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Premier League e Serie A: quanto incassa una squadra neopromossa?

Francesco Castorani
La festa del Monza
La festa del Monza / Gabriele Maltinti/GettyImages
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Il Nottingham Forest in Premier League, il Monza in Serie A. Sono queste le ultime due compagini capaci di qualificarsi alla massima serie tramite i playoff e di raggiungere rispettivamente Fulham e Bournemouth, e Lecce e Cremonese. Quali sono però le differenze economiche per un club del campionato inglese e uno del campionato italiano?

È noto che gli incassi provenienti dai diritti Tv sono molto diversi tra Premier League e Serie A. Basti pensare che nel triennio 2022-2025 il campionato inglese ha chiuso un accordo da più di 6 miliardi di sterline soltanto per i diritti esteri. L'abisso tra gli incassi dei campionati è chiaramente insanabile, in Inghilterra girano altre cifre per quanto riguarda il calcio. Scopriamo quanto incasserebbe un club neopromosso alla sua prima stagione in Serie A e Premier in caso di retrocessione in Serie B o Championship l'anno successivo.

Huddersfield Town v Nottingham Forest - Sky Bet Championship Play-Off Final
Huddersfield Town v Nottingham Forest - Sky Bet Championship Play-Off Final / James Gill - Danehouse/GettyImages

Come riportato da questo articolo di Calcio e Finanza, la differenza è enorme. Alla prima stagione in Serie A una neopromossa passa dall'incassare 8 milioni (diritti Tv Serie B) a 24, mentre un nuovo club in Premier incassa circa 117 milioni di euro rispetto ai poco meno di 10 della Championship. Forbice che si allarga ancora se pensiamo al paracadute finanziario distribuito ai club in caso di retrocessione alla prima stagione.

Lecce v Pordenone - Serie B
Lecce v Pordenone - Serie B / Donato Fasano/GettyImages

Tenendo ferma questa ipotesi un club di Serie A retrocesso al primo anno guadagnerebbe circa 10 milioni. Un club retrocesso in Championship al primo anno godrebbe invece di un paracadute molto ricco spalmato su due stagioni: nella prima incasserebbe circa 50 milioni di euro, nella seconda 41. Quindi circa 200 milioni di euro contro i 26 per i club della Serie A, uno scenario che spiega molto delle difficoltà nel mercato dei club italiani rispetto alle possibilità di investimento e programmazione delle squadre che militano nelle divisioni inglesi.


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