Il Milan può davvero ambire allo Scudetto?

Theo Hernandez
Theo Hernandez / Emilio Andreoli/Getty Images
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"Primo posto? Sì, andiamo a combattere per vincere lo Scudetto", così Theo Hernandez ha risposto alla domanda sulle possibilità del Milan di vincere il campionato. Nella sfida contro il Venezia, il terzino francese è stato il migliore in campo, dato che entrando dalla panchina ha fornito il passaggio decisivo per il gol di Brahim Diaz e ha segnato lui stesso la rete del definitivo 2-0.

Al momento i rossoneri condividono la testa della classifica con l'Inter, ma prima di cantar vittoria bisogna vedere cosa farà il Napoli, impegnato oggi contro la Sampdoria. A prescindere dal risultato dei partenopei, Stefano Pioli può ritenersi soddisfatto dell'avvio di stagione dei suoi che nelle prime 5 partite di Serie A sono ancora imbattuti.

L'unica sconfitta del Milan è quel 3-2 contro il Liverpool in Champions League, ma anche in quell'occasione non aveva sfigurato in un palcoscenico importante come quello di Anfield. A questo punto, è lecito domandarsi se il Diavolo possa seriamente ambire a vincere un campionato che sembra il più combattuto degli ultimi 10 anni.

Il motivo che mi spinge a dire di sì risiede proprio nell'ultima partita: il Milan ha infatti affrontato il Venezia senza Ibrahimovic, Giroud, Calabria, Kjaer, Krunic e Bakayoko, ma nonostante le assenze, la squadra che è scesa in campo a San Siro ha dimostrato una grande sicurezza e una maturità notevole, soprattutto considerando la giovane età media dei titolari.

Il merito più grande va dato però a Stefano Pioli, capace di dare un'identità di gioco che trascende dagli interpreti. Cambiano i giocatori, ma i meccanismi e gli schemi del Milan rimangono invariati. Certo, per sbloccare il risultato contro i lagunari c'è stato bisogno di inserire i pezzi da novanta (Theo, Saelemaekers e Tomori), ma il fatto stesso di aver scelto di optare per un turnover così massiccio, denota la confidenza del tecnico verso i giocatori a disposizione.

Un altro fattore che avvicina idealmente il Milan verso il Tricolore è la crescita esponenziale di Sandro Tonali. Dopo un primo anno d'ambientamento, il centrocampista classe 2000 ha finalmente preso confidenza con l'ambiente di Milanello, riuscendo a crescere soprattutto in termini di leadership. Le sue qualità tecniche non sono mai state in discussione, mentre sotto l'aspetto del carisma si notava una certa timidezza. Per far maturare un ragazzo di 20 anni servono tempo e fiducia: Pioli lo sa bene e glieli ha concessi entrambi; così ora Tonali è riuscito a diventare uno dei perni di centrocampo dei rossoneri.

Sandro Tonali
Sandro Tonali / Jonathan Moscrop/Getty Images

Sì, ho detto "uno dei", perché una caratteristica che farà comodo al Milan nel corso della stagione sono i mediani dalla grande personalità. Kessié e Bennancer sono delle garanzie in mezzo al campo e quando partiranno per la Coppa d'Africa, a sostituirli ci saranno lo stesso Tonali, Krunic e Bakayoko (attualmente infortunato).

Da come ne sto parlando, sembra quasi che lo Scudetto per gli uomini di Pioli sia solo una questione di tempo. Certo, il Milan è una squadra forte, però bisogna anche tener presente che la Serie A 2021/22 si prospetta come la più combattuta degli ultimi anni e che ci sono tante altre squadre a correre per il titolo.

C'è anche da considerare che l'assenza di un centravanti vero e proprio (dato che Rebic preferisce giocare da esterno) potrebbe pesare per l'economia rossonera. Ibrahimovic e Giroud non sembrano offrire grosse garanzie di continuità, mentre Pellegri potrebbe essere ancora troppo acerbo. Molti dicono che le vittorie passino per la difesa, e quella del Milan è molto forte, ma c'è bisogno anche di un bomber da almeno 15/20 gol stagionali.

A gennaio, Paolo Maldini e Frederic Massara difficilmente andranno sul mercato per trovare un quarto attaccante. A Pioli non resta che incrociare le dita e sperare che lo svedese e il francese riescano a trovare una condizione atletica accettabile. Se così fosse, le tante pretendenti per lo Scudetto dovranno senz'altro aver paura del Milan.


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