Milan

Pioli: "Ci aspetta un avversario solido. Origi? Può essere il suo momento"

Giovanni Benvenuto
Stefano Pioli
Stefano Pioli / Marco Canoniero/GettyImages
facebooktwitterreddit

Stefano Pioli, tecnico del Milan, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in vista della prossima sfida di Serie A che vedrà impegnati i rossoneri contro la Sampdoria allenata da Giampaolo. L'allenatore parmigiano parla a tutto tondo: dalle scelte di formazione fino all'avversario per poi parlare della condizione di alcune pedine. Ecco quanto affermato.

Sulla Sampdoria: "Troveremo un avversario solido, con una buona identità e molto motivato; arriva da una sconfitta che porterà ancora più attenzione e determinazione. Sappiamo quello che ci aspetta", riporta Tuttomercatoweb.

Su cosa è cambiato tra le gare in casa e quelle in trasferta: "Sono ancora un po' poche le partite per determinare statistiche su risultati in casa e trasferta; conta molto la qualità delle nostre prestazione e, a parte Bergamo, tecnicamente potevamo fare meglio".

Su Origi e sul momento ideale per schierarlo: "Penso di sì, perché sta meglio e ha avuto minutaggio per alzare il ritmo".

Su Dest: "Ho trovato un giocatore che conoscevo, lo avevamo già seguito nelle passate stagioni e ho visto le caratteristiche mi aspettavo. Ho trovato, però, più attenzione in fase difensiva di ciò che mi aspettavo: a Salisburgo ha fatto bene; deve fare di più con la palla per la qualità che ha e ci può dare tanto. A lui piace giocare anche a sinistra. È un giovane, ma già pronto con esperienze importanti".

Sergino Dest
Sergino Dest. / Marco Canoniero/GettyImages

Su De Ketelaere, Diaz e le soluzioni sulla trequarti: "C'è anche Adli, abbiamo varie soluzioni. Charles sta facendo tutto quello che gli sto chiedendo, si sta inserendo sempre di più e sempre meglio, sono contento delle sue prestazioni. Poi deve avere il tempo necessario per conoscere, ma io vedo un giocatore sereno. Brahim ha determinate caratteristiche per darci superiorità numerica. È inevitabile che mi chiediate sempre di chi non gioca, ma io scelgo sempre in base alla partita".

Sul turnover: "Non mi piace il termine turnover. I titolari non sono solo i primi 11 che vengono scelti. Io so che ho dei giocatori forti, un'identità ben precisa e sono sicuro che tutti, quando saranno chiamati in causa, daranno il massimo. Domani schiererò quella che, secondo me, è la formazione migliore: vado avanti per quello che vedo e per quello che sento. Non è che se faccio le rotazioni le faccio per partito preso... Metto in campo giocatori per vincere le partite".

Su Brahim Diaz: "Se giochi nel Milan devi accettare e devi volere la concorrenza. Se vogliamo raggiungere certi livelli - e l'obiettivo è vincere - non possiamo permetterci di avere 11 titolari e basta. Se Brahim sta soffrendo la concorrenza - cosa che non credo - non va così... C'è unione, compattezza e sarà così per tutto l'anno. Ogni allenatore ha in testa una formazione ideale, ma poi sono le prestazioni dei giocatori che la fanno cambiare. Devono tirarsi su le maniche per lavorare, ma non c'è nessun giocatore demoralizzato".

Brahim Diaz
Brahim Diaz / Ciancaphoto Studio/GettyImages

Sulle condizioni di Rebic: "Non mi piacciono queste illazioni. Rebic ha un dolore molto forte alla schiena che non gli permette di allenarsi. Sta facendo tutte le cure, ma non siamo ancora riusciti a fargli passare il dolore".

Sul momento di Adli: "Toccherà a lui dimostrare. Mi aspetto tanto da lui".

Sull'approccio: "Come approccio abbiamo solo sbagliato con l'Udinese, ma è chiaro che è un dato che vogliamo invertire. Poi comunque si conferma la grande consapevolezza della squadra che, nonostante lo svantaggio, continua a crederci per cambiare la partita".

Sul possibile filotto di vittorie: "L'anno scorso era un'altra stagione, i filotti sono chiaramente importanti e ci dispiace non aver vinto le partite che abbiamo pareggiato. Stiamo facendo bene, in altre situazioni dobbiamo migliorare".

Su Adli mezzala: "In questo momento no, non ho ancora provato Adli mezzala".

Yacine Adli
Adli / Ciancaphoto Studio/GettyImages

Su Pobega: "Mi è piaciuto come entrato martedì: lo ha fatto con vigore e forza, è andato due volte alla conclusione in cui poteva essere più preciso".

Su Saelemaekers: "A Salisburgo ha giocato bene, non forzando quando non era il momento e forzando quando bisognava farlo".

Su cosa si aspetta da De Ketelaere: "Possiamo cercarlo un po' di più, fidandoci di più delle sue qualità e, viceversa, lui deve capire ancora meglio quando raccordare il gioco o andare in profondità".

Sempre su De Ketelaere: "Io non voglio mettere in campo un giocatore per fargli fare minutaggio, ma per cercare di vincere la partita. L'obiettivo primario è la squadra. Poi, più gioca più conosce meglio la squadra ed è chiaro, ma non è un obiettivo primario il suo inserimento".

Su Pobega sulla trequarti: "Si può tutto, si possono cercare nuove strade o nuove soluzioni. È difficile che tutto ciò che ci è riuscito l'anno scorso funzioni anche quest'anno. Abbiamo preso qualche gol in più, ma certe volte è la qualità degli avversari che può fare la differenza. Come per Leao: non è che ogni volta che è stato decisivo c'è stato un errore della difesa, ma per la sua qualità. Quest'anno abbiamo un trequartista più offensivo".

Tommaso Pobega
Tommaso Pobega / Marco Canoniero/GettyImages

Sulla differenza in questo triennio rossonero: "Adesso ci conosciamo meglio e ci possiamo dedicare un po' di più a quei particolari che possonno fare la differenza, perchè il grosso lo abbiamo già fatto".

Sui corner: "Hanno ragione, dobbiamo farli meglio. La squadra sa che dobbiamo fare meglio. Credetemi che ci stiamo lavorando e spero di vedere presto dei miglioramenti. Prima non era una priorità perché lavoravamo sul grosso, ora lo stiamo facendo di più".

Su cosa cambia tra De Ketelaere e Diaz: "In teoria nulla, perché entrambi accompagnano la posizione del centravanti e si abbassano per l'azione; poi ci sono le caratteristiche individuali che sono differenti".

Sui giocatori che devono "gestirsi": "Quello sarebbe un gravissimo errore: noi non siamo in grado di gestire la partita, ma dobbiamo giocare con energia per 95 minuti. Noi a fine partita dobbiamo non avere più energie. Preferisco uno che al 65esimo che mi dica di non averne più che uno che ha energie a fine gara. Poi sono io che li gestisco".

Su come stanno i nuovi: "Sono forti e di talento. Poi se devo dire che siano pronti per domani non lo so... Molti di loro andranno via durante la sosta. Se stessero qua sarei un allenatore ancora più felice".

facebooktwitterreddit