Nazionale

Mancini: "Il ringraziamento dei club non è importante. C'è ancora tanto da fare"

Giovanni Benvenuto
Roberto Mancini
Roberto Mancini / Claudio Villa/GettyImages
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Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale Italiana di calcio, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa in vista della sfida di Nations League contro la Germania. Dai giovani fino al "problema del gol", ecco quanto affermato.

Sulla formazione: "Credo che metterò giocatori freschi. È l'ultima e non è facile", riporta TMW.

Sui giovani e sul ringraziamento da parte dei club: "Questo non è importante, è fondamentale che anche i più giovani, in questi 25 giorni, si sono allenati con calciatori più esperti. Possono essere migliorati a livello di personalità".

Matteo Pessina, Kieran Trippier, Declan Rice
Inghilterra-Italia / Marc Atkins/GettyImages

Sul lavoro svolto: "Pensavo potessero fare un po' più di fatica, essere comunque giocatori che hanno fatto poco insieme, erano alle prime volte... La personalità avuta dai più giovani. Credo sia stato positivo, abbiamo fatto un buon lavoro ma c'è da fare tanto. Quando saremo dominanti, come con l'altra squadra, e fluidi in fase realizzativa saremo un passo in avanti. Ci sono tante cose buone però".

Su dove trovare i giovani: "Noi possiamo pescare ovunque, in B ci sono calciatori di A che sono andati in prestito, perché in quel momento non li ritengono pronti. È un'opinione. Si può andare in B, nelle Primavere, non è detto. Ci sono stati esempi nella storia: alcuni sono passati direttamente alla prima squadra e molto presto in Nazionale. Trovarli ne troveremo".

Sul rapporto coi club e sugli stage:"Può essere una cosa importante, è possibile conoscerli più da vicino. Quando giochiamo noi ci sono tutte le altre under. Vedere quei ragazzi tre giorni ci ha dato la possibilità di capire chi poteva essere più pronto. Ne abbiamo lasciati indietro diversi. Qualcuno poteva essere qui con noi, altri saranno in futuro. Quando ero ragazzo e giocavo nel Bologna - poi nella Sampdoria - gli stage c'erano sempre. Under16, under17 e under18. Non so quando sono stati tolti".

Roberto Mancini
Roberto Mancini / Claudio Villa/GettyImages

Su Scamacca: "Vediamo la condizione fisica, quando è uscito era distrutto. Vediamo come sta".

Su Scalvini: "È molto bravo, è un ragazzo - come tutti quanti, sono stati straordinari - e può giocare in due ruoli, è tecnico, ha un bel fisico. Deve fare solo esperienza. Diventerà un grandissimo calciatore. Cercherò di fare debuttare tutti e tre, anche perché ci crediamo molto. Luiz Felipe può diventare importante, anche Caprari spero perché è stato infortunato per 15 giorni".

Sul problema del gol: "La mediana dev'essere molto offensiva, quando c'è un giocatore a copertura gli altri devono attaccare. Contro l'Ungheria lo hanno fatto spesso, con l'Inghilterra un po' meno. Anche se abbiamo avuto la palla con Tonali. Scamacca deve imparare a muoversi, essere collegato con la squadra, visto il fisico deve fare salire. Deve iniziare a decidere, in area di rigore, capendo dove può andare a finire la palla. L'intuizione dell'attaccante. Se sta fermo in area difficilmente arriva. Deve avere l'intuizione".

Sulla preoccupazione di perdere Insigne: "Non lo so questo. Dipenderà come starà e cosa accadrà qua. Ha dato tanto a noi, è un grande giocatore, dipende da quello che succede nel campionato americano".


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