Serie A

Pjanic: "Dybala perfetto per la Roma. Chiellini? Da avversario lo odiavo"

Andrea Gigante
Miralem Pjanic
Miralem Pjanic / ANP/GettyImages
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Non è un momento felice per Miralem Pjanic che è destinato a far ritorno al Barcellona dopo un anno di prestito al Besiktas. Il centrocampista bosniaco non è più nei piani dei blaugrana e il suo futuro è tutto da scrivere. Non è da escludere un suo ritorno in Serie A, dove ha già vestito le maglie di Roma e Juventus.

Proprio giallorossi e bianconeri sono i temi centrali trattati nell'intervista rilasciata a La Repubblica. Leggiamo le dichiarazioni principali (fonte: ilbianconero.com)

Miralem Pjanic
Miralem Pjanic / BSR Agency/GettyImages

Sulla sua esperienza alla Roma:
"È un grande dolore che porto dentro non essere riuscito a vincere a Roma. Avevamo una squadra fortissima ma purtroppo anno dopo anno partivano sempre giocatori importanti, non riuscivi a costruire in continuità. Ma era una grandissima squadra, il ds Sabatini ha fatto un grandissimo lavoro. Mancava qualcosina, non molto. E la Juventus faceva stagioni inimmaginabili, il record di punti, e non siamo riusciti a vincere lo scudetto anche se era un obiettivo di tutti noi. Cosa mancava? Quello che c’è oggi. Ci mancava una società che potesse gestire quello che succedeva intorno alla squadra, per levarci un po’ di pressione. Alla Juve c’è una società molto forte, che mette i giocatori nella miglior condizione per vincere, per concentrarsi solo sul campo. A Roma a quell’epoca mancava".

Su Paulo Dybala:
"Dybala sarebbe perfetto e la Roma perfetta per lui. Da quello che vedo, la Roma deve fare un passo avanti, con qualche campione in più. E giocatori come Paulo migliorano le squadre e lui migliorerebbe sicuramente la Roma. Può essere una soluzione e mi farebbe piacere vederlo lì".

Su Giorgio Chiellini:
"Se dovessi scegliere una sola persona per fare una squadra, il primo che prenderei è Giorgio. Da avversario lo odiavo. Lo odiavo. Ma da compagno è il meglio che puoi avere: un grandissimo leader, una sicurezza assoluta dietro, trova sempre le parole giuste, una persona straordinaria. Quando perdi un giocatore così, in campo e nello spogliatoio è difficile sostituirlo. Volevo salutarlo come meritava".

Barcellona o Italia nel futuro?
"Il Barcellona per me ha un significato importante, era un sogno che avevo da piccolo. Della mia carriera sono molto fiero: Metz, Lione, la Roma e la Juve: in Italia ho passato nove anni, i più importanti della mia carriera. Seguo molto il calcio italiano, lo amo. Per adesso immagino di stare a Barcellona per altri due anni e finire il contratto. Poi, vedremo. Mai dire mai".


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