Nazionale

Nicolato e i giovani: "Avere un ct come Mancini che ha coraggio è una fortuna"

Stefano Bertocchi
 Paolo Nicolato
Paolo Nicolato / Simone Arveda/GettyImages
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“Siamo orgogliosi del Club Italia”. Parole e musica di Paolo Nicolato, c.t. dell’Under 21, che nella conferenza stampa alla vigilia della partita contro il Lussemburgo conferma l'intesa tra le giovanili azzurre e la Nazionale maggiore.

Italy U21 Training Session
Paolo Nicolato / Simone Arveda/GettyImages

“Abbiamo la fortuna di avere un commissario tecnico come Mancini che ha coraggio. Nel gruppo di ieri contro la Germania avevamo 4-5 di questo biennio e altri del biennio scorso: Tonali, Pobega, Raspadori, Scamacca, Frattesi, Bastoni, Locatelli, e questo è il momento di gratificare il lavoro di tante persone che stanno dietro, in primis il nostro direttore Maurizio Viscidi e poi tutti gli staff, dall’Under 15 in su. Sono persone che hanno consentito a molti di questi ragazzi di fare un percorso di 50-60, a volte 90 presenze internazionali, di avere un bagaglio di esperienza. È giusto dire bravo a queste persone, che lavorano sotto traccia ma con grande passione e competenza. Siamo molto orgogliosi, al di là delle piccole difficoltà che possono creare, perché a cascata certe scelte possono penalizzare certe squadre, ma il nostro obiettivo è costruire giocatori. E al di là delle prestazioni, voglio sottolineare di aver visto dei ragazzi, miei ex giocatori che sono stati importanti per me, onorare la maglia come va fatto in Nazionale, evidentemente trasferiamo le cose nel modo giusto”.

"Il biennio - ha poi aggiunto Nicolato - è partito con Tonali, Ricci, Rovella e Salvatore Esposito, ci è rimasto solo Rovella, che con Miretti, Bove e Ranocchia è quello con più esperienza ma non gioca dalla partita nostra con la Bosnia, a marzo. Questa emergenza ci preoccupa un po’ ma tutti faranno del proprio meglio, magari non tutti sono pronti ma le qualità ci sono. Lavoriamo di sistema, Gnonto doveva venire con noi a marzo ma serviva all’Under 19 che aveva un turno importante, come Scalvini che era già stato con noi a novembre, non l’ho più chiamato non perché non mi piacesse ma perché pure lui serviva all’Under 19. Lavoriamo di sistema come Club Italia ed è una strategia che condivido”.


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