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Perisic: le ultime prove lo rilanceranno o faranno da vetrina per il mercato? L'analisi

Mattia Gruppioni
Ivan Perisic
Ivan Perisic / Jonathan Moscrop/Getty Images
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La posizione di Perisic all'Inter è sempre stata al centro di opinioni, voci di mercato, critiche e malumori, e quando parliamo di posizione ci riferiamo sia alla collocazione tattica che ha o ha avuto il croato nello scacchiere di Conte sia alla situazione relativa al futuro, qualche volta in bilico e qualche volta, come potrebbe essere in questo momento, maggiormente salda all'interno della rosa nerazzurra. Ma cosa rende Ivan Perisic un giocatore tanto discusso e discutibile, altalenante ed al tempo stesso ritrovabile a suon di gol e prestazioni?

FC Internazionale v Parma Calcio, Ivan Perisic segna di testa
FC Internazionale v Parma Calcio, Ivan Perisic segna di testa / Marco Luzzani/Getty Images

Se ci riferiamo solo al campionato di Serie A, la stagione del croato parla decisamente chiaro: 19 presenze su 21 partite disputate dall'Inter, di cui 11 da titolare ed 8 da subentrato, tre ammonizioni, zero assist e due gol, tra l'altro importanti, contro Parma a San Siro (2-2) e Fiorentina al Franchi (0-2), nel weekend appena trascorso. Prestazioni altalenanti, così come il suo minutaggio, anche per via del fatto che Conte, amante del 3-5-2 sin dai tempi della Juventus, non giudichi o comunque non consideri pienamente il croato né come esterno di centrocampo a tutta fascia né come seconda punta in grado di spalleggiare ed approfittare del lavoro spalle alla porta di Lukaku o Lautaro Martinez.

Ivan Perisic al Di Stefano di Madrid
Ivan Perisic al Di Stefano di Madrid / Quality Sport Images/Getty Images

Ma ampliamo l'orizzonte, con vista Champions e Coppa Italia, due competizioni dall'esito diverso per l'Inter, almeno momentaneamente, dato che gli uomini di Conte sfideranno domani sera la Juventus nel ritorno della semifinale di Coppa Italia. In Europa, il tecnico salentino ha schierato l'esterno croato in tutte le sei gare disputate dai nerazzurri: due volte dal primo minuto e ben quattro da subentrato, collocandolo prevalentemente nel ruolo di esterno, al posto di Ashley Young, sebbene l'unico gol siglato in Champions sia stato messo a referto da seconda punta, a Madrid, quando Ivan supportava Lautaro Martinez.
In Coppa Italia, invece, Perisic è sceso in campo tre volte su tre partite, giocandone due da titolare e collocandosi sempre sull'out mancino.

Da questo resoconto notiamo una certa linea di continuità: Perisic non ama né giocare da esterno né giocare da seconda punta. Ed appurato ciò, come magari poteva già intuirsi, dobbiamo però al tempo stesso sottolineare la professionalità del ragazzo che, senza posizione fissa, ha comunque maturato un bottino che recita 28 partite stagionali su 30 disponibili, tre gol da fuori-ruolo e tanta duttilità tecnico-tattica, utile sia in caso di assenze importanti (vedi quelle di Young sulla fascia o Sanchez in attacco) sia in caso di turn-over.

Ivan Perisic, l'anno scorso in forza al Bayern Monaco
Ivan Perisic, l'anno scorso in forza al Bayern Monaco / Matthias Hangst/Getty Images

E qui, infine, sorge la domanda con cui abbiamo aperto il nostro editoriale: Perisic, data questa sua caratteristica, potrà mai diventare risorsa per l'Inter? Oppure, data la sua discontinuità nel rendimento ed in zona gol, dove fatica a pungere, sta conquistando spazio semplicemente per essere messo in vetrina in ottica mercato?
Chiaramente non ci è dato saperlo, ma nonostante la scarsa vena realizzativa e le prestazioni non sempre convincenti, fossimo nella società nerazzurra ed in Antonio Conte ci penseremmo due volte prima di cedere ad occhi chiusi l'esterno croato: in primo luogo, per un discorso di duttilità già precedentemente effettuato ed in secondo luogo, inoltre, anche per un discorso di possibile adattamento tattico da parte dello stesso calciatore. Dopo ormai una stagione e mezza agli ordini del tecnico ex Juve, che non sia ormai giunta l'ora di comprendere definitivamente o l'uno o l'altro ruolo? E perché lo stesso tecnico, vista la seconda vita di Perisic a Monaco di Baviera l'anno scorso, non possa improvvisamente optare per un 4-3-3 più congeniale alle caratteristiche del croato, che rimane un giocatore di caratura sempre internazionale?

Domande da porre a Conte ed a Perisic, certamente, ma intanto quest'ultimo continua a calarsi nella parte e, pur magari non giocando al meglio, concede riposo ai più stakanovisti o infortunati delle file nerazzurre, sperando in una futura conferma.


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