Roma

Nicolò Zaniolo si riprende la Roma

Francesco Castorani
Nicolò Zaniolo
Nicolò Zaniolo / Silvia Lore/GettyImages
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A Nicolò Zaniolo non piacciono i percorsi banali, questo è ormai certo. Con la tripletta di ieri sera è arrivato a quota 21 gol in poco più di 100 presenze in giallorosso, numeri che non rispettano a pieno il potenziale del calciatore e che vanno contestualizzati. Torniamo però indietro.

Prima di esordire con la Roma Zaniolo viene convocato in Nazionale dal CT Mancini (con zero presenze in A), l'esordio con la maglia giallorossa arriva circa due settimane, ma non è nel campionato italiano. il trequartista esordisce da titolare al Bernabeu in Champions League contro il Real Madrid.

Zaniolo in Champions League contro il Real Madrid
Zaniolo in Champions League contro il Real Madrid / GABRIEL BOUYS/GettyImages

Il primo gol arriva in Serie A contro il Sassuolo ed è un assaggio della potenza fisica e della tecnica del trequartista adattato come ala destra da Eusebio Di Francesco. Un gol che lo presenta a tutti come un possibile crack della stagione in corso e di quelle successive, destino che sappiamo già non verrà confermato. A febbraio illumina anche in Europa e la sua prima e unica doppietta in carriera la segna al Porto in un ottavo di finale di Champions League.

Le due rotture del legamento crociato cambiano irrimediabilmente un percorso che sembrava ben avviato verso acuti importanti. Da gennaio 2020 si rivede a agosto (tempo di segnare una rete pazzesca contro la Spal) e poi si fa male di nuovo saltando per intero la precedente stagione.

Quest'anno torna in campo con un grande punto interrogativo sulla testa. Cosa dobbiamo aspettarci da Nicolò Zaniolo? A livello fisico il periodo di stop lo ha leggermente cambiato, donandogli ancora qualcosa dal punto di vista della struttura e della potenza, ma sottraendogli quel pizzico di agilità in più che lo rendeva una costante spina nel fianco delle difese avversarie.

Nicolò Zaniolo, Jose Mourinho
AS Roma v Genoa CFC - Serie A / Silvia Lore/GettyImages

Zaniolo ha cambiato modo di giocare, ora cerca più spesso il contatto con l'avversario e sfrutta a pieno il suo fisico. Nei primi mesi ha faticato e nelle ultime gare Mourinho l'ha preservato, lasciando dei dubbi su una sua eventuale presenza con il Bodo. La presenza è arrivata come titolare, come seconda punta alle spalle di Abraham in un 3-5-2 che doveva essere un modulo di emergenza per la Roma, ma che col tempo ha scoperto dei nuovi punti fermi nella rosa giallorossa.

Tre tagli in profondità su tre assist di tre giocatori diversi del centrocampo romanista.

  • Il primo dopo una verticalizzazione veloce di Cristante per Abraham, bravissimo nella sponda per Pellegrini che mette a tu per tu con il portiere Zaniolo.
  • Il secondo dopo una transizione di Zalewski che conduce per 50 metri e poi serve con i tempi perfetti il 22 sul limite del fuorigioco.
  • E l'ultimo, il più bello, con un'azione vista spesso nelle ultime gare: una sponda diagonale dalla zona esterna verso Cristante che di prima intenzione lancia il compagno alle spalle dei difensori, liberando metri di campo in cui Zaniolo può esplodere tutta la sua potenza.
Nicolò Zaniolo, Lorenzo Pellegrini
Zaniolo abbraccia il capitano Pellegrini / Silvia Lore/GettyImages

Un Nicolò Zaniolo così non si vedeva da tempo ed è solo per questo che ancora stupisce. La certezza è che Mourinho ha trovato la posizione giusta per lui e per la squadra. Ma fare una stima su dove arriverà o cosa succederà nei prossimi mesi o anni appare difficile dato che il 22 non ci ha abituato a percorsi lineari.

Intanto, ai microfoni dell'As Roma, sembra già più maturo nel commentare la prima tripletta di sempre: "È stato stupendo perché ho aiutato la squadra. Come dicevo prima io penso soltanto al collettivo perché poi se pensi al collettivo vengono fuori le tue qualità, le qualità del singolo. Sono felicissimo e ora mi godo questa serata".


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