Serie A

Moratti: "Dybala lo prenderei sempre. Rinnoverei il contratto a Perisic"

Giulia Bianchi
Rosdiana Ciaravolo/GettyImages
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L'ex presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ha parlato ai microfoni di Radio Rai e con precisione nella trasmissione Radio anch'io Sport, facendo un resoconto della lotta scudetto, che vede coinvolta anche la sua Inter e sulla possibilità di far giocare Milan, Napoli, Inter e Juventus in contemporanea, così da avere un quadro migliore su questa lotta che si fa sempre più agguerrita, caratterizzata da vittorie e passi falsi che potrebbero da un momento all'altro cambiare le sorti delle squadre. Di seguito l'intervista di Moratti:

L'Inter adesso è di nuovo padrona del proprio destino.
"I numeri dicono questo ma il campionato ogni domenica mette in pista qualcosa di nuovo. I nerazzurri hanno fatto il passo giusto e hanno convinto, giocando davvero bene".

Chi prenderebbe all'Inter tra Dybala e Lukaku?
"Dybala lo prenderei sempre, lo considero davvero forte. Credo che comunque un centravanti serva, se non sarà Lukaku ne servirà comunque uno nuovo in vista della prossima stagione".

Come vede la situazione economica del calcio italiano?
"Era già in difficoltà, la pandemia ha fatto ancora peggio. Il calcio è una distrazione per la testa di tutti, oggi le partite sono fondamentali per togliere pensieri".

Lautaro ha fatto solo tre gol negli ultimi mesi in Serie A, perché?
"Non lo so, è un giocatore che promette tantissimo ma ancora non ha fatto il passo in più. Ha i mezzi per fare bene, ha classe e coraggio. Spero che nelle ultime partite possa fare meglio. Dzeko ha fatto bene senza di lui? Correa non è male, è intelligente e crea spazi. Il bosniaco è un grandissimo campione, gli chiediamo la continuità da qui alla fine dell'anno".

Cosa pensa del Milan?
"Quest'anno ha fatto tantissimo, c'è solo da ringraziare Pioli. Adesso è un momento di stanca, può capitare un periodo così. Adesso vedremo se avrà la forza di tornare a vincere, l'attacco ieri ha fatto male. Abbiamo visto una grande partita in Inghilterra ieri, il ritmo è completamente diverso ed è dovuto alla qualità dei singoli. Sono due sport diversi, le nostre squadre sono in crisi ma non hanno fatto il massimo".

Si aspettava che la Juventus uscisse dai giochi in campionato?
"Non credo che la Juve sia fuori dai giochi, purtroppo. Riesce sempre a vincere in qualche modo e le prime tre dovranno fare attenzione ai bianconeri, che non si arrendono mai".

Il nuovo San Siro potrebbe essere fatto a Sesto San Giovanni. Cosa ne pensa?
"Entrare dentro questo vespaio non è una cosa da fare. Sembrava andasse tutto tranquillo, poi sono sorti problemi. Sesto San Giovanni è una zona ottima per uno stadio ma sarebbe brutto per Milano. La necessità di carattere economico c'è, vedremo. Tenere lì un monumento come San Siro sarebbe inutile, non voglio difenderlo ma è ancora valido e quando si entra lì dentro si sente la passione di sempre, un luogo dove sono state scritte pagine incredibili".

Le grandi non puntano sui giovani italiani. Cosa si potrebbe fare per cambiare questo trend?
"Non lo so. Si dovrebbe prestare più attenzione al settore giovanile. I ragazzi devono esprimersi per quelle che sono le proprie qualità, con meno tattica. In questo modo crescerebbe la passione di tutti, non si dovrebbe vedere solo la bravura tattica".

Domani ci sarà la prima tappa del processo plusvalenze, cosa si aspetta?
"Non conosco abbastanza bene la vicenda ma non penso che possa finire in un dramma. Ci saranno ammende e credo che le società abbiano imparato la lezione. Il calcio costa, non bisogna inventarsi cose per far finta che non costi".

Cosa pensa delle nuove maglie che circolano, con colori improbabili?
"Penso che i designer siano lì apposta, ma chi sceglie è la società, non lo sponsor. Alla fine vengono date indicazioni, ma la scelta finale è dei club, che cercano qualcosa di nuovo. Solitamente la fantasia si usava per la seconda maglia, non per la prima. Ogni tanto c'è la nostalgia dei veri colori. Non dobbiamo togliere punti di riferimento ai giovani, ma rafforzare la loro passione".

Cosa pensa dei tanti stranieri che arrivano in Italia?
"È sempre stato così negli ultimi anni, un mercato più vasto è più facile da sfruttare. Dobbiamo lavorare sui settori giovanili".

Ha sentito Mourinho?
"Ogni tanto lo sento, è sempre vivace, affettuoso e amichevole. Gli auguro di fare molto bene ma non contro l'Inter dopo Pasqua".

Pensa che l'Inter vincerà lo scudetto?
"Mancano così poche giornate che l'impressione è che nessuno possa più sbagliare. Quello che mi preoccupa sono le partite sulla carta più facili. Spero che l'Inter rimanga concentrata".

Rinnoverebbe il contratto a Perisic?
"Penso di sì, è il migliore in questo momento e il club deve fare di tutto per farlo prolungare".

Cosa pensa del ko del Napoli?
"Si era espressa bene ultimamente, perde tanto in casa ma ieri la Fiorentina ha giocato davvero bene. Non mi aspettavo la sconfitta, penso comunque che sia l'avversario più serio per l'Inter".

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