Luci a San Siro: storie del Derby di Milano

Viandanti sul mare di fumogeni
Viandanti sul mare di fumogeni | Jamie Squire

Il derby di Milano. 111 anni, scanditi da questi scontri tra maglie rossonere e nerazzurre, tra casciavìt e baùscia, tra Baresi (Franco) e Baresi (Giuseppe), Maldini e Zanetti, ma anche di Abate e Schelotto. Il derby più seguito d'Italia, nello stadio più importante d'Italia. L'unica stracittadina tra squadre che possono vantare in bacheca una Champions League (anzi, molte di più), uno dei derby più titolati in assoluto. Potrei andare avanti a elencare tutti i fattori che rendono il derby della Madonnina una delle partite che guardo più volentieri, nonostante il mio tifo sia rivolto da tutt'altra parte, ma preferisco andare avanti per vedere assieme le storie e i record che lo caratterizzano.

Sabato si svolgerà il 226° derby tra Milan e Inter, e per ripercorrere questa storia ho scelto le partite, a mio parere, più interessanti (ma non per forza le più importanti) e i gol più belli che hanno segnato questa rivalità cittadina, e spesso anche la storia del calcio italiano, conditi da aneddoti e curiosità, l'antipasto perfetto per ogni appassionato.

IL PRIMO DERBY...

Com'è noto il Milan è stato fondato nel 1899, mentre l'Inter nel 1908, proprio da una costola dei dirigenti milanisti che non si allineò alla scelta della FIGC di non accogliere giocatori stranieri (da qui il nome Internazionale). La prima partita, un'amichevole, non fu nemmeno giocata in Italia, ma in Svizzera, a Chiasso, il 18 ottobre 1908 tra un Milan tutto italiano, e un'Inter che, seppur con una formazione ancora avvolta in parte nel mistero, si presente con molti stranieri, tra cui tanti svizzeri, per l'appunto, ma anche una rosa giovanissima, tra i 15 e i 24-25 anni. Pur se amichevole, la partita la potremmo avvicinare ai più recenti Trofeo Tim, Berlusconi o Gamper; a tutti gli effetti il primo derby tra Milan e Inter fu una finale, che aveva in premio la prestigiosissima Coppa Chiasso, che ancora probabilmente svetta nel garage dei discendenti di quel magazziniere molto simpatico a cui probabilmente la regalarono i dirigenti del Milan, dopo aver vinto 2-1, giocando due tempi da 25 minuti. Il primo gol lo segnò, per i rossoneri, Pierino Lana, detto Fantaccino, un soprannome che ricorda più quello di un partecipante del Palio di Siena. Pierino Lana (il cui vero nome era Pietro) fu anche il primo giocatore a segnare per la Nazionale Italiana di calcio, il primo giocatore a segnare una tripletta in Nazionale e... uno dei fondatori dell'Inter. Già, Lana faceva parte di quel gruppo di dissidenti che si staccarono dal Milan, per poi subito dopo pentirsene e fare un passo indietro, segnando sia nella finale della Coppa Chiasso, sia al primo derby ufficiale in campionato, vinto sempre dal Milan, per 3-2. Wikipedia, fondamentale in questo caso, ci dice che era un grande appassionato di alpinismo, ritenendo necessario fornirci questa conoscenza, pur senza fonti.

Ancora siamo lontani da San Siro, e il primo derby ufficiale della storia della Serie A (allora Prima Categoria) si gioca al Campo Milan di Porta Monforte, portando una grande innovazione per il calcio italiano: le reti alle porte. Il primo gol ufficiale nel derby lo segnerà Trerè II. "II" perché spesso giocavano fratelli, cugini, omonimi, quindi li si distingueva con un numero. Forse ai tempo non avevano inventato i nomi, non si sa, altri tempi. In realtà Attilio Trerè un nome ce lo aveva, e anche un soprannome: Kaiser, per i suoi baffi à la imperatore Guglielmo II. Davvero altri tempi. Quello che forse Trerè non aveva erano le idee ben chiare in mente, oppure era il prototipo (e massimo esponente) del jolly visto che ha giocato come difensore, centrocampista e portiere. Alla fine il Milan vincerà 3-2 mentre nel secondo derby ufficiale, l'Inter potrà finalmente esultare, vincendo con un 5-0 grazie alla tripletta di Capra. Scusate, non vorrei confondervi, Capra I.

La prima partita a San Siro non ha un granché da raccontare, la partita la vince il Milan, e il primo gol è di Giuseppe Santagostino, all'undicesimo posto tra i cannonieri del club rossonero. Più interessante, e sicuramente inimmaginabile per i tifosi dell'epoca, è la prima stracittadina (dopo l'istituzione della Serie A nel '46) fuori da San Siro, il derby per la Supercoppa Italiana del 2011, a Pechino. I nomi sono finalmente familiari, e il risultato premia nuovamente il Milan con un 2-1, che sembra essere imbattibile nelle "prime volte". Gol di Sneijder che sblocca l'incontro con una magnifica punizione, Ibrahimovic e Boateng regalano però la coppa ai rossoneri, grazie anche alle performance di Robinho e Pato. In quelle squadre ci giocano ancora Nesta, Seedorf, Gattuso, Zanetti, Stankovic, Eto'o, e rimarrà a lungo l'ultima partita che i tifosi ricorderanno come un grande derby, con grandi giocatori: da quella partita, entrambe le milanesi inizieranno una parabola discendente senza precedenti, che le ha portate per molti anni lontane dai massimi livelli europei. La prima partita fuori San Siro, per molto tempo, è stato l'ultimo derby con grandi giocatori.

Il Campo della Giovannina, a Chiasso, dove si è disputato il primo derby di Milano
Il Campo della Giovannina, a Chiasso, dove si è disputato il primo derby di Milano

GOLEADE E RECORD

Non sempre tanti gol significa una bella partita. Ma dubito che Inter-Milan 6-5 del 1949 non sia rimasta nel cuore dei tifosi interisti lì presenti. Da uno svantaggio di 1-4, grazie alla tripletta di Amedeo Amedei, i due gol di István Nyers (che qualche anno dopo segnò una tripletta proprio in un derby) e la marcatura di un certo Benito Lorenzi, detto Veleno, di cui vale la pena raccontare qualcosa, non tutto, altrimenti perdiamo il derby:

  • Si chiamava Benito per via del nonno, vicino alle ideologie fasciste. Poi i fascisti gli chiusero il forno e Benito non si era mai capacitato di come fosse possibile questa cosa;
  • In un altro derby, nel 1957, l'arbitro assegna un rigore al Milan. Sul dischetto tal Tito Cucchiaroni, leggenda della Sampdoria. Benito Lorenzi posiziona uno spicchio di limone sul dischetto. Cucchiaroni sbaglia;
  • Era un fervente cattolico, tanto da presentarsi in ritardo alle partite per aver partecipato alla messa. Questo non gli impedì di tirare calci, pugni e sputi a compagni, avversari e arbitri;
  • Fu lui a scoprire Facchetti e Sandro Mazzola, ma scoprì anche un certo Rivera, con cui ha giocato all'Alessandria. Lo consigliò a Moratti che però lasciò perdere, regalando al Milan uno dei giocatori più forti del calcio italiano e mondiale, il primo pallone d'Oro italiano (non oriundo) e un capitano storico proprio degli odiati rivali.

Ma la partita con lo scarto più ampio invece è a tinte rossonere, ed è anche molto più recente: Inter-Milan 0-6, derby dell'11 maggio 2001. Doppietta di Gianni Comandini, che in futuro non avrà tanta fortuna, gol di Giunti e Serginho e doppietta di Andrij Ševčenko, che arriverà così a 7 gol segnati nei derby. Per il secondo marcatore della storia del Milan arriveranno altre 7 reti nei successivi derby, diventando così il marcatore più prolifico del derby di Milano, con 14 gol totali, uno in più di Giuseppe Meazza, che ne segnò 12 con l'Inter, e uno con il Milan. Milanista è anche il giocatore con più presenze, chiaramente lo storico capitano Paolo Maldini, con ben 56 derby giocati, un numero impressionante, mentre l'Inter ha come suo primatista il suo, di capitano storico: Javier Zanetti.

Durante un derby, io e Javier ci scontrammo. Cademmo a terra e nel rialzarci contemporaneamente pronunciammo la frase: "Scusa Capitano". Questo è per farvi capire quanto rispetto avevamo l'uno con l'altro.

Paolo Maldini

Poi c'è il derby della stagione 2009/10, alla 2ª giornata. Quello è l'anno del triplete, l'anno che nessun interista dimenticherà mai. Il Milan, allora, decide di aiutare a rendere indimenticabile quest'anno ai cugini perdendo sia andata che ritorno. Nell'andata in particolare, l'Inter sembra l'unica squadra in campo, nonostante abbia tra le sue fila nuovi arrivi come Milito, Thiago Motta, Eto'o, Lúcio, Sneijder. I primi due verranno anche scritti sul tabellino, con un rigore e un gol meraviglioso di Motta, a cui si aggiungono un Maicon in stato di grazia (che persistette per tutta la stagione) e un gol capolavoro di Dejan Stanković, che non c'è nemmeno bisogno di vedere, perché abbiamo perfettamente idea di che tipo di gol stiamo parlando: una sassata imprendibile da fuori area. Finisce 0-4. E il risultato sembra quasi bugiardo, perché l'Inter poteva segnare anche molto di più, basti vedere l'incredibile prestazione di Sneijder che rischia ben tre volte di segnare dei gol strepitosi. Da notare che era arrivato a Milano solo pochi giorni prima, ma Mourinho non sente ragioni e lo schiera titolare, alla prima, in un derby. A posteriori, come criticarlo?

Stankovic dopo la sua solita bordata da 30 metri
Stankovic dopo la sua solita bordata da 30 metri | Lapresse

DERBY EUROPEI

Con due squadre così tanto importanti a livello europeo, e per così tanto tempo, era inevitabile che, prima o poi, si sarebbero scontrate anche sul grande palcoscenico. Due volte, per la precisione, per un totale di quattro derby (o meglio, tre derby e mezzo) tutti negli anni 2000, ed entrambe le volte ne è uscito vincitore il Milan. La prima volta avviene nelle semifinali della Champions League 2002/03: l'andata termina 0-0, e anche il ritorno finisce con un pareggio, un 1-1 che, per la regola dei gol in trasferta (davvero poco appropriata in questo caso), porta il Milan in finale contro un'altra italiana, la Juventus, che vincerà alla lotteria dei rigori. Indovinate di chi è stato il gol rossonero? Esatto, Sheva, l'usignolo di Kiev. Il gol per l'Inter lo segna all'84' Obafemi Martins, giovane speranza, poi flop, dei nerazzurri, che dà speranza alla sua squadra. Speranza che si infrange sul portiere milanista, Christian Abbiati, che negli ultimi minuti compie un miracolo su Kallon, con una parata che vale un gol e, probabilmente, una Champions.

Il secondo incontro, invece, avviene due anni dopo, ma questa volta ai quarti. L'andata si conclude con il risultato di 2-0 per il Milan, gol di Stam e... non serve dirlo, giusto? Ma il ritorno invece è il motivo per cui ho parlato prima di "tre derby e mezzo". È il derby dove viene scattata la foto in copertina. Il Milan domina, l'Inter tenta di rincorrere, a fatica. Gol del Milan, sì, ancora lui, un gol bellissimo. L'Inter si chiude non riesce a uscire, il tifo si innervosisce, fino a che dopo un gol annullato a Cambiasso che avrebbe potuto riaprire i giochi, al 70' circa la tifoseria nerazzurra inizia a lanciare fumogeni e spazzatura in campo, e uno di questi fumogeni colpisce il portiere dei rossoneri, Dida. L'arbitro sospende la partita per dieci minuti. Saranno di più. Si riparte, ma è chiaro a tutti che non sia possibile continuare, così l'arbitro dichiara la vittoria a tavolino per il Milan 3-0. Non la migliore pagina del calcio italiano, sicuramente la peggiore della storia del derby milanese.

FILIPPO MONTEFORTE/Getty Images

E SE NON CI FOSSE PIÙ IL DERBY?

E se le due squadre di Milano si fondessero? Per creare una supersquadra imbattibile, un po' come in Dragon Ball. Il derby sparirebbe, ma i rossoneroazzurri sarebbero tra le squadre più titolate del mondo, e potrebbe riportare il calcio italiano ad alti livelli. Ci sono persino alcuni esponenti importanti di questo mondo che hanno realmente avallato questa ipotesi, come Raiola o Paolillo, ex ad dell'Inter, nel 2016.

La fusione tra Milan e Inter è l'unica strada per tornare competitivi in Europa. Altrimenti la città di Milano rimarrà fuori dall'élite per molti anni.

Ernesto Paolillo

Milan e Inter si devono unire. Sono state le più ricche al mondo ma non sono mai diventate dei club che possano andare avanti senza Berlusconi o Moratti. Se unisci i due fatturati e crei un nuovo marchio puoi solo crescere.

Mino Raiola

In realtà una MilanInter United è già esistita, anche se solo in alcune amichevoli, decisamente trascurabili. Quello che non sapete è che in realtà c'è già stato un tentativo di fondere le due squadre, e confondere i tifosi, mischiando un po' le carte in tavola. Un tentativo segreto, scambiato per un errore da parte dell'arbitro, ma soprattutto da parte degli sponsor tecnici delle due squadre. In realtà, nel derby del 20 novembre 2016, qualcosa di oscuro si aggirava in mezzo al campo di San Siro. Cioè, 22 giocatori. Sì, perché entrambe le maglie erano molto scure e si confondevano facilmente, non permettendo agli spettatori (che sia stadio o TV) di riconoscere i propri beniamini o perlomeno la propria squadra. Quel derby si concluderà 2-2, con quattro gol tutti da esterni a metà tra essere di culto ed essere fumosi: Candreva e Perisic per l'Inter, doppietta di Suso per il Milan.

Vi posso assicurare che dallo stadio o dal divano è decisamente peggio
Vi posso assicurare che dallo stadio o dal divano è decisamente peggio

I GOL PIÙ BELLI

Ronaldo Luís Nazário de Lima, il Fenomeno. Uno dei più grandi calciatori che abbia mai solcato l'erbetta di un campo da calcio. Nei derby segna 5 gol, quasi tutti bellissimi, ma ho deciso di sceglierne due, uno per parte. Perché Ronaldo è stato anche al Milan, anche se era ormai un altro giocatore, completamente fuori forma. Nonostante ciò, anche con la maglia del Milan è riuscito a regalare un ultimo grande gol europeo, e di questo dovremmo essere grati. Gli interisti lo fischiano, soffrono il tradimento, lui segna e si mette le mani alle orecchie.

C'è stato un altro fenomeno, questa volta con la F minuscola che ha segnato dei gol bellissimi, con entrambe le casacche: Zlatan Ibrahimovic. Questa volta però, a differenza di Ronaldo, ha davvero lasciato il segno con entrambe, e questi due gol sono la prova di come le milanesi siano state fortunate ad avere un giocatore del genere tra le loro fila. Con quel tocco sotto, farebbe innamorare chiunque.

Un gol da parte di un giocatore mai particolarmente amato, al 97', quando fino all'83' si era sotto di due gol, riuscendo ad ottenere almeno quel punto, in una semi acrobazia scoordinata, la palla che entra di pochissimo, nel primo derby giocato alle 12:30 per spingere l'audience cinese. Questo è il gol di Zapata.

Un gol di un giocatore amatissimo, a partita ormai conclusa ed avviata verso la vittoria, un misto di atletica e tecnica incredibile, e la palla che sfonda la porta. Questo è il gol di Maicon.

Seedorf avrà anche indossato la maglia dell'Inter (e segnato in un derby il gol decisivo per i nerazzurri, nel 2000 in Coppa Italia), ma sarà per sempre un simbolo e una bandiera del Milan, uno dei giocatori più rappresentativi di quella squadra che rimarrà sempre nei ricordi di qualunque tifoso, e che tutti i padri, le madri, i nonni, gli zii racconteranno ai pargoli quando ci si sarà dimenticati di lui, e di questo gol, che completa una rimonta a cinque minuti dal termine, con un altro 3-2 (come nel derby dove segnò con l'Inter).

Per ultimo, voglio andare un po' più sul rétro, e mostrarvi il gol di Lele Oriali, bandiera dell'Inter e della nazionale, di certo non troppo avvezzo alle marcature, come si può vedere anche nel gol (a 00:41). L'azione è costruita benissimo, sponda di testa, protezione della palla e incursione di Oriali, e poi qualcosa sembra per un attimo non andare nel verso giusto, come se avesse perso il tempismo giusto per colpire il pallone. E allora sembra quasi si lanci sulla palla con il piede, segnando un gol bello, ma non sai bene dire il perché.

Ci siamo quasi. Un altro tassello si sta per aggiungere a questo mosaico. Vedremo un gol che finirà in questa classifica? O si batteranno altri record? O sarà una partita noiosissima? Non si sa, si spera soltanto che sui dischetti non ci sia nessun spicchio di limone.

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