Pioli crede nello Scudetto e dà un consiglio a Leao: "Meglio restare"

Stefano Bertocchi
Stefano Pioli
Stefano Pioli / Marco Luzzani/GettyImages
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"Ci crediamo. Sappiamo che il livello si è alzato e che le nostre concorrenti sono fortissime: se il Napoli manterrà questo passo incredibile fino alla fine supererà i 100 punti e dovremo solo far loro i complimenti. Ma anche il Milan ha qualità e determinazione per vincere tutte le partite, in tutte le competizioni. Siamo in corsa su quattro fronti, l’obiettivo è vincere un trofeo". Parola di Stefano Pioli, allenatore del Milan, intervistato da La Gazzetta dello Sport.

Stefano Pioli
Stefano Pioli / Marco Luzzani/GettyImages

Champions compresa?

"La Champions è sempre stata la casa del Milan, è impossibile qui non avvertirne il fascino. Ed è normale essendo l’allenatore di questo club avere l’ambizione di tornare a essere protagonisti in Europa. Possiamo pensare di compiere un altro step solo se tutti insieme alziamo il livello delle prestazioni, della qualità, dell’attenzione. Così potremo superare anche il Tottenham".

E poi pensare di arrivare dove?

"Ho ascoltato Maldini, giustamente ha detto che con il Sassuolo si è chiuso un cerchio e che ora dobbiamo puntare altri obiettivi. Ed è quello che vogliamo fare: la Champions fa parte del nostro percorso. Per anni il Milan non l’ha giocata, poi l’abbiamo riconquistata, ci siamo rimessi alla prova e siamo usciti ai gironi. Ora abbiamo centrato gli ottavi e se vogliamo fare un passo in più dobbiamo provare a entrare nelle prime otto e poi vedere che succede. Così un altro step sarebbe compiuto e avvinceremmo ancora il traguardo finale: tornare a competere con le grandissime d’Europa per la vittoria finale. In Champions anche un episodio può fare la differenza, come a volte è questione di fortuna. In Serie A è diverso, serve la continuità e vince chi ha meritato di più".

Passo dopo passo, la formula è chiara. In questa fase in che cosa la squadra è più forte di quella della passata stagione?

"Siamo più forti perché sono cresciuti tanti singoli. Di conseguenza aumenta il livello collettivo. E poi siamo più consapevoli, sappiamo cosa abbiamo dovuto fare per riuscire a vincere. Abbiamo maggiori sicurezze anche di fronte alle difficoltà: oggi sappiamo come affrontarle".

Sarete più forti dopo il mercato di gennaio?

"So che ora cominceranno le domande sul tema ma i nostri acquisti saranno i giocatori che oggi sono infortunati e che recupereremo. Resto assolutamente convinto della qualità del nostro gruppo. E ripeto, al completo abbiamo le potenzialità per vincere ogni singola gara".

A proposito, che tempi dà per il rientro di Maignan?

"Ci vuole ancora un po’. Pronto per Salerno? Non credo".

E per Ibra?

"Dobbiamo ancora aspettare. Zlatan ha un’intelligenza superiore, tornando al Milan si è calato in una realtà che non aveva mai vissuto prima. Non era una squadra già pronta per vincere. Ibra non avrà mai la pancia piena, la vittoria è l’ossessione di tutti i grandissimi e lui lo è. È così che si sveglia al mattino: va dentro le situazioni a cento all’ora e non si ferma finché non ha centrato l’obiettivo. Speriamo di riaverlo presto con noi".

Intanto però ritroverà Leao: crede che sarà con voi ancora a lungo?

"Nella maniera più assoluta gli consiglio di restare. Abbiamo fatto tantissimo insieme ma nessuno di noi ha ancora toccato il massimo del proprio potenziale. Rafa ha avuto uno sviluppo incredibile, una crescita esponenziale e continua ma ci sono aspetti in cui può lavorare con ancora più qualità e intensità. Farlo con noi, in un contesto che ormai conosce benissimo, potrà agevolarlo. E poi lo vedo veramente felice. Era qui in vacanza ed ha voluto farci un saluto: non era scontato, è un altro segnale di quanto questi ragazzi stiano bene insieme".

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