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Napoli, Spalletti: "Insigne? Come Del Piero, Baggio e Totti"

Francesco Castorani
Luciano Spalletti, head coach of Ssc Napoli ,  looks on...
Luciano Spalletti, head coach of Ssc Napoli , looks on... / Marco Canoniero/GettyImages
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Il Napoli cala il tris nell'ultima al Maradona di questa stagione e della carriera di Lorenzo Insigne. Giro di campo e lacrime sono un finale che Luciano Spalletti ha già vissuto a Roma con Francesco Totti e che oggi il pubblico azzurro gli ha fatto rivivere con il suo capitano.

Il secondo verdetto della stagione del Napoli è arrivato con la vittoria di oggi. I 76 punti degli azzurri significano +7 sulla Juventus di Allgeri, che ha una gara in meno ma non può più raggiungere la squadra di Spallettti. Un terzo posto su cui ricostruire il prossimo anno una squadra ancora più competitiva per ambire allo Scudetto.

Un Lorenzo Insigne commosso nel giro di campo e commosso ai microfoni di Dazn. Omaggiato dalla curva con uno striscione e quasi incapace di abbandonare il terreno del Maradona nell'ultima nel suo stadio dopo dieci anni con la maglia azzurra stampata sul petto.
“La tua maglia più di tutte pesava, perché era di chi veramente l'amava. Tu l'hai indossata con estro, orgoglio e dignità!” (lo striscione esposto dalla curva del Napoli).

Le parole di Luciano Spalletti ai microfoni di Dazn.

Su Lorenzo Insigne il clima al Maradona. "C'era un'aria bella, un sentimento bello di rendere poi onore a questa festa di Insigne anche da parte dei compagni di squadra. Anche se all'inizio nel primo quarto d'ora-venti minuti siamo stati un po' frenati perché loro sono stati bravissimi, ci sono venuti a sfidare e non siamo mai riusciti a uscire dalla nostra metà campo. Quando poi noi siamo riusciti a far valere la qualità e i passaggi, e a uscire nello stretto qualche situazione l'abbiamo creata, all'inizio abbiamo sofferto".

Lorenzo Insigne
SSC Napoli v Genoa CFC - Serie A / Francesco Pecoraro/GettyImages

Sul momento con Insigne. "È chiaro che poi con quelli che sono profesisionisti e professionali come lui che sempre stato tra i primi ad arrivare al campo, si è sempre allenato. Quando non l'ho fatto giocare è entrato nel secondo tempo, è entrato bene e ha dato il contributo alla squadra. Sono quei calciatori che qualche volta ti fanno anche arrabbiare però quando non ce li hai ti poi rimpiangi subito di non averli a disposizione. Fa parte di quella cerchia di calciatori che dal nulla ti creano la soluzione, i prestigiatori del calcio. Come Del Piero, Baggio, Totti quei calciatori lì che tutti gli allenatori vorrebbero avere a disposizione per vincere le partite, perché ti fanno vincere le partite".

Il siparietto su Ciro Ferrara da calciatore. "Ciro Ferrara all'allenamento poteva andare il lunedì e il martedì, il mercoledì e il giovedì che si gioca a pallone poteva stare a casa".

Sugli obiettivi delle società a inizio stagione. "Danno fastidio delle differenze. Ci sono squadre non in lotta per la Champions, ma poi hanno grandissime squadre a disposizione, potevano essere al nostro posto, hanno fatti grandi partite, grandi pezzi in questa stagione e sono distanti. Le squadre ormai sono 8, la Fiorentina c'è e hanno tutte il potenziale per potersi inserire fra le prime quattro. Noi con quello straordinario inizioci eravamo ritagliati spazio dove è poi dispiaciuto a tutti non rimanere dentro fino in fondo, e ci dispiace ancora. Però poi non bisogna cancellare quello che ha fatto la squadra, questo è scorretto.

Il futuro del Napoli senza Insigne. "Io ho cominicato a rimpiangerlo subito dopo che c'è stata la certezza che andasse via, però poi è chiaro che è una scelta che va accettata e che bisogna andare a ritrovare la stessa qualità e le stesse caratteristiche di questi calciatori che tutti gli allenatori vorrebbero avere nel cassetto per tirarlo fuori quando poi ci vuole".

SSC Napoli v Genoa CFC - Serie A
SSC Napoli v Genoa CFC - Serie A / MB Media/GettyImages

Su Dries Mertens. "Lui oltre che qualità, sa imbucare, ha grandissima tecnica, è bravissimo a fare gol, lui fa gol. Gli si respira sulla pelle questa qualità. C'è stata una volta oggi che ha fatto uno scambio, la palla gli è ritornata, con la coda dell'occhio ha visto il portiere un po' fuori e ha tirato in porta. Sono quelle attenzioni e quelle sensazioni, quell'accorgersi subito di come sei messo e dov'è lo spiraglio vuoto della porta per prendere il massimo premio. È come lo faceva giocare Sarri che si raccatterebbe il massimo da lui". Rimane? "Penso di sì perché poi il presidente ci ha parlato e la differenza la faranno le cose che riguardano calciatore e società. Ci sono in mezzo un po' di soldini e quelle che sono le probabili possibilità, quelle che sono le intenzioni. Perché poi conta molto per essere stimolati e contenti".


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