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Morata, Werner e Martial: un casting di nomi per l'attacco della Juventus

Simone Catanzaro
La dirigenza della Juventus
La dirigenza della Juventus / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Suggestioni, trattative e ritorni... come quello di Paul Pogba che dopo 6 anni ha (ri)fatto il percorso da Manchester a Torino, sponda bianconera. Per un francese che arriva c'è uno spagnolo che parte, Alvaro Morata infatti ha fatto ritorno all'Atletico Madrid, ponendo fine (per il momento) alla sua seconda avventura in bianconero dopo la prima del 2014.

Il mercato della Juventus però sta cominciando a prendere forma: dopo l'altisonante arrivo di Di Maria e il tanto atteso ritorno del Polpo, l'arrivo di Bremer scippato all'Inter ha riunito le opinioni all'interno di una tifoseria dove la differenza di vedute, sulla vicenda Dybala, e un senso di sfiducia latente, a causa degli addii di Chiellini e de Ligt, si diramavano sempre di più.

Sistemata la difesa, a meno che non arrivi un ulteriore colpo a puntellare il reparto, le richieste di Massimiliano Allegri in questo momento vertono sull'acquisto di un centrocampista (Paredes rimane il preferito) e di un attaccante da affiancare a Dusan Vlahovic. I nomi più gettonati circolati nelle ultime ore sono quelli dello stesso Alvaro Morata, sponsorizzato direttamente dal tecnico toscano, di Timo Werner e di Antony Martial, rientrato al Manchester United dopo il prestito al Siviglia dello scorso gennaio.

Profili con ruoli e caratteristiche diverse. Vediamo più nel dettaglio chi potrebbe essere il profilo giusto da regalare ad Allegri per completare il reparto avanzato.


Alvaro Morata

Alvaro Morata
Alvaro Morata in Juventus vs Lazio - Serie A / Jonathan Moscrop/GettyImages

Di sicuro il giocatore che impiegherebbe meno tempo ad entrare nei dettami tattici e negli schemi di squadra bianconeri è lo spagnolo. Qualità al servizio della generosità. Così potrebbe essere definito Alvaro Morata, che il ruolo di attaccante lo interpreta così, in maniera molto generosa ma soprattutto facendo della duttilità uno dei suoi punti di forza: centravanti, seconda punta o largo a sinistra nel tridente per lui è indifferente, il suo apporto alla causa lo dà ugualmente.

Allegri lo allenò per la prima volta nella stagione 2014/15, la prima per entrambi in bianconero. Al termine della stagione lo spagnolo totalizzerà complessivamente, tra tutte le competizioni, 46 presenze condite da 15 gol e 7 assist; nella stagione successiva Morata saluterà i tifosi Juventini, prima di fare ritorno al Real Madrid, mettendo a segno 12 gol e 11 assist in 47 apparizioni. Quella appena conclusa, con il ritorno di Allegri sulla panchina dei bianconeri al posto di Andrea Pirlo, per o spagnolo è stata una stagione agrodolce: reso orfano di un partner d'attacco eccezionale come Cristiano Ronaldo, Morata è stato inizialmente impiegato come centravanti, mentre da gennaio con l'arrivo di Vlahovic, che dallo spagnolo ha ereditato la posizione in campo e anche molti compiti tattici, l'ex numero 9 bianconero è stato "trasferito" sulla fascia, per sfruttare appunto quella velocità in campo aperto e quella generosità tattica di cui Allegri è sempre stato grande estimatore.

Nonostante le recenti dichiarazioni dove affermava di essere voglioso e di "non vedere l'ora" di allenarsi con l'Atletico Madrid, Morata in cuor suo spera sempre di tornare a vestire la maglia bianconera. Manca sempre l'aspetto più importante, quello che ha impedito in questi anni di fare in modo che lo spagnolo diventasse a tutti gli effetti un calciatore della Juventus: la quadra economica con l'Atletico Madrid. Bisogna capire se i colchoneros vogliano cederlo (nuovamente) in prestito o se siano disposti a fare uno sconto sul prezzo, assecondando la volontà del calciatore, in modo che Morata possa tornare alla Juve, ma questa volta per restarci definitamente.


Timo Werner

Timo Werner
Timo Werner in Chelsea vs West Ham United - Premier League / Visionhaus/GettyImages

L'altro nome che stuzzica la fantasia dei dirigenti bianconeri è quello di Timo Werner. In uscita dal Chelsea, l'attaccante tedesco nell'ultima stagione ha totalizzato 37 presenze siglando 11 reti e mettendo a segni 6 passaggi decisivi.

I suoi 180 centimetri gli permettono di avere una struttura compatta, un baricentro basso, una buona esplosività. A campo aperto può essere pericoloso per via di uno scatto bruciante sui primi passi, che utilizza in maniera molto efficace sia per smarcarsi che per andare a recuperare il pallone.

Gli inizi promettenti allo Stoccarda e la successiva esplosione al Lipsia, convinsero il Chelsea, nell'estate 2020, a pagare la clausola rescissoria da 50 milioni di euro presente nel suo contratto. Werner si aggiunse a quella che fu ua stagione roboante e ricca di colpi da novanta per i Blues, come Ziech, Havertz e Thiago Silva, arrivato negli ultimi giorni di mercato e che si conluse con la vittoria della Champions League.

Werner può essere considerato un alter ego di Morata sia per caratteristiche ma anche per ruoli ricoperti in campo: il giocatore del Chelsea può essere impiegato nelle medesime posizioni: centravanti, seconda punta, o ala sinistra.

Anche in questo caso il gradimento per il giocatore è alto ma bisogna fare i conti con i dirigenti londinesi. Werner non è considerato al centro dei piani tecnici di Tuchel, e questo può rappresentare un punto a favore per i bianconeri, ma il Chelsea non intende fare sconti, vista la cifra sborsata appena due anni fa per strapparlo dal Lipsia.


Anthony Martial

Anthony Martial
Anthony Martial in Manchester United v Aston Villa - Pre-Season Friendly / Matthew Ashton - AMA/GettyImages

Un giocatore diverso per caratteristiche e forse in questo momento un po' indietro nelle preferenze dei dirigenti bianconeri è quello di Antony Martial. Il francese classe '98 è reduce dall'esperienza in prestito al Siviglia, dove ha trascorso gli ultimi sei mesi della passata stagione conclusa con 2 gol e 1 assist in 23 presenze totali tra Inghilterra e Spagna.

I dubbi bianconeri sarebbero più legati alle condizioni fisiche e al rendimento altalenante che ha caratterizzato le prestazioni del giocatore nelle ultime stagioni, perché le qualità del francese non si discutono.

Martial cresce nel florido vivaio del Lione, uno dei migliori di Francia, per poi passare al Monaco dove si fa conoscere all'interno panorama europeo. Nel 2015 è il Manchester United ad aggiudicarselo per 50 milioni (più 30 di bonus), ma nei Red Devils non ha mai inciso come ci si sarebbe aspettato.

Nella Juve di Allegri potrebbe rilanciarsi: dotato di grande velocità e qualità tecniche, bravo nell'uno contro uno, potrebbe rappresentare un vero e proprio jolly tattico per i bianconeri.

Complici forse eccessive aspettative e un carattere non ancora forgiato del tutto, la sensazione che si ha è che Martial non abbia ancora fatto vedere del tutto le sue qualità. E chissà che a Torino non possa rigenerarsi sentendo quella fiducia che ormai sembra aver perso a Manchester.


"Amore che torni" recita una canzone dei Negramaro, ed è quello che vorrebbero i tifosi della Juve con Alvaro Morata: un amore che torna. Anzi, che ritorna. Ma con Werner e Martial sullo sfondo.


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