Napoli

Perché Lorenzo Insigne viene soprannominato Il Magnifico?

Andrea Gigante
Il Magnifico, Lorenzo Insigne
Il Magnifico, Lorenzo Insigne / 90min Italia
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Lorenzo de' Medici è stato un banchiere e politico fiorentino, nonché poeta, scrittore, mecenate e chi più ne ha più ne metta. Insomma, era un personaggio così poliedrico che ancora oggi siamo abituati a soprannominarlo Il Magnifico, quasi ad esaltarne le incredibili doti umane e artistiche.

Non vorrei farvi crollare il mondo addosso, ma abbiamo sempre commesso un errore.

O meglio, non è principalmente per questo motivo che il delfino della dinastia Medici veniva soprannominato in questo modo. Lorenzo era senz'altro un uomo autorevole e magnanimo, ma deve questa nomea alla sua carica politica. Dovete sapere che nel XV secolo, in pieno Rinascimento, Firenze era una repubblica ricca e florida e sul gradino più alto della società c'era il Gonfaloniere di Giustizia, anche detto Magnifico Messere.

Lorenzo de' Medici venne insignito di questo ruolo quando aveva appena 43 anni (anche se per ricoprire la carica ne occorrevano almeno 45). Pertanto, sarebbe corretto chiamarlo Il Magnifico Lorenzo e non Lorenzo Il Magnifico.

Ora vi chiederete perché un sito di calcio si conceda queste digressioni storiche. Il punto è che quando un giocatore è forte e si chiama Lorenzo viene subito etichettato con questo nomignolo. È il caso di Lorenzo Insigne.

Lorenzo Insigne
Lorenzo Insigne / Francesco Pecoraro/GettyImages

È praticamente impossibile riuscire a individuare il momento esatto in cui l'attuale (futuro ex) capitano del Napoli sia diventato ufficialmente "Magnifico", però è curioso realizzare che, proprio come Lorenzo de' Medici, anche il soprannome di Insigne non è da ricondurre solo alle sue qualità umane che, nel caso specifico del calcio, sono rappresentate dalle sue doti tecnico-tattiche.

Potremmo dire che l'esterno della Nazionale sia "Magnifico" per i suoi dribbling, per i suoi tiri a giro, per il solito passaggio a rientrare sul secondo palo che lascia puntualmente spiazzate le difese avversarie. Certo, sarebbero tutte motivazioni valide. Eppure c'è di più.

Quando cresci a Frattamaggiore, il Napoli non è solo una squadra di calcio, è un ideale. Ognuno lì sogna di vestire quella maglia, di difendere quei colori. Non tutti ovviamente ci riescono; ecco perché Lorenzo Insigne è così "Magnifico", perché è l'hombre del pueblo, rappresenta un'intera città in Italia e nel mondo...proprio come Lorenzo De' Medici.

Tuttavia, tra i due c'è una sostanziale differenza. Per Nicolò Macchiavelli, il banchiere fiorentino era l'“ago della bilancia intra i principi italiani”; in altre parole, era lui a mantenere l'armonia nella Repubblica e la pace sull'intera penisola. Mentre lo scugnizzo ha sempre diviso la sua gente tra chi voleva consacrarlo nel gotha del Napoli, chiedendo che gli venisse assegnata la maglia n°10, e chi invece lo considerava un giocatore forte, ma privo di grande carattere.

La decisione di trasferirsi al Toronto ha gettato ulteriormente benzina sul fuoco arricchendo il dibattito di un nuovo tema. Per tanti partenopei "Ha fatto bene, perché Napoli e il Napoli non lo meritano", invece per altri "È solo un traditore che ha infangato la maglia". Chiaramente non esistono vie di mezzo.

La scelta di Insigne di dire addio al sole del Golfo per trasferirsi nella fredda Toronto è difficile da spiegare. Anzi, se leggiamo le cifre dell'affare il motivo del trasferimento ci appare più che chiaro, però non ci convince la tempistica dell'annuncio, a gennaio, con il Napoli in piena corsa Champions e, perché no, in lotta perfino per lo Scudetto.

Dopo il gol segnato alla Salernitana, Insigne è andato davanti alla telecamera e ha mandato un messaggio a tutto il suo popolo, dimostrando che nelle sue intenzioni non c'è mai stata la volontà di ripudiarlo. In quel "Ti amerò per sempre" c'è tutta la passione per la città e per la squadra in cui è cresciuto, in cui è diventato un campione.

Il primo luglio lo scugnizzo di Frattamaggiore sorvolerà l'Oceano per vivere la sua nuova avventura. Un giorno tornerà? Chi può dirlo, il futuro è sempre un'incognita. Adesso non ci resta che goderci ogni singola giocata, ogni dribbling, ogni tir' a gir, perché potrebbero essere gli ultimi sprazzi di Lorenzo Insigne con la maglia del Napoli. Ce lo dice anche Lorenzo de' Medici:

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.


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