Perché Joao Felix non è la soluzione ai problemi del Chelsea

Andrea Gigante
Joao Felix
Joao Felix / Angel Martinez/GettyImages
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Gli affari del mercato di gennaio si dividono in due categorie: da una parte ci sono gli acquisti che ti fanno svoltare la stagione; dall'altra quelle operazioni talmente randomiche da farti pensare che a chiuderle sia stato una specie di robot la cui intelligenza artificiale debba essere ancora affinata. E il trasferimento di Joao Felix rientra proprio in quest'ultima casistica.

Dopo un Mondiale vissuto da titolare, con l'ex Ct Santos che l'ha sempre preferito a Leao, il portoghese ha scelto il Chelsea come squadra in cui rilanciare una carriera che si stava impantanando nell'immobilismo del Cholo Simeone. All'Atletico Madrid non poteva esprimere il suo estro, aveva le ali tarpate; così ha fatto le valigie e se n'è volato nella scintillate Premier League.

Ad accoglierlo è stato il Chelsea, che in Felix ha visto - vi chiedo scusa in anticipo per il brutto gioco di parole - il segreto per la felicità. I blues stanno infatti attraversando un periodo nero: non tanto per le sole 3 vittorie nelle ultime 13 partite, quanto per lo scarso score realizzativo. Il cambio di guida tecnica da Thomas Tuchel a Graham Potter non sta infatti dando i frutti sperati e per questo la dirigenza si sta rivolgendo al mercato per trovare una soluzione.

Kai Havertz
Kai Havertz, Mason Mount / Matthew Ashton - AMA/GettyImages

Da quando ha ereditato la guida del club da Roman Abramovich, Todd Boehly si è comportato come il classico miliardario statunitense che crede che tutto possa risolversi mettendo mano al portafogli. L'ha già dimostrato in estate, spendendo più di 60 milioni per Cucurella e addirittura 80 per Fofana, e sembra volersi ripetere anche nel mercato di riparazione, dove ha già messo sul piatto 38 milioni per Badiashile.

Il punto non è la disponibilità economica in sé. Se una società ha soldi è giusto che li spenda. Tuttavia c'è un'enorme differenza tra la mole di denaro sborsata e il modo in cui viene spesa. L'operazione Felix risulta poco sostenibile non solo sul piano economico, visto che il Chelsea si sobbarcherà l'intero ingaggio del portoghese, ma anche su quello della progettualità. L'ex Benfica arriva infatti in prestito secco, con i blues che pagheranno 11 milioni di euro per averlo con sé solo per 6 mesi.

Per non parlare poi dell'aspetto tattico. Joao Felix è infatti una seconda punta e tra Portogallo e Spagna ha fatto vedere di poter rendere al meglio solo al fianco di un altro attaccante di riferimento. Queste caratteristiche sono però comuni a praticamente tutto il reparto offensivo del Chelsea. Havertz, Mount, Sterling, Ziyech: sono tutti giocatori in grado di intessere il gioco ma non sono dei goleador.

Sulle qualità del portoghese è inutile discutere, visto che parliamo comunque di uno dei giovani più interessanti e promettenti del panorama europeo che ha alle spalle già un'ottima esperienza internazionale tra club e Seleçao. Tuttavia, è nei tempi e soprattutto nei modi che questa operazione lascia più di qualche dubbio.

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