Mondiali 2022

Il Mondiale in Qatar potrebbe essere rischioso per i campionati nazionali?

Mirko Maurizi
Hungary v Italy: UEFA Nations League - League Path Group 3
Hungary v Italy: UEFA Nations League - League Path Group 3 / Claudio Villa/GettyImages
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Per la prima volta nella storia del calcio, il Mondiale si giocherà in pieno autunno, spezzando in due i tanti campionati nazionali. Il Mondiale di Qatar 2022 si configurerà come un caso storico, unico nel suo genere.

La Coppa del Mondo infatti si disputerà dal 20 novembre al 18 dicembre 2022.

Le caratteristiche del Mondiale 2022

Questa sarà l'ultima edizione del Mondiale come lo conosciamo, ossia con 32 nazionali, visto che dall'edizione del 2026 verrà esteso a 48 nazionali.

In Qatar saranno 5 - inizialmente sarebbero dovuto essere 7 - le città che ospiteranno le partite, per un totale di otto stadi.

L'unica nazionale qualificata d'ufficio, in quanto ospitante, è il Qatar. L'Italia, come purtroppo sappiamo, non è riuscita a qualificarsi per la fase finale del torneo. Degna di nota però la partecipazione del Galles, assente dal 1958, e Canada, assente dal 1986.

Come impatterà sui campionati nazionali?

Perché si disputerà in mezzo alla stagione? La principale motivazione - se non unica - risiede nel fatto che le temperature estiva in Qatar sarebbero sicuramente insostenibili per i giocatori. Spostando il Mondiale 2022 in autunno garantirà climi più favorevoli.

Ma questa scelta non può che impattare sui campionati nazionali di tutto il mondo, costretti a fermarsi a stagione in corso per più di un mese. Cosa potrebbe comportare tutto ciò?

  • In primis si vanno a perdere equilibri e consapevolezza acquisiti durante questa prima parte di stagione;
  • In secondo luogo non stiamo parlando di una sospensione generale in cui i calciatori andranno a recuperare energie. Giocare il Mondiale significa scendere in campo, subire pressioni e stress fisici e mentali, soprattutto per quei giocatori che arriveranno fino alla fase ad eliminazione diretta.

Le squadre che hanno più da perdere sono sicuramente quelle che al momento dello stop saranno in cima alla classifica. In Italia, salvo sorprese, dovrebbe essere il Napoli. Al contrario, società meno blasonate e con meno calciatori da nazionale, potrebbe avere un vantaggio, potendo gestire questo periodo per riorganizzarsi (soprattutto se la situazione in classifica non dovesse essere rosea) e preparare al meglio la seconda parte di stagione.

Sicuramente il Mondiale è una delle competizioni più affascinanti che il panorama calcistico conosca, ma disputarla in questo periodo significa sacrificare e intaccare i campionati nazionali.

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