Roma

Mourinho: "Devo dare ambizione alla Roma. Arbitri? Devo proteggere me stesso"

Alessio Eremita
José Mourinho
José Mourinho / Danilo Di Giovanni/GettyImages
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José Mourinho ha analizzato il match disputato contro il Venezia in occasione della dodicesima giornata di Serie A. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore della Roma ai microfoni di Sky Sport.

POCA CATTIVERIA - "Difficile dire cattiveria, per me la storia è il nostro gioco offensivo. Abbiamo creato tante occasioni, siamo arrivati in posizione super pericolosa ma non riesci a fare cross o l’ultimo gol, abbiamo avuto una facilità tremenda ad arrivare là davanti. I due attaccanti si sono mossi bene, parte della storia del match è il nostro gioco offensivo ed è difficile commentare il fatto che abbiamo fatto solo 2 gol".

"C’è una storia più piccola poi, subìto il primo gol su palla inattiva, poi il terzo gol è un’interpretazione negativa del fuorigioco che non ci è riuscito. C’è la storia più piccola, che poi diventa importante che è il secondo gol del Venezia… Devo proteggere me stesso e devo rimanere con le mie sensazioni e non dire niente".

Venezia FC v AS Roma - Serie A
Venezia-Roma / Maurizio Lagana/GettyImages

ARBITRO - “Potrei anche parlare dei calciatori che andavano ammoniti per falli tattici, abbiamo avuto tante occasioni per fare il 3-1, la più evidente quella di El Shaarawy, però la realtà è che stiamo 2-1 e in controllo e poi quello che è successo… non voglio dire niente più, preferisco dire solo che è stato un momento molto importante per la partita”.

EQUILIBRIO - "Devo dare ambizione e motivazione non solo a me stesso, ma anche ai giocatori. Non significa che siamo da quarto posto se vogliamo arrivare quarti, non ho mai detto che eravamo da quarto posto però continuerò a dire che il quarto posto è il nostro obiettivo. Per qualche ragione, siamo sesti/settimi e lo sforzo della società questa estate è stato un mercato più reattivo, non penso che questa rosa sia meglio dell’anno scorso, abbiamo perso giocatori di esperienza".

"I due terzini in panchina erano Reynolds e Tripi, uno è della Primavera e l’altro ha fatto 2-3 partite in Serie A. Bruno Peres sarebbe utile, Jesus sarebbe utile, il mercato è stato di reazione, mi sono allineato con la società e il direttore. Il portiere è stata una scelta iniziale che ho detto io, poi un terzino è stato di reazione perché abbiamo perso Spinazzola, così Abraham è stato un acquisto di reazione. Non possiamo pensare ad obiettivi chiari, ho tre anni di tempo per lavorare e questa può anche essere una stagione così, ma per me è importante per capire qualcosa che quelli prima di me non avevano capito, ora capisco di più rispetto a uno-due mesi fa".

"Le squadre si costruiscono in una certa maniera, se non hai soluzioni in più ruoli devi diventare reattivo. Al di là di una partita sufficiente per vincere, abbiamo avuto difficoltà nella costruzione della squadra, Karsdorp è stato ammonito… al Milan se esce Kjaer entra Romagnoli, nell’Inter c’è Dumfries al posto di Darmian. Noi siamo in costruzione e la nostra motivazione sarà sempre il quarto posto finché è possibile, dobbiamo mettere un target e si deve sempre mettere un target al di là del proprio potenziale. Ci sono delle cose che sono nascoste negli anni e un giorno le capirò”.


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