Milan

Maldini: "Capolavoro Milan. Futuro? Sono in scadenza e nessuno mi ha cercato"

Marco Deiana
Paolo Maldini
Paolo Maldini / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Conclusi i festeggiamenti (pubblici) per la vittoria dello Scudetto, Paolo Maldini - uno degli artefici di questo trionfo - ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport della stagione trionfante del suo Milan, del suo futuro - lanciando anche qualche segnale all'attuale proprietà -, del cambio di proprietà e anche di alcuni singoli, in particolar modo di Rafael Leao e Zlatan Ibrahimovic. Queste le sue parole.

"Questo Scudetto è un capolavoro. È la vittoria delle idee, della volontà e dello spirito di gruppo. Siamo rimasti due anni al vertice riuscendo a fare qualcosa di super contro ogni previsione. Non è banale il fatto che negli ultimi 20 anni il Milan di Scudetti ne avesse vinti solo due. Ecco perché ci dà tanto orgoglio. Scudetto perso dall'Inter? Queste sono opinioni. Io dico che abbiamo fatto 86 punti. Solo una volta nella storia dei campionati a tre punti il Milan era riuscito a farne di più. Vorrei aggiungere che l'entusiasmo che abbiamo registrato nei tifosi era dovuto anche al gioco che la squadra ha espresso e al coraggio che abbiamo dimostrato. Anche nelle scelte di mercato. Questo inverno avevamo Kjaer fuori per infortunio e Tomori che si è lesionato il menisco. Non c'era budget. Potevamo prendere un calciatore in prestito per tappare il buco. Invece abbiamo dato fiducia ai nostri giovani, perché sappiamo che ci possono garantire tanto".

"Sugli arbitri ogni tanto dire le cose come stanno serve. Io preferisco chiedere spiegazioni ai responsabili arbitrali in separata sede e quasi sempre c'è apertura al dialogo. In generale non ci piace lamentarci perché questo può creare degli alibi ai giocatori".

"Sicuramente Pioli è una componente importante. Poi naturalmente ci deve essere la volontà del club di aprire un ciclo. Oggi il Milan con una visione strategica di alto livello può andare a competere il prossimo anno con le più grandi. Se invece si scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, si rimarrebbe nel limbo tra le migliori sei o sette squadre in Italia per tentare di vincere anche il prossimo anno lo Scudetto e qualificarci in Champions League. Per questo è il momento che la proprietà, Elliott o quella che potrebbe subentrare, chiusa il triennio e capisca che strategia vuole per il futuro. Con due o tre acquisti importanti e il consolidamento dei giocatori che abbiamo possiamo competere per qualcosa di più grande in Champions League".

"Sul cambio di proprietà ci è stato detto dopo che è apparso sui giornali. Però qualcosa vivendo dentro la sede l'avevo percepita. Ma non è stato un problema. Alla fine quando riesci a creare un gruppo squadra speciale come il nostro queste indiscrezioni non turbano l'ambiente. A Milanello siamo andati avanti sapendo comunque che dietro avevamo una società forte sempre puntuale nei pagamenti. Certo, c'era curiosità. Qualche giocatore con il quale stavamo parlando di rinnovi ci ha detto di aspettare perché magari poi ci saranno più soldi".

"Sul mercato ci muoviamo da mesi ma in questo momento non abbiamo la disponibilità economica per pensare a questo salto di qualità. Anche perché siamo in una fase di passaggio. Vedremo... E in più c'è anche la questione relativa al contratto mio e di Massara. Siamo in scadenza e non abbiamo rinnovato. Devo dire che per il nostro percorso e per ciò che è successo in passato anche durante il periodo di crisi con Rangnich, trovo poco rispettoso il fatto che a oggi l'amministratore delegato (Gazidis) ed Elliott non si siano neanche seduti a parlare con noi. Loro potrebbero anche dirci che il nostro lavoro non è stato abbastanza buono o può essere che io dica che la loro strategia nojn mi piace. Come ho già detto in passato a me piace essere una sorta di garanzia per il milanista ma non sono la persona giusta per fare un progetto che non sia vincente".

"Leao è un diamante ancora grezzo che da un anno all'altro ha avuto grandi miglioramenti. Abbiamo speso 24 milioni di euro per prenderlo da Lille e gli abbiamo inserito una clausola da 150 milioni di euro. Potenzialmente è sempre stato un campione ma doveva fare un percorso che - oltretutto - non è ancora finito.
Ibra? Ho parlato con lui lunedì e ci siamo dati appuntamento tra due settimane. Non vedo problemi a trovare un accordo. Vedremo cosa succedere, tutto sarà fatto per il bene suo e del Milan ma ho capito che la sua intenzione è quella di andare avanti".


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