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Passaggio a vuoto per De Ketelaere: vietato bocciarlo

Mirko Maurizi
Charles De Ketelaere of Ac Milan  looks on during the Serie...
Charles De Ketelaere of Ac Milan looks on during the Serie... / Marco Canoniero/GettyImages
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Classe 2001, centrocampista offensivo del Milan e della nazionale belga. Parliamo di Charles De Ketelaere e delle sue difficoltà ad esprimersi al meglio in Serie A.

È argomento noto che il nostro campionato sia tra i più difficili dal punto di vista tattico e non è facile per chi arriva dall'estero ambientarsi subito, a maggior ragione se si tratta di calciatori giovani e con poca esperienza.

Chi è Charles De Ketelaere

Trequartista mancino, alto 192 cm, Charles De Ketelaere è stato prelevato dal Club Bruges, nel quale veniva spesso impiegato anche come attaccante puro. Molto agile, nonostante la stazza, è dotato di un ottimo dribbling e di un buon tiro, anche dalla distanza.

Cresciuto nel settore giovanile del club belga, esordisce in prima squadra nel settembre 2019, a 18 anni. Nell'agosto 2022 passa a titolo definitivo al Milan, per 35 milioni di euro.

I numeri del belga quest'anno

Charles De Ketelaere in questa stagione non ha ancora trovato la via del gol. Il belga conta appena nove presenze in Serie A, quasi tutte da subentrante, condite da un solo assist e... da un cartellino giallo. In Champions League invece ha collezionato tre presenze, senza mettere a referto né un gol né un assist. Sicuramente, visto il costo del suo cartellino, ci si aspettava qualcosa di più dal calciatore.

Vietata la bocciatura

Il calciatore classe 2001 è stato accolto, come troppo spesso accade in Italia, come il nuovo fenomeno del calcio mondiale, in grado di spostare gli equilibri e di trascinare da solo una squadra. La realtà si è rivelata ben diversa, anche se bocciare un talento di soli 21 anni per l'approccio ad un campionato difficile come quello della Serie A potrebbe risultare dannoso e limitato.

Se si va indietro di qualche anno in casa Milan, balza all'occhio qualche caso simile a De Ketelaere. Per esempio con Rafael Leao, che inizialmente è apparso pigro nei movimenti, salvo poi crescere esponenzialmente sotto la guida di Stefano Pioli, diventando - ad oggi - intoccabile. Stesso discorso può essere fatto per Sandro Tonali, che dopo una prima stagione anonima (tanto da aver rischiato di non farsi riscattare dopo il prestito dal Brescia), salvo poi diventare la prima scelta di Pioli in mezzo al campo già a partire dalla seconda stagione con la maglia rossonera.

C'è anche chi subisce la pressione del salto da una piccola/media squadra ad una big, come nel caso di Patrick Schick, passato dalla Sampdoria alla Roma nel 2017, diventando l'ombra di se stesso nella Capitale dopo le buone prestazioni in blucerchiato, salvo poi rilanciarsi in Bundesliga con la maglia del Bayer Leverkusen.

Insomma, il campionato italiano è difficile. E passare dal campionato belga alla Serie A, soprattutto in una big, non è sempre facile. Bocciare quindi un calciatore di 21 anni dopo pochi mesi non ha molto senso. Spetterà a De Ketelaere dimostrare la sua vera stoffa, cercando di accelerare i tempi di ambientamento al calcio italiano e al Milan.

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