La Premier League stoppa il nuovo Newcastle saudita: il punto

Il Newcastle nella gara contro il Tottenham
Il Newcastle nella gara contro il Tottenham / PAUL ELLIS/GettyImages
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La notizia dell'acquisto del Newcastle da parte del fondo saudita Pif (che fa capo al ricchissimo Mohammed Bin Salman) occupa ormai da giorni le pagine sportive in Inghilterra e in Europa. Una notizia che ha comprensibilmente scatenato la gioia dei tifosi dei Magpies, nonostante la squadra allenata da Steve Bruce stazioni al penultimo posto in classifica con la miseria di 3 punti ottenuti in 8 giornate.

St James' Park - Newcastle United FC
Il logo del Newcastle / Visionhaus/GettyImages

Gioia dei tifosi, dicevamo, ma non dei club di Premier League che, dopo l'ingresso dei nuovi ricchissimi investitori, hanno già votato (18 sui 20) per congelare momentaneamente (per un mese) qualsiasi accordo commerciale o di sponsorizzazione del Newcastle che in qualche modo si possa ricollegare a Pif e al suo 80% di quote dei Magpies.

La paura delle società inglesi è quella che il club bianconero possa siglare accordi artificiosi - si legge sull'edizione odierna del Corriere dello Sport - per aggirare il Fair play finanziario e spendere così sul mercato più di quanto realmente sia possibile (la Premier League consente una perdita massima triennale da 105 milioni di sterline).

A questo proposito, un dirigente della Premier ha spiegato a Sky Sports News:

"Se non avessimo agito così - si legge su corrieredellosport.it - niente avrebbe impedito al Newcastle di sottoscrivere un accordo da 100 milioni di sterline per i naming rights dello stadio con una compagnia saudita legata alla proprietà. E avrebbero potuto usare quei soldi per comprare giocatori a gennaio, aggirando le regole sul fairplay finanziario".


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