Roma

Nel 3-4-2-1 di Mourinho i gioielli della Roma possono coesistere?

Mirko Maurizi
José Mourinho
José Mourinho / Gualter Fatia/GettyImages
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L'arrivo di Paulo Dybala, ex numero 10 della Juventus, ha sicuramente emozionato ed animato i tifosi della Roma, ma in generale di tutta la serie A. D'altronde, come sarebbe possibile altrimenti, nel caso di un fantasista come l'argentino? Ma ci si chiede se e come sarà possibile che i gioielli di Mourinho trovino un assetto che li coinvolga tutti insieme in campo. E la soluzione non è così scontata.

Abraham, Zaniolo e Pellegrini

L'attaccante inglese, di statura fisica imponente e dal gioco che attinge anche alle qualità di centravanti vecchio stampo, è tra le colonne portanti della Roma di Mourinho. Elevato numero di minuti in campo e poco meno di 20 gol in campionato dimostrano la centralità dell'inglese nel progetto. Complice, sicuramente, anche la mancanza di sostituti validi.

Lorenzo Pellegrini, Tammy Abraham
Abraham, Pellegrini e Zaniolo / Paolo Bruno/GettyImages

Rispetto ai due centrocampisti poi, si parla di due fuoriclasse. Calciatori dalle doti tecniche non discutibili, che Mourinho, soprattutto nel caso del mancino, sta riadattando al suo gioco. Facilmente osservabile come il ragazzo classe '99 abbia nettamente cambiato ruolo dall'arrivo del portoghese, giocando decisamente più tempo spalle alla porta, cosa che sicuramente non lo valorizza. Ma in tutto ciò, ha offerto prestazioni importanti condite da marcature decisamente pesanti; la più ovvia in finale di Conference League. Pellegrini invece, meno "snaturato" nel suo ruolo originario, quello di mezzala dunque, ha giocato una stagione in cui è stato utilizzato in una fase ancor più offensiva di quanto non lo fosse già in passato.

E Dybala?

Paulo Dybala si configura come un vero numero 10. Uno di quelli che rimandano romanticamente al calcio del passato. Mancino purissimo, dispone di un ottimo calcio e dribbling. E' uno di quei giocatori cui costruire attorno una squadra, adattando il gioco alle sue capacità tecnico e tattiche.

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Dybala contro il Tottenham / JACK GUEZ/GettyImages

Ed è proprio da un punto di vista tattico che ci si chiede come Mourinho potrà utilizzarlo, anche se l'opzione più valida sembra essere quella di affiancarlo ad Abraham nel 3-4-1-2 che tante volte si è visto in questa stagione. Sperando, soprattutto, nelle condizioni fisiche dell'argentino.

Tutto nelle mani di Mourinho

La Roma ha dimostrato, nel corso dell'anno, una discontinuità di prestazioni, alternando nettamente alti e bassi durante il cammino del campionato. Stagione culminata però con la vittoria della prima edizione della Conference League, riportando un trofeo alla squadra della Capitale che mancava da svariati anni. La ventata di positività, portata ad inizio anno con l'arrivo dell'allenatore portoghese, si è alimentata con il trofeo prima e con l'arrivo di Dybala poi. Ma a questo punto, come sarà possibile trovare un assetto in cui i gioielli della Roma convivano? E soprattutto, è davvero questo l'obiettivo di Mourinho?

Jose Mourinho
Mourinho / Gualter Fatia/GettyImages

Ciò che appare probabile, se non certo, è che per vederli tutti in campo sarà necessario che Mourinho opti per "abbassare" nuovamente Zaniolo, riutilizzandolo in quella che è la sua posizione naturale, che gli permette di sfruttare a pieno la sua caratteristica innata: la progressione. E ciò potrebbe configurarsi in un attacco ad una sola punta (Abraham) sostenuto da Zaniolo appunto e da Dybala, con Lorenzo Pellegrini magari a ricoprire il ruolo di regista o di interno. Proprio come accaduto col Tottenham, del resto.

Altra possibile soluzione potrebbe essere quella di rivedere il 4-3-3 dei tempi del Chelsea, che offrirebbe sicuramente maggiori opzioni tattiche, anche se sono ormai svariati anni che il tecnico portoghese non lo utilizza più. Ed inoltre, El Shaarawy potrebbe così tornare a ricoprire quello che è il ruolo in cui, nel corso degli anni alla Roma, si è trovato meglio. Ma lo Special One ha già dimostrato capacità di modificare assetti in relazione all'esigenza di una Roma che troppe volte si è dimostrata instabile, soprattutto in fase difensiva. Probabilmente in pochi avrebbero detto, ad inizio campionato, che il portoghese avrebbe scelto così tante volte la difesa a 3. Ma alla fine si sa, nel calcio ha ragione chi vince.


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