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Pioli: "Milan più forte di un anno fa. De Ketelaere? Può diventare un top europeo"

Stefano Bertocchi
Stefano Pioli
Stefano Pioli / Jonathan Moscrop/GettyImages
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"Per vincere serve talento, per ripetersi serve carattere. Quest'anno motivare il gruppo sarà più facile, siamo più forti di un anno fa. Lotteremo per difendere lo scudetto, in Champions per migliorarci". È uno dei passaggi della lunga intervista rilasciata da Stefano Pioli, allenatore del Milan, a La Gazzetta dello Sport. Ecco i passaggi principali.

DE KETELAERE- "In prospettiva, in due-tre anni, può diventare un top europeo. Ci siamo incontrati a Milanello mercoledì mattina, assieme allo staff gli ho mostrato dei video con dei nostri concetti di gioco. È stato molto attento, da quello che ha detto si vede che è molto intelligente, che capisce di calcio. E poi ha grande talento, si vede da come tocca palla: è elegante, bello da vedere. Ho chiesto di lui a Origi, compagno di nazionale, e lui: 'È metà Havertz e metà Kakà'. Si è sbilanciato... Giocherà qualche minuto a Vicenza e un tempo domenica con la Pergolettese. Ci sono aspettative importanti ma è giusto dargli tempo, io per primo gli ho detto di non avere fretta". 

IBRAHIMOVIC - "Zlatan non c'è ma c'è, perché è sempre in contatto con tutti.È un campione che può ancora fare la differenza: prima deve stare bene, nel finale della scorsa stagione ha fatto dei sacrifici pazzeschi. La gente non lo sa, ma poteva allenarsi solo un quarto d’ora. Ha tecnica e intelligenza superiori ma soprattutto ha ancora tanta fame. Da metà agosto sarà a Milanello per portare avanti il suo percorso". 

Stefano Pioli
Pioli a colloquio con la squadra / Frederic Scheidemann/GettyImages

LEAO - "Non sono affatto preoccupato dalle vicende contrattuali, si è vede che è felice di stare con noi. Potenzialmente è un campione, per forza e capacità di saltare l'uomo. Ha tanti gol nelle gambe, anche più di quelli dell’anno scorso. È cresciuto tanto senza palla, ora deve riuscire a occupare meglio l’area di rigore". 

ADLI - "Ho letto che giustamente si è definito un centrocampista atipico: è molto intelligente, gioca in verticale. Si sta inserendo benissimo, a volte si muove fin troppo ma sta imparando in fretta. E non dimentichiamo Brahim Diaz, dal quale mi aspetto molto e di cui sono molto soddisfatto: da lui voglio più precisione nell’ultimo passaggio e più gol". 

MERCATO - "Sulla carta mancano due ruoli, il difensore e il centrocampista. Non vogliamo sostituire chi se ne è andato con dei sosia, anche perché un altro Kessié non c’è. Ci servono due caratteristiche: esplosività e intelligenza". 


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