Lazio

Perché il rinnovo di Sarri vale più di un colpo di mercato per la Lazio?

Stefano Oriolo
Maurizio Sarri
Maurizio Sarri / VINCENZO PINTO/GettyImages
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Finalmente la fumata bianca. Nella giornata di ieri, dopo più di sei mesi di trattativa, Maurizio Sarri ha messo nero su bianco la firma che lo legherà alla Lazio fino al 2025. I biancocelesti, in attesa dello sblocco dell'indice di liquidità e quindi del mercato hanno messo a segno il primo vero grande colpo per la prossima stagione.

Le aspirazioni della Lazio e dei tifosi erano legate indissolubilmente a doppio filo al futuro del tecnico toscano, quest'ultimo snodo fondamentale per dare continuità ad un progetto che quest'anno, a causa della rosa corta e dei troppi giocatori inadatti allo stile di gioco richiesto dal mister, ha vissuto un periodo di transizione (pur conducendo all'Europa).

Maurizio Sarri
Tifo biancoceleste / Silvia Lore/GettyImages

La miglior garanzia

Il Comandante sarà dunque a capo della rivoluzione che quest'estate prenderà vita dalle parti di Formello con Lotito e Tare "costretti" sin da subito a muoversi sul mercato per correre ai ripari.

Sì, perché il rinnovo di Sarri non è simbolo esclusivamente della volontà da parte della società di voler finalmente - dopo troppi anni di approssimazione - dare vita ad un progetto serio e a lungo termine, ma porta con sé la certezza (anche se, con Lotito, mai dire mai) di una rivoluzione in corso per la prossima stagione.

Una certezza data proprio dalla figura del tecnico toscano che, conoscendone il carattere, in mancanza delle giuste premesse non avrebbe esitato a rifiutare la proposta del presidente Claudio Lotito.

SS Lazio Training Session
Sarri / Marco Rosi - SS Lazio/GettyImages

Aspettando la rivoluzione

Il rivoluzionario ha colpito ancora. Solo un uomo con la sua personalità avrebbe potuto mettere alle "strette" uno come Lotito. Il presidente ormai non ha alternative, con un rinnovo che sicuramente cela tantissime promesse alle quali - almeno questa volta e per evidenti motivi - non potrà venire meno.

Dalle promesse ora bisognerà passare ai fatti e, con un mercato estivo alle porte, la Lazio dovrà innanzitutto guardare in casa propria, risolvendo una volta per tutte la questione esuberi, dopodiché potrà prendere vita finalmente la Rivoluzione Sarriana.


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