Milan, Roma e Monza pensano alla creazione della "seconda squadra"

Alessio Eremita
Andrea Agnelli
Andrea Agnelli / Marco Canoniero/GettyImages
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Il Next Gen Day, di scena ieri all'Allianz Stadium, ha rappresentato un'occasione unica per le istituzioni al fine di spingere i club di Serie A a creare le seconde squadre. Sul modello della Juventus, la cui formazione Under 23 di Massimo Brambilla milita da anni in Serie C e forma i giovani del futuro, una volta conclusa la loro esperienza in Primavera. Una proposta che richiederà molto tempo per essere formalizzata: come affermato da Gabriele Gravina, presidente della FIGC, la decisione delle società italiane che vorranno aderire al progetto dovrà essere comunicata entro due mesi. In modo che le nuove formazioni possano essere regolarmente iscritte ai prossimi campionati di Serie C e D.

Gabriele Gravina
Gabriele Gravina / Daniele Badolato - Juventus FC/GettyImages

Al momento, i club interessati sono Milan, Roma e Monza. Troppo pochi secondo Gravina, che nelle prossime settimane contatterà direttamente i responsabili delle società di Serie A per poter attuare la riforma che in Spagna sta dando ottimi risultati. La conferma è arrivata da Lorenzo Casini, numero uno della Lega Calcio: "Il modello italiano è diverso e meno flessibile rispetto agli altri. Qualche passo in avanti è stato fatto, ma la Juve rappresenta un’eccezione nel sistema, visto che è quella che investe di più e lo si vede anche nel calcio femminile. Se vogliamo allargare le partecipazioni, i criteri attuali vanno rivisti. A condizioni diverse, sono pronti 3-4 club a entrare e sono tutte con un numero d prestiti elevato. Ma il tema economico è quello più importante".


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