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Milan, chi prendere tra De Ketelaere e Ziyech? Un confronto tra talenti

Simone Catanzaro
Maldini e Massara
Maldini e Massara / Nicolò Campo/GettyImages
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Il Milan campione d'Italia ha recentemente riaperto i battenti a Milanello in vista della stagione 2022/23. Se sul campo l'umore e i sorrisi sembrano essere gli stessi di sempre, sul mercato i rossoneri devono ancora dire la loro.


"...con due o tre acquisti importanti e il consolidamento dei giocatori che abbiamo possiamo competere per qualcosa di più grande in Champions”, così l'ex numero 3 rossonero Maldini si pronunciava lo scorso 27 maggio a La Gazzetta dello Sport in merito agli obiettivi futuri della propria squadra. Finora i riscatti di Florenzi e Messias (rispettivamente da Roma e Crotone) e l'acquisto a parametro zero di Origi dal Liverpool sono le uniche operazioni in entrata.

Da qualche settimana il duo Maldini-Massara sembra essersi fiondato con decisione su Charles De Ketelaere, talentuoso ventunenne in forza al Club Brugge, ma non solo. Il club rossonero continua a monitorare con molta attenzione anche la situazione relativa ad Hakim Ziyech, finito ai margini dei Blues. Sono questi i due profili su cui il Milan si sta concentrando maggiormente per dare quella qualità in più richiesta nella trequarti.

Charles De Ketelaere

Charles De Ketelaere
De Ketelaere al Club Brugge / BSR Agency/GettyImages

Classe 2001, talento da vendere e un fisico potenzialmente unico (192 centimetri). Charles De Ketelaere sembra avere tutte le caratteristiche per diventare uno dei giocatori più dominanti del prossimo decennio. Trequartista mancino (può anche giocare come ala, prima o seconda punta) molto abile sia nell'impostazione di gioco che in fase di inserimento. Dotato tecnicamente e in possesso di un buon tiro, è abile nel dribbling ed è anche un buon passatore.
Per le sue caratteristiche, è stato paragonato a Kevin De Bruyne.
Ai tifosi più attenti del Milan potrebbe ricordare un certo Ricardo Kakà.

Poteva diventare un talento del tennis, tanto da essere considerato uno dei migliori tennisti belgi della sua età quando era adolescente, ma lui ha preferito il calcio. Nelle giovanili ha sperimentato tutti i ruoli, migliorandosi e formandosi, prima di diventare un fantasista offensivo. Se dovessimo trovare un aggettivo per descrivere Charles De Ketelaere potremmo definirlo un tipo normale: faccia da bravo ragazzo, capelli in ordine e parrocchia. Un gioiello dentro e fuori dal campo.

L'inizio della sua carriera è stata segnata dai problemi alle ginocchia che hanno rischiato di far propendere Charles per un ritiro immediato. Fortunatamente tutto passato.

La sua è la storia di un ragazzo normale, ma con doti eccezionali.

Cresciuto nel settore giovanile del Clube Brugge, ha esordito in prima squadra il 25 settembre 2019, nella partita di Coppa di Belgio vinta per 0-3 contro il Francs Borains. Il 22 ottobre trova la sua prima rete in Champions League nella sconfitta casalinga contro il Paris Saint-Germain.
In totale, De Ketelaere a oggi conta un totale di 120 presenze con la maglia del Brugge, di cui 78 partite ufficiali in campionato e 16 in Champions League con 25 gol all'attivo.

Nel novembre 2020 viene convocato per la prima volta in Nazionale maggiore, esordendo durante l'amichevole vinta 2-1 contro la Svizzera, mentre il 10 ottobre 2021 realizza il suo primo gol in nazionale nella finale per il 3º posto della UEFA Nations League persa 2-1 contro l'Italia.

Normalità è spesso legata al concetto di tradizionalismo, come sui social: usa poco il francese e molto il flemish. Sintomo di un ragazzo che non ha fretta di cambiare ma che sa come far cambiare opinione a chi gli sta intorno. Da molti era considerato un talento del tennis e adesso è pronto a stupire tutti sul rettangolo verde.


Hakim Ziyech

Chelsea v Liverpool: The Emirates FA Cup Final
Hakim Ziyech al Chelsea / Sebastian Frej/MB Media/GettyImages

In quel di Milanello le richieste sono sempre state chiare "...un 10 che sappia fare il 7 e un 7 che sappia fare il 10". Se si scandagliano i vari database dei giocatori si può notare come siano pochi i quelli con queste caratteristiche in giro per l'Europa. Se poi a questo gli si vuole aggiungere anche quell'esperienza internazionale che non guasta mai, il campo si restringe ulteriormente.
In questo senso uno dei profili che spicca sicuramente è quello di Hakim Ziyech, ventinovenne trequartista marocchino del Chelsea.

Dalla periferia al rifiuto della Nazionale olandese, per il disprezzo e la discriminazione subita negli anni, in quanto immigrato.

Uno dei suoi punti di forza è sicuramente la rapidità nel saltare l'uomo ma anche nel superare le difficoltà della vita. La morte del padre in giovane età per via della sclerosi multipla ne segnò profondamente l'infanzia, tanto da abbandonare la scuola e cominciare a fare uso di alcol e droghe. Una figura fondamentale per lui fu quella di Aziz Doufikar, primo calciatore marocchino professionista ad imporsi in Olanda che lo aiutò a rimettersi sui giusti binari.

Una gioventù tutt'altro che normale.

Cresce nelle giovanili del ASV Dronten e nel 2004 passa all'Heerenveen dove vi rimarrà dieci anni. L'exploit lo vive nei due anni successivi al Twente, dove dal 2014 al 2016 metterà a segno 30 sigilli in 68 partite, quanto basta per impressionare l'Ajax.
Nel 2016 bastano 11 milioni per portarlo nella Capitale dove avverrà la sua definitiva consacrazione, raggiungendo il culmine nella notte del Bernabeu, quando l'allora squadra di Ten Hag, eliminò i Blancos vincendo 4-1. Una notte leggendaria, di riscatto per chi come lui dalla periferia riuscì a imporsi nei più grandi palcoscenici del calcio europeo.

Dal 2020 è arrivato alla corte di Tuchel, dove però non riesce a conquistare un posto titolare a causa della concorrenza e di problemi fisici. Ciononostante vince la Champions League al termine della stagione contro il Manchester City.

Un talento da rispolverare, ma non smarrito, e tanta voglia di riscatto che potrebbe adesso ritrovare nella San Siro rossonera. Con la rapidità che lo ha sempre contraddistinto.

Charles De Ketelaere e Hakim Ziyech, storie e profili diversi ma stesso denominatore comune: la qualità. Fattore che a Milanello mette tutti d'accordo.


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