Morata: "Sognavo di tornare, Pirlo è perfetto per la Juve. CR7? Felice di ritrovarmi"

Proprio quando sembrava ormai Edin Dzeko il nuovo numero 9 della Juve, Paratici ha piazzato il colpo Alvaro Morata, riportato in bianconero con una operazione lampo solo pochi giorni fa e oggi è stato il giorno dell'attaccante spagnolo, presentato ufficialmente in conferenza stampa: queste le parole del neo bianconero riportate da Sky Sport

Come vivi il rientro a Torino?
"Molto bello essere qua ancora, dopo un percorso che mi ha fatto crescere come persona e come giocatore. Ce ne siamo andati in due e torniamo in 5"

Com'è nata la trattativa? Sei venuto per tornare ai livelli del 2015?
"Alla fine sono qua, penso che non ho passato dei bei momenti in alcuni momenti della carriera, credo di essere al posto giusto nel momento giusto. Ora sono più esperto e questa è l'opportunità della mia vita"

Juventus v UC Sampdoria - Serie A
Juventus v UC Sampdoria - Serie A | Chris Ricco/Getty Images

Che effetto ti ha fatto trovare Pirlo come allenatore?
"Lui è fatto per questo mestiere, perché ama la palla, è elegante, è stato un mio compagno ma sono rimasto impressionato da come è come allenatore. E' perfetto per la Juve, sa come farci giocare, e penso che la sua riuscita sia molto probabile"

Hai giocato con molti della Juve, qui forse ci si aspettava un altro tipo di attaccante. Ti senti pronto per fare il centravanti?
"Certo, altrimenti non sarei venuto, ci sono molte scelte in attacco, tutti mi conoscono e i compagni sanno che darò tutto anche per aiutare loro, farò qualsiasi cosa mi chieda l'allenatore. Aspetterò le mie opportunità, e sono venuto qua perché voglio vincere"

I tuoi numeri sono da bomber o da attaccante?
"Come attaccante certo che vorrei fare 40 gol, ma ne ho visti tanti che facendo tanti gol non hanno vinto niente. Ne faccio quindi o qualche volta di più ma questo è uno sport collettivo, io lavoro per fare gol"

Alvaro Morata
Juventus FC v Torino FC - Serie A | Valerio Pennicino/Getty Images

E' la Juve il club dei tuoi sogni?
"Si, il mio sogno da bambino era giocare nell'Atletico poi quando sono venuto qua ero molto giovane e sempre ho sognato un ritorno alla Juve. Non c'è niente da dire, alla fine io so quello che devo fare e sono felice"

Il ricordo più felice della prima esperienza? Ti senti un po' sottovalutato dalla critica?
"Penso che senza critica sarebbe un male per me, perché i club sono esigenti, quando ero più giovane magari guardavo alle critiche ora non più. Il ricordo più bello? Mia moglie e i trofei vinti con la Juve"

Hai ritrovato Cristiano Ronaldo, cosa ti ha detto?
"Lo conosco abbastanza bene come persona, ho avuto sempre un buon rapporto con lui, mi ha consigliato, mi ha detto che era felice di ritrovarmi. Con lui parliamo delle famiglie e del calcio in generale"

Dove secondo te hai sbagliato nel passato?
"E' facile dire adesso cosa ho sbagliato o cosa avrei potuto fare meglio. Quando sono andato via non è dipeso da me. Ci sono dei contratti che vanno rispettati. Al Chelsea avevo iniziato bene poi mi sono infortunato. Successivamente sono tornato in Spagna perché avevo il sogno dell'Atletico. Se fossi rimasto al Chelsea le cose in campo sarebbero certamente cambiate ma non puoi cambiare le abitudini di vita"

Puoi raccontarci come sono state le ultime settimane prima di venire qui?
"Alla fine ho parlato con tutti qui alla Juve, c'era questa possibilità. All'Atletico sono stato felice e nel futuro non si potrà dire. Poi la gente vede quello che c'è e non sa. Per me adesso l'importante è essere qua, questo club mi ha sempre dato fiducia. Ho parlato con il mister e con Paratici e ora torniamo a lavorare tutti insieme con sfide bellissime"

Quanto alla Champions che è l'obiettivo primario della Juve?
"La Champions League è importantissima per la Juventus che la ha sfiorata spesso. Se la dovessimo vincere quest'anno sarei l'uomo più felice al mondo: quello che vogliamo è vincere".

Come ritrovi la serie A rispetto a quando sei andato via?
"Ho seguito la Serie A, ed è diventata molto competitiva. Vincere ancora, dopo tanti anni, è sempre più difficile e il livello cresce. Quando vinci tanti anni di seguito ogni volta si fa più difficile, perché tutti vogliono vincere e il livello sale per tutte le squadre. Ma ogni anno ha più merito perché tutti vogliono batterti"

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