Roma

Pinto: "Zaniolo? Ho già chiamato il suo agente. Frattesi il mio preferito in Serie A"

La redazione di 90min
Tiago Pinto
Tiago Pinto / Gualter Fatia/GettyImages
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Al termine della sessione estiva di calciomercato, il general manager della Roma, Tiago Pinto, ha indetto una conferenza stampa per spiegare a giornalisti e tifosi le scelte prese dai giallorossi nelle operazioni in entrata e in uscita. All'interno della chiacchierata, il portoghese ha risposto a diverse domande, toccando diversi temi. Ecco le parole di Pinto (fonte: CM):

La Roma può lottare per lo scudetto?

"Innanzitutto volevo ringraziare tutte le persone del club che hanno lavorato per me. Per noi sono stati tre mesi veramente pesanti, voglio ringraziare anche i ragazzi dell'ufficio stampa. La squadra è più forte e migliore. Ha più soluzioni e qualità. Non sono d'accordo con l'espressione instan team. La Roma è la squadra più giovane della Serie A. All'interno della nostra strategia è stato sempre inserire giovani. Come abbiamo detto dal primo giorno abbiamo bisogno di equilibrio e abbiamo bisogno di giocatori esperti e con qualità. Siamo riusciti a far diventare la squadra più forte, ma secondo me con il nostro valore più grande che è l'allenatore che ha fatto diventare giovani grandi giocatori. Ci aspettiamo meglio della stagione scorsa. Mai parlare di scudetto, non perché ci vogliamo nascondere ma perché non bisogna parlare prima. Secondo me il nostro focus è credere che possiamo vincere le partite".

Zaniolo è stato vicino alla partenza?
"Zaniolo non è mai stato vicino alla partenza. L'anno scorso per lui era una stagione di ripresa. Questa stagione sta ancora meglio, non è mai stato un problema, Zaniolo ha aiutato molto la squadra e ora deve recuperare per l'infortunio. 30 minuti fa ho chiamato Vigorelli e gli ho detto che dobbiamo cominciare a programmare i nostri meeting".

Siete preoccupati per il Fair Play Finanziario?
"Sul FFP anche il club avrà il tempo giusto per parlarne, è un tema troppo serio. L'FFP è stato creato per aiutare i club e non per danneggiarli. Io penso sempre al progetto Friedkin e in questo progetto la sostenibilità finanziaria è molto importante. Non possiamo sempre legare i milioni alla qualità, come nel caso di Dybala. Sappiamo che la Roma aveva una eredità pesante e ora abbiamo un percorso da fare. Questi paletti non sono un problema perché ne ero già a conoscenza. Spero che nei prossimi anni questi paletti possano sparire. Il prossimo direttore sportivo non avrò problemi in questo senso".

Tra le prime persone citate in questa conferenza c’è Mourinho, non è facile portare a parametro zero giocatori come Dybala, Matic… le chiedo, è merito suo, di Mourinho o anche dei Friedkin che hanno prospettato un progetto importante?
"Secondo me è essenzialmente merito della proprietà e di Mourinho. È una proprietà che non parla molto, ma ha le idee giuste per il club. Oggi l’immagine che esiste della Roma è più affascinante. Non c’è dubbio che il ruolo di Mourinho nella capacità che abbiamo di attrarre i giocatori è diversa da altri allenatori. Sarebbe stupido non sfruttare Mourinho. Lui non ha neppure il problema generazionale. Ci sono ragazzi di 20 anni che sognano di essere allenati da lui. E’ un lavoro collettivo, ma non ho dubbi che chi è venuto qui l’ha fatto anche per Mourinho. Durante tutte le trattative lui è al corrente di tutto, è il mio modo di lavorare".

Che voto si dà al mercato?
"Abbiamo fatto 57 operazioni, si lavora tanto nelle uscite. Non sono totalmente soddisfatto delle uscite perché per alcuni giocatori avevamo possibilità di vendere. Sulla stagione scorsa io ho sbagliato a darmi un voto e mi hanno un po’ preso in giro per quel voto, magari dopo Tirana quel voto ci sta. Io non lavoro per il mio protagonismo individuale e non ho bisogno di marchette per avere un grande voto. Il calcio cambia tutti i giorni. Oggi siamo fenomeni, domani scarsi. Ci sono dei momenti che tutti voi avete pensato che voi avete pensato che ho fatto un capolavoro, ma io non ero soddisfatto”.

Paulo Dybala
AS Roma / Paolo Bruno/GettyImages

Forse un tassello che manca è un aggiustamento in difesa… e poi vorrei capire come hai vissuto le pressioni esterne e quelle di Mourinho con le foto e le battute?
"Se giochiamo a 3 è normale che potevamo prenderne un altro, non siamo riusciti per tante cose che sono successe. Abbiamo all'interno del club soluzioni che non saranno ideali ma che possono servire. Mourinho è bravo in questo, guardate Zalewski scorso anno. Al centro in caso di emergenza possono giocare Karsdorp, Vina o Cristante. I piccoli sforzi li abbiamo fatti per tutti, ma non funziona così. Le cose sono molto complesse. Io sono giovane, ma ho vissuto tante cose. Ho tre persone che mi mettono pressione nella vita: mia madre, mia sorella e mio padre. Anche se qualcuno legittimamente vuole scrivere il contrario, ho un grande rapporto con Mourinho. Siamo una famiglia, non commento le parole di Mourinho, è difficile fare l’allenatore. Io non funziona molto con la pressione, chi mi conosce sa che l'unico modo di portare avanti con me è la positività. Non leggo la stampa, i tifosi ovviamente mi pressavano su Belotti o Dybala.

Si potevano spendere 30 milioni per Frattesi, poi si è virato sui parametri zero. Perché è successo questo?
"È una domanda intelligente. Abbiamo una strategia sportiva e una finanziaria. La squadra ha bisogno di queste cose per migliorare, e poi serve una via finanziaria per arrivarci. Con tutti i paletti che ci sono, le cose vanno insieme. Chi entra e chi esce. Il mercato dura tre mesi, serve pazienza. Ma ho capito che le uscite sarebbero state complicate, e quindi avrebbero reso difficili le entrate. Le situazioni sono state legate. Wijnaldum arriva, Vereotut parte. Felix parte, arriva Belotti. Nel momento in cui ho capito che avremmo avuto difficoltà a vendere, non ho voluto compromettere la società. Le soluzioni creative ci aiutano ora, ma poi qualcuno le paga. Abbiamo cambiato la strategia finanziaria. Frattesi? È il mio preferito della Serie A, escludendo i nostri. Sarà uno dei centrocampisti più forti. Io vado da un club, chiedo, il proprietario chiede quello che vuole, io devo rispettare. Due cose sono importanti per me: io non uso la stampa per fare le trattative. Ci sono dei momenti in cui sembrava che la trattativa fosse da una parte sola. La verità è che il Sassuolo ha un grande progetto sportivo, Frattesi è un grande giocatore, ma non siamo riusciti a fare la trattativa, io sono un po’ tedesco nelle trattative, non ci passo un mese per due o tre milioni.

Solbakken può arrivare a gennaio, è aumentato il monte ingaggi?
"Non è vero che la Roma ha aumentato il monte ingaggi. Se noi risolviamo il problema di Olsen e Fuzato e portiamo Svilar, il monte ingaggi non aumenta, lo stesso discorso vale per le operazioni che abbiamo fatto negli altri ruoli. Io non voglio essere il mago delle finanze. Su Solbakken pensavo che aveva firmato per una squadra, avevo letto anche di visite mediche. Ma se tu mi dici che ancora non ha firmato proviamo (ride,ndr)".

​Ha intenzione di rinnovare il contratto con la Roma?
"Io sono felice qui. Per venire qui ho lasciato il mio amore della vita che è il Benfica. Quello che mi muove sono delle idee e le persone con cui lavoro. Oggi il mio rapporto con la società è quello che mi muove. Il prossimo direttore sportivo avrà un lavoro semplice, è così. Sul mio contratto non hi bisogno di rinnovarlo fino al 2024, sono diverso dai giocatori. Io faccio le mie valutazioni, io sono felice qui".

Zagadou può interessare? Sugli esuberi mancano Coric e Bianda
"Calma, io non mi arrendo mai. Ci sono mercati aperti come Belgio, Grecia e Turchia. Sono due ragazzi vittime del contesto del passato, ho ancora speranza di trovargli soluzione. Zagadou? Ci sono tanti in scadenza, questo mercato farà storia su quanti giocatori arriveranno a scadenza".


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