Roma

Mourinho: "La Conference alla Roma è come la Champions. Arbitri? Hanno condizionato"

Andrea Gigante
José Mourinho
José Mourinho / Chris Brunskill/Fantasista/GettyImages
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Il suo arrivo nella Capitale aveva diviso gli addetti ai lavori tra chi lo considerava un tecnico ormai bollito e chi invece riteneva che la Roma avesse fatto un affare a ingaggiarlo. Alla fine José Mourinho ha zittito i suoi detrattori riportando un trofeo che in casa giallorossa mancava da troppo tempo. Della vittoria della Conference League e degli obiettivi per la prossima stagione, il tecnico ne ha parlato in una lunga intervista rilasciata per il quotidiano portoghese Record. Leggiamo le sue parole (fonte: calciomercato.com).

Sulla vittoria della Conference League:
"La vittoria della Conference League da parte della Roma la colloco allo stesso piamo di una vittoria delle altre competizioni europee perché ha regalato emozioni forti, indipendentemente dalla grandezza della competizione. Ci sono club per i quali le vittorie europee sono conseguenza naturale di investimenti e delle aspettative. Io ho avuto la fortuna che su cinque vittorie, quattro sono state contro natura. Con il Porto, per esempio nessuno si aspettava le vittorie europee, così come con l'Inter. E ancor meno con la Roma".

Come ha vissuto le vittorie ottenute in carriera?
"Le ho vissute con pazzia e passione, coincidono con una delle mie principali preoccupazioni come allenatore. Dare allegria agli altri è la cosa più bella che c'è nella vita. Roma? Vittoria molto speciale".

Un giudizio sulla stagione:
"Dipende da chi la analizza. Per alcuni pessima, per me che sono molto esigente con me stesso, è stata fantastica, perché non avevamo le capacità per fare meglio. C'è chi ha giocato più di 50 partite. Ho dovuto far giocare i giovani, ho avuto top fuori tanti mesi, avversari come Inter, Milan, Juve, Napoli, Atalanta e Lazio, poi 14 partite di giovedì con il campionato la domenica. Abbiamo lavorato sodo per migliorare, per questo dico grande Tiago Pinto. E' il mio compagno, socio, un grande direttore e, oggi, un grande amico. Ecco perché il Benfica non ha vinto".

Jose Mourinho
José Mourinho / Chris Brunskill/Fantasista/GettyImages

Sulla Serie A:
"Campionato in crescita, anche le medio-piccole hanno qualità di gioco e vogliono vincere. Sono contento di essere tornato".

Sugli arbitri:
"Non si discutono solo in Serie A, ma in tutto il mondo. Qui c'è un lavoro difficile per il signor Rocchi, perché ci sono meno arbitri con esperienza e molti giovani. Alcuni errori arbitrali che hanno condizionato diverse partite, ma la Serie A è un campionato di qualità".

Sul futuro della Roma:
"Consapevoli del gap con le big, lavoriamo sodo. Non esiste altro modo".

Su Rui Patricio e Oliveira:
"54 partite, rendimento elevatissimo. Come fanno in Portogallo a dire che Rui Patricio non giocherà titolare in nazionale dopo questa stagione? È un'eresia. Sergio è un campione. Sa vincere e essere leader, fondamentale in questa stagione".


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