Atalanta

Manchester United-Atalanta 3-2, quando il risultato è bugiardo

Lorenzo Mariantoni
L'esultanza di Cristiano Ronaldo dopo il goal
L'esultanza di Cristiano Ronaldo dopo il goal / Naomi Baker/GettyImages
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Ritmi di gioco elevatissimi, la Dea passa in vantaggio dopo i primi 45' ma poi subisce la rimonta dei Red Devils. Gasperini rammaricato chiede più fisicità e qualche assenza in meno. La profondità di rosa, un CR7 d'annata e l'atmosfera dell'Old Trafford fanno tutta la differenza di questo mondo.

Quando il Calcio raggiunge la quinta essenza

Merih Demiral
Demiral e l'esultanza per il momentaneo 0-2 / Matthew Ashton - AMA/GettyImages

Le notti europee regalano sempre tante emozioni e qualche dolore. Ieri sera l'Atalanta ha mostrato di essere una realtà solida e reale, in grado di macinare tantissimo gioco. I primi 45 minuti dei nerazzurri sono un trattato da Manuale del Calcio: la squadra di Gasperini ha espresso uno stile di gioco che in Italia pochi, o forse nessuno, possiede.

Il solito pressing alto (ormai diventato un marchio di fabbrica), non permetteva ai centrocampisti dello United di poter far circolare serenamente la sfera, inoltre il raddoppio sulle fasce permetteva di non andare in inferiorità numerica. In 15 minuti le due reti atalantine, la prima con un'azione corale - con finalizzatore ultimo Pasalic - che bisognerebbe mostrare in tutte le scuole calcio: perché quando il mister urla teniamola bassa effettivamente ha ragione.

Il secondo gol è uno stacco imperioso di Demiral che prende l'ascensore e insacca alle spalle di De Gea che del primo tempo ha capito poco, o forse, niente.

Eppure c'è stata un'occasione per lo United allo scadere del primo tempo. Demiral buca l'intervento e Rashford si presenta da solo davanti a Musso e, inizialmente, spara alto. Ecco se dovessimo analizzare al microscopio la prestazione dei bergamaschi il minuto 46 sancirebbe l'inizio della fine.

La reazione targata Theatre Of Dreams

Cristiano Ronaldo
L'esultanza dello United al gol del 3-2 / Naomi Baker/GettyImages

Ma le partite durano 90 minuti. Lo sanno bene i supporters dei Red Devils che hanno costantemente incitato la squadra nonostante lo 0-2 della prima frazione. Questo dovrebbe insegnare molto anche alle tifoserie italiane troppo impegnate a volte ad incitare la squadra quando vince, e prendere la via del parcheggio quando perde.

Si, perché la squadra allenata da Solskjaer nel secondo tempo è entrata in campo con un piglio diverso. Dobbiamo però mettere a referto un fatto: le azioni migliori dello United nascono da passaggi sbagliati dagli avversari. Della serie il troppo, a volte, stroppia. Si perché l'Atalanta ha commesso errori che di solito non si addicono a calciatori come Ilicic.

Un giocatore dal piede educato come lo sloveno, nell'arco della sua carriera, un appoggio del genere l'avrà sbagliato al massimo mentre gioca alla Play. C'è però da dire che giocare in una bolgia come quella dell'Old Trafford, non è mai facile per nessuno figuriamoci per una squadra così neofita della Champions come la Dea.

Marcus Rashford
Marcus Rashford / Matthew Ashton - AMA/GettyImages

Nei secondi 45 minuti il Manchester ha avuto un'occasione ogni 7 minuti. Ha accorciato le distanze con Rashford al 52', con Musso e i legni che hanno provato a tenere a galla la squadra bergamasca.

Match che poteva essere chiuso dalla Dea al minuto 70, quando Zapata tutto solo davanti a De Gea si fa ipnotizzare calciando addosso all'estremo difensore spagnolo. Probabilmente se il colombiano fosse stato più freddo sotto porta ora staremmo tessendo le lodi dell'Atalanta (cosa che in parte va comunque sottolineata per la prova offerta).

Al minuto 75, complice un liscio in area di Freuler, Maguire pareggia i conti e si fa perdonare per l'anticipo subito da Demiral in occasione del raddoppio atalantino. L'epilogo, dopo il pareggio, sembra ormai scontato e infatti Cristiano Ronaldo con uno stacco dei suoi all'80' regala ai suoi 3 punti fondamentali.

Quali sono i veri demeriti dell'Atalanta?

Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini, Atalanta BC / Naomi Baker/GettyImages

L'Atalanta ha iniziato il secondo tempo in vantaggio di due reti, verissimo. La panchina dello United può però vantare elementi come Pogba e Sancho (inspiegabile la loro assenza nell'11 titolare). Potrebbe essere un problema di rosa?

Non credo perché i nerazzurri hanno messo sotto una squadra dalla leadership indiscussa. Allora potrebbe essere la troppa poca esperienza? Probabilmente no perché la squadra di Gasperini ricorda ancora gli errori commessi nella beffarda semifinale di Champions beffarda contro il PSG.

Allora dove perché l'Atalanta non ha portato a casa i tre punti? Perché tutte le difficoltà elencate prima sono niente di fronte alla maestosità di quel terreno di gioco, di quei tifosi e di quella squadra. L'Atalanta ha perso semplicemente perché durante 90 minuti può succedere anche di perdere le distanze e la testa. Ha perso perché non è stata in grado di rimanere lucida.

Ha perso perché non ha accettato di snaturarsi e gestire la partita. Ecco l'Atalanta non è una squadra che sa gestire i match, l'Atalanta è una squadra che deve andare al massimo (come cantava Vasco), a vele spiegate. Se il primo tempo si fosse chiuso sullo 0-3 nessuno avrebbe avuto da ridire. Invece non è andata così e la serie di fattori sopra elencati hanno contribuito all'"harakiri" dei bergamaschi.

Però nulla è perduto i tifosi atalantini hanno ancora la possibilità di incitare la loro squadra nelle notti europee. Il ritorno è infatti previsto per il 2 novembre. Lì sarà tutta un'altra partita. Nel frattempo Gasperini saprà come rimettere i suoi in riga facendoli andare al massimo senza però perdere la bussola.


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