Pellegrini: "La Roma non è un posto di passaggio. Mourinho? La storia parla per lui"

Lorenzo Pellegrini
Lorenzo Pellegrini / Paolo Bruno/GettyImages
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Lorenzo Pellegrini e la compagna Veronica Martinelli sono protagonisti di una lunga intervista su Sportweek. Ecco i passaggi principali della chiacchierata del capitano della Roma.

Lorenzo Pellegrini
Lorenzo Pellegrini / Alessandro Sabattini/GettyImages

MONDIALE - "Si deve andare. Purtroppo, per i nostri demeriti, abbiamo imboccato una strada difficile. Ne parliamo tra noi della Nazionale nel gruppo su WhatsApp. Pensavamo di avere in mano la situazione e invece… L’Italia non ha vissuto solo per un mese, ma per un anno e mezzo le esperienze di un gruppo nuovo. Per quanto mi riguarda, i playoff sono uno stimolo: marzo può essere un’occasione per riprendermi quello che ho perso, anche se io mi sento parte del gruppo campione d’Europa. Tutte le difficoltà superate durante la qualificazione fanno parte del percorso. Poi è normale che i compagni abbiano vissuto un mese eccezionale e io abbia solo tifato per loro".

I PROBLEMI PER L'AMICIZIA CON IMMOBILE - "Non me la prendo e, in fondo, la capisco anche questa cosa. O meglio: non la capisco, ma fa parte del gioco. So che rivalità ci sia e, se uno me lo fa notare, va bene. Ciro è un ragazzo eccezionale e siamo legati anche con le famiglie, però quando scendo in campo è un’altra cosa. Se giocassi contro mia madre, diventerebbe un avversario, farei fallo pure a lei. Non ho fatto niente di sbagliato, ma non me la prendo se i tifosi si arrabbiano per una foto con Ciro. E’ diverso dall’episodio della nascita di mio figlio".

LA FASCIA - "A noi piace la semplicità in cui viviamo, ma per me le cose sono cambiate. La fascia è una responsabilità, in campo e fuori. La mia sta anche nel far capire ai nuovi che questa non è una maglia qualunque e la Roma non è un posto di passaggio. Ho vissuto lo spogliatoio con Daniele De Rossi e ho avuto un rapporto incredibile con Francesco Totti nonostante avesse smesso. Loro sono stati grandi esempi. Soprattutto nell’approccio con chi arrivava dalla Primavera".

Jose Mourinho, Lorenzo Pellegrini
Mourinho e Pellegrini / Silvia Lore/GettyImages

SCUDETTO - "Se lo vinci e sostieni che ne vale dieci, significa che pensi sia stato un caso vincerne uno. La Juve ha vinto tanto per la loro mentalità, noi ci siamo avvicinati ma ci è sempre mancato qualcosa. Dobbiamo fare uno scatto in avanti".

MOURINHO - "Mi identifico molto in quello che dice. La sua storia parla per lui. E’ venuto a Roma per trasmetterci la sua mentalità, ma ora contano i fatti. Dobbiamo lavorare ogni giorno meglio. Lui però si arrabbia per un pallone non dato, per una rincorsa non fatta. Mai sentito arrabbiarsi per un errore tecnico".


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