Lionel Messi

Perché il matrimonio Messi-Barcellona è una storia che non tornerà

Giulia Bianchi
Lionel Messi
Lionel Messi / Eric Alonso/GettyImages
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La maglia indossata oggi dal calciatore più forte di tutti i tempi è quella del Paris Saint-Germain, ma Lionel Messi non dimentica ovviamente le sue origini e porta sempre con sé la città che più di tutte ha creduto in lui, nel suo carisma, nelle sue potenzialità, nel suo essere leader: il Barcellona.

Il sunto della sua nuova avventura non è dei migliori. Nel campionato francese, l'attaccante sta segnando veramente poco. Potevano starci le difficoltà iniziali, ma per il giocatore che tutti conoscono le aspettative erano molto alte.

Lionel Messi
Leo Messi / Catherine Steenkeste/GettyImages

Forse il giocatore non ha molti stimoli, considerando che il Psg potrebbe vincere il titolo del campionato con otto o nove turni di anticipo, o forse perché - affiancato da altri giganti del calcio - il suo ruolo da leader e veterano è messo in ombra.

A Barcellona Messi era il Dio del rettangolo verde, venerato da tutti: tifosi, colleghi, allenatori, dirigenti. Colui che si faceva carico dei problemi, un punto di riferimento per tutti, anche quando le cose non andavano bene.

C'è da dire però che negli ultimi anni la squadra catalana è diventata sempre più decadente. Un club aggrappato al proprio miglior giocatore mentre tutto attorno brucia, tra acquisti sbagliati, scelte strategiche miopi, una gestione del budget scellerata. Messi, però, rimaneva il motivo principale per cui valeva sempre la pena guardare una partita del Barcellona. I 90 minuti di Messi che faceva le sue cose, erano un ponte con i ricordi felici del passato e la promessa di un futuro migliore. Anche negli ultimi anni, dove forse ha perso una frazione di secondo nell’esecuzione dei gesti, Messi continua a essere un genio.

Press conference of Lionel Messi
Messi in lacrime / Anadolu Agency/GettyImages

Ha fatto di tutto per rimanere nella sua città, nella sua squadra e con i suoi tifosi, ma questo non è bastato, perché nuovamente la Società, con le sue scelte, non è andata a comprendere il bene della squadra o non lo ha associato in automatico alla permanenza dell'argentino.

Ci sono state promesse non rispettate, parole date non considerate ed ecco l'epilogo più brutto della storia: Messi via dalla sua squadra, uno schiaffo ai tifosi che credevano in questa storia d'amore fino all'eterno.

Anche le storie più belle prima o poi finiscono. Certo, si possono trovare tante scuse per contestualizzare e smussare la questione, ma il fatto che Messi non terminerà la sua carriera ad alto livello nel Barcellona, è colpa innanzitutto della gestione della squadra. È colpa della dirigenza precedente, che in un attimo ha condotto sul lastrico una squadra che prometteva sempre più introiti ed è responsabilità di quella attuale, che probabilmente ha preso una scelta politica che non è detto pagherà.


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