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Milan sempre più vicino a RedBird: perché Elliott ha scelto il fondo statunitense

Alessio Eremita
Casa Milan
Casa Milan / MARCO BERTORELLO/GettyImages
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Prosegue senza sosta la trattativa tra Elliott e RedBird Capital per la cessione del Milan. Il fondo statunitense gestito da Gerry Cardinale ha superato i concorrenti di Investcorp nella corsa alle quote di maggioranza del club rossonero. Oltre alla clausola di earn out (1,8 miliardi di euro comprensivi di bonus futuri), RedBird ha convinto la proprietà americana grazie a un progetto di lunga durata che soddisferà determinate condizioni molto care a Elliott. Tra gli obiettivi del fondo c'è lo stadio, questione ancora aperta e di vitale importanza per l'economica della società milanista negli anni che verranno. La gestione del nuovo San Siro rappresenta una priorità per il Milan, che ambisce ad aumentare i propri ricavi anche grazie alla sua trasformazione in media company.

Gerry Cardinale, JerryJones
Gerry Cardinale, JerryJones / Jason Binn/GettyImages

In attesa di conoscere il verdetto della Serie A, che potrebbe garantire al Milan la vittoria dello Scudetto, da lunedì si discuteranno i temi caldi del momento. Elliott blinderà i dirigenti Paolo Maldini e Frederic Massara, ma non solo: sarà l'attuale proprietà - su indicazione anche di RedBird, a occuparsi del mercato estivo, in modo che eventuali ritardi per il closing non siano un ostacolo. Prima il rinnovo di Rafael Leao, simbolo rossonero, poi le ufficialità di Divock Origi a parametro zero, Renato Sanches e Sven Botman dal Lille.


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