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Le parole del mondo del calcio in ricordo di Mino Raiola

Francesco Castorani
Matthijs De Ligt Arrives In Turin
Matthijs De Ligt Arrives In Turin / Stefano Guidi/GettyImages
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Nella giornata di oggi si è spento Mino Raiola. Il noto procuratore italiano è morto all'età di 54 anni e a dare l'annuncio è stata la famiglia con un messaggio diffuso sui social. Raiola, cresciuto in Olanda, era diventato tra gli agenti più importanti del pianeta e aveva in procura calciatori come Ibrahimovic, Verratti, Balotelli, Pogba o Haaland.

In tanti si sono espressi per salutare il procuratore nato a Nocera Inferiore il 4 novembre 1967. In particolare il presidente della Juventus Andrea Agnelli sul suo canale twitter con la seguente frase in inglese: "Non prenderli in giro in Paradiso, loro sanno la verità... tvb Mino".

E ancora la maggior parte dei club di Serie A. Tra cui Milan, Inter, Fiorentina, Salernitana e altri hanno comunicato le proprie condoglianze alla famiglia tramite brevi comunicati su Twitter.

"Sono affranto e dispiaciuto per la scomparsa di Mino Raiola. E' stato un amico e un interlocutore nell'attività lavorativa  una persona di qualità ed elevata competenza. Abbiamo vissuto molti momenti positivi insieme, di collaborazione e intenso lavoro, con qualche contrasto ma sempre corretto, nel rispetto delle persone e delle professionalità". Queste invece le parole dell'AD dell'Inter Beppe Marotta all'Ansa.

Giuseppe Marotta
Giuseppe Marotta CEO of Fc Internazionale looks on during... / Marco Canoniero/GettyImages

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e tanti altri si sono aggiunti al cordoglio per uno tra i procuratori più famosi al mondo che ha senza dubbio influenzato le dinamiche del calcio moderno e si è reso protagonista di alcune tra le operazioni di calciomercato più importanti della storia recente.

Anche Fabio Capello ha voluto ricordarlo con queste parole all'agenzia LaPresse: "L'ho conosciuto quando è stato acquistato dalla Juventus Zlatan Ibrahimovic. Un personaggio di un certo spessore capace nel suo lavoro. Ha avuto un buonissimo rapporto con lui. Parlava sei lingue, sapeva comunicare con i propri giocatori e tutte le società. La sua grande capacità era quella di avere la fiducia dei giocatori di alto livello. Non si sceglie un procuratore per antipatia o simpatia ma per capacità. Ne capiva di calcio"


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