Milan

Qual è la soluzione ideale per sostituire Leao

Andrea Gigante
Rafael Leao
Rafael Leao / MB Media/GettyImages
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Si dice che i grandi giocatori ti facciano vincere una partita, ma che è il gioco di squadra che ti porta a vincere i trofei. Lo spunto del singolo, i suoi dribbling, i suoi gol, fanno la differenza fino a un certo punto, per i successi di tutti i giorni serve la continuità di rendimento da parte di tutto l'organico.

Il Milan a tal proposito può sorridere: il gioco espresso dai ragazzi di Pioli è dei più pregiati di tutta la Serie A e come se non bastasse può contare anche su uno degli esterni più forti d'Europa. Già, perché questo è Rafael Leao: uno dei migliori in circolazione.

E pensare che a inizio campionato c'era già qualcuno che ha cominciato a mugugnare quando il portoghese non ha né fatto gol né servito assist contro Udinese e Atalanta. In tanti gli hanno dato addosso, ma si sa che quando alzi l'asticella - e lui vincendo il premio di MVP della scorsa stagione l'ha alzata parecchio - le critiche diventano più frequenti e non richiedono nemmeno delle basi fondate.

Alla fine Leao non si è fatto abbindolare da questi chiacchiericci e si è concentrato solo sul campo. Dal match con il Bologna ad oggi sono arrivati 2 gol e 3 assist, un bottino discreto ma che è destinato a crescere ulteriormente.

Non nella prossima partita però, visto che il portoghese dovrà scontare la squalifica rimediata a causa dell'espulsione contro la Sampdoria. Non staremo qui a discutere sulla legittimità del doppio giallo - primo perché non è nostra competenza stabilirlo, secondo perché, ammesso che non ci fosse, mica possiamo annullargli la squalifica - ma ci proietteremo verso il futuro.

Rafael Leao, Junior Messias
Rafael Leao / Simone Arveda/GettyImages

Per la 7ª giornata di campionato, l'ultima prima della sosta, il Milan affronterà infatti il Napoli in un match dal sapore di Scudetto in cui, però, mancheranno due dei protagonisti più attesi. Per i partenopei, l'assenza dell'infortunato Osimhen è un problema abbastanza gestibile, visto che in rosa Spalletti può contare su un'altra punta come Simeone o su un centravanti atipico come Raspadori. Certo, non sono al livello del nigeriano, però di soluzioni ce ne sono.

Come si sostituisce invece un Leao? La risposta è decisamente meno scontata. Sabato scorso, durante l'intervista post partita, Stefano Pioli ha proposto un'idea a metà tra il serio e il faceto, una trovata tattica che sarebbe estemporanea ma potenzialmente vincente allo stesso tempo: Theo Hernandez come ala sinistra.

A prescindere dal generale senso di "WTF" che giustamente si prova quando un allenatore pensa di schierare un terzino in attacco, la trovata non sarebbe poi così scellerata. D'altronde il francese è già un esterno alto de facto, bisognerebbe solo cambiare la sua posizione sul referto di gara. Solo che a quel punto si porrebbe un altro problema: come si sostituisce Theo Hernandez? Dest non dà ancora le giuste garanzie e ipotizzare una sua presenza per tutti i 90 minuti contro una big come il Napoli appare difficile.

Pioli dovrebbe dunque mettere per un attimo da parte il sogno proibito di convertire Theo al ruolo di ala sinistra e pensare a un sostituto più verosimile per Leao. Con un Rebic che risulta arruolabile solo una domenica al mese, non ci sono giocatori che abbiano già ricoperto quella posizione in passato; pertanto, si tratterà comunque di una decisione dettata dall'emergenza.

L'ipotesi più plausibile vedrebbe l'adattamento di Saelemaekers o Messias sulla corsia opposta. D'altronde loro sono abituati a fare gli esterni, per una sera possono provare il brivido di giocare sulla sinistra. La seconda opzione è invece il doppio trequartista, con De Ketelaere e Brahim Diaz contemporaneamente in campo e il passaggio a una mediana a tre.

Qualsiasi soluzione scelga, Stefano Pioli sa che nessun giocatore in rosa sarà in grado di non far rimpiangere Leao. Tuttavia, come dicevamo all'inizio, il singolo ti fa vincere solo le partite, per vincere i campionati serve un'organizzazione complessiva. E il Milan può dormire sonni tranquilli.


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