GoPro fissate in testa ai suoi compagni di squadra, ma anche in testa alla squadra rivale, consentendogli incredibile precisione nell'evitare i tentativi di recupero del pallone, quasi come se prevedesse il movimento del contendente.

Ultimo dettaglio-non-dettaglio della ancora breve storia di Villar in Italia è il suo rapporto con i tifosi. Roma non è una piazza semplice, e questo si sa, e la tifoseria si è dimostrata spesso esigente (fino ad arrivare all'impazienza) con i suoi giocatori, non rendendo la vita semplice a nessuno. Ecco, Villar regge perfettamente la pressione anche a livello mediatico, cosa non facile soprattutto per un 22enne come lui in una città come Roma. Anche le dichiarazioni delineano Villar come un giocatore già fortemente legato alla maglia e che più volte si è esibito in una sorta di captatio benevolentiae nei confronti dei romanisti.

"Il ricordo più fresco sulla Roma era quello della remuntada sul Barcellona nel 2018. Ho visto quella partita insieme a due amici che tifano Barça, è stata una partita incredibile. Io la guardavo da spettatore neutrale, ma poi mi ha coinvolto totalmente e, anche per fare arrabbiare i mei due amici, ho concluso la serata gridando "Manolas! Manolas!""

Gonzalo Villar

"Tra cinque anni mi vedo come uno dei calciatori più importanti della Roma, però in una Roma forte che lotta ogni anno per lo scudetto e che compete in Champions League. Adesso pensiamo partita per partita, ma a lungo termine abbiamo un’ambizione più alta"

Gonzalo Villar

Anche il rapporto con i compagni di squadra (troppe volte dato per scontato) sembra eccellente, complice anche la presenza dei connazionali Pedro e Carles Pérez, grazie alla quale un giocatore come lui, meno abituato a tutte le pressioni che comporta essere a questi livelli, è riuscito ad ergersi tra le maglie del centrocampo giallorosso e prendersi un posto con personalità.

Ci auguriamo, per il bene della Serie A, che Villar possa continuare a migliorare e dimostrare ciò che già sa fare, e gli auguriamo di essere davvero "Siempre feliz contigo cerca", sempre felice con la palla vicino. E quando non è vicina, che almeno segua il suo dito.

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