La Lega Serie A sta studiando la strategia per poter trasmettere due partite in chiaro del massimo campionato italiano per ogni giornata, riducendo l'embargo degli highlights che verrebbero mandati in onda anche da emittenti senza diritti televisivi esclusivi.
Una scelta che ha messo d'accordo Sky, DAZN e il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Ma non Mediaset, la cui lettera di diffida ha annullato il principio d'accordo tra le parti. L'emittente di Cologno Monzese vorrebbe estendere la possibilità di mandare in tv le partite senza abbonamenti, non solo su TV8 (che negli anni passati trasmetteva in chiaro una partita di Europa League delle italiane o la diretta gol).

Il tutto verrà discusso nell'assemblea convocata d'urgenza dalla Lega Calcio. Qualora si arrivasse a un'intesa comune, si tratterebbe di un fattore di svolta positivo nei confronti dei consumatori, i quali non potranno assistere di persona alle partite a causa della chiusura degli stadi al pubblico. È vero, non sarebbe come incitare la propria squadra dagli spalti, ma rappresenterebbe un servizio alternativo e gratuito per il tifoso. Inoltre, consentirebbe a chi non possiede un abbonamento alle pay-tv di avere maggiori contenuti a portata di telecomando.
Tuttavia, analizzando il lato negativo della questione, una decisione unanime solleverebbe la polemica di chi, invece, possiede un abbonamento alle emittenti a pagamento che non subirebbe un ritocco al ribasso. Insomma: coloro i quali già pagano, devono continuare a pagare per un servizio di cui altri possono usufruire senza spendere. A tal proposito, risulta più che mai necessario trovare una soluzione condivisa sì dalle grandi industrie, ma anche vantaggiosa per ogni consumatore.
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