Marotta-Paratici, ci eravamo tanto amati. Da Cassano a Pirlo, da Tevez a Higuain: storia di un amore finito per CR7

Antonio Parrotto
May 5, 2021, 12:48 PM GMT+2
Fabio Paratici e Giuseppe Marotta
Fabio Paratici e Giuseppe Marotta / Claudio Villa/Getty Images
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"Alla Juve sono rimasto in buoni rapporti con tutti. Con Paratici problemi umani più che professionali". La bordata è di Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, che ha reso noto il segreto di Pulcinella. L'addio alla Juve del 2018 non è stato digerito del tutto. Il dirigente si è sentito tradito dal suo ex braccio destro Fabio Paratici.

Giuseppe Marotta
Beppe Marotta / Jonathan Moscrop/Getty Images

Ma facciamo un salto indietro. Il rapporto tra i due dirigenti nasce nel lontano 2004. Dopo una breve parentesi nel Piacenza e dopo aver chiuso la carriera da calciatore, Fabio Paratici conobbe Beppe Marotta, che lo fece entrare nell’organigramma della Sampdoria nel ruolo di osservatore ma il merito di questa scelta azzeccata fu grazie all’intuito del capace dirigente varesino che in quel giovane pieno di entusiasmo ne carpì doti veramente interessanti.

Fu una mossa vincente perché Paratici diventò in breve tempo il braccio destro di Beppe Marotta. Il più grande colpo dei due sicuramente ai tempi della Sampdoria: Antonio Cassano. Riportato in Italia dopo l'avventura con la maglia del Real Madrid, lui, in coppia con Pazzini, furono i trascinatori di una Samp che arrivò ai preliminari di Champions.

Fabio Paratici
Fabio Paratici / Alessandro Sabattini/Getty Images

Dopo la grande cavalcata arrivò la chiamata della Juventus del presidente Andrea Agnelli. Il primo anno non fu semplice. Marotta e Paratici puntarono su Delneri, allenatore della Samp, ma la Juve chiuse al 7° posto. Anche la campagna acquisti, con tanti calciatori e poche stelle, fu fallimentare (da Krasic al Malaka Martinez, o i poco funzionali prestiti di Rinaudo, Aquilani e Traoré). Ma al secondo anno, il duo Marotta-Paratici, mise in piedi l'armata bianconera con Antonio Conte al comando. Poi gli acquisti di Andrea Pirlo a parametro zero, Arturo Vidal per 10-12 milioni di euro, qualche mese prima Andrea Barzagli per 300mila euro. Poi l'acquisto di Lichtsteiner, i parametri zero con Paul Pogba e Kinglsey Coman, quest'ultimo ceduto praticamente subito, ma anche Khedira ed Emre Can, Dani Alves, Llorente. Poi l'acquisto di Carlos Tevez che diede una grande coppia d'attacco alla Juve di Allegri, passando per i grandi colpi in Italia come Paulo Dybala, Miralem Pjanic e Gonzalo Higuain, forse il colpo che più di tutti ha fatto sognare i tifosi della Juve con i 90 milioni di clausola rescissoria pagati al Napoli. E infine, Cristiano Ronaldo. Il punto di non ritorno.

Nell'estate 2018 il colpo del secolo (quello che ha portato Cristiano Ronaldo in bianconero), ha visto affermarsi la figura di Fabio Paratici. L'acquisto è stato chiuso direttamente dal presidente Andrea Agnelli dopo i primi contatti che il direttore sportivo, arrivato alla Juve proprio grazie a Marotta, aveva avviato con l'agente del portoghese Jorge Mendes. Marotta, si dice, non condivideva l'operazione a causa degli elevati costi. Pochi mesi dopo lascerà la Juve dopo 7 Scudetti consecutivi, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe e 2 finali di Champions contro Barça e Real.

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