Napoli

Lorenzo Insigne: molto più di un capitano, meno di una bandiera

Andrea Gigante
Lorenzo Insigne
Lorenzo Insigne / MB Media/GettyImages
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"Fu vera gloria? Ai posteri / L’ardua sentenza" scriveva Alessandro Manzoni in uno dei suoi componimenti più celebri. Questa frase de "Il cinque maggio" può prestarsi anche all'attualità calcistica, visto che la figura di Napoleone Bonaparte, raccontata attraverso le sue contraddizioni, è in qualche modo paragonabile a quella di Lorenzo Insigne.

Sia il condottiero francese sia l'attaccante del Napoli sono stati protagonisti di grandi successi e hanno portato le rispettive fazioni a prevalere su quelle nemiche. Tuttavia, per entrambi è arrivato un punto di rottura, un momento in cui una loro scelta ha compromesso l'intero equilibrio. Per Napoleone l'inizio della fine è arrivato nel 1797, quando sottoscrisse il Trattato di Campoformio cedendo all'Austria il territorio di Venezia; anche Insigne sta risultando fatale una firma, quella messa sul contratto che dal prossimo luglio lo legherà ai canadesi del Toronto FC.

Il ricco ingaggio e la tentazione di un'esperienza in un campionato calcisticamente esotico come la MLS lo hanno convinto a porre fine un matrimonio che durava dal 2009, quando fece il suo esordio con il Napoli nel match contro il Livorno. Oggi, dopo 415 partite e 114 gol dopo, Insigne giocherà per l'ultima volta davanti al pubblico del Maradona ed è lecito chiedersi quale sarà il suo lascito alla società partenopea.

Il prossimo luglio se ne andrà infatti uno dei giocatori più importanti passati dal Golfo negli ultimi anni. Insigne è stato la personificazione di una città che vive per il calcio, lo scugnizzo che ha giocato per anni per strada sognando di vestire la maglia del Napoli e che non solo ce l'ha fatta, ma ne è diventato anche un pilastro portante.

Nel corso della sua lunga esperienza azzurra, il capitano ha trascinato i suoi verso grandi vittorie sia nei confini nazionali sia in Europa, ha permesso all'intera squadra di compiere un salto di qualità e di giocarsela con i migliori club in circolazione.

Lorenzo Insigne
Lorenzo Insigne / SOPA Images/GettyImages

Tuttavia la sensazione è che poteva fare di più. Complice anche la sfortuna, Insigne non è riuscito a coronare il sogno di riportare uno Scudetto che manca dall'epoca d'oro di Maradona e pertanto non potrà incidere il proprio nome nella storia del Napoli come fece il Pibe. Inoltre, destano perplessità le modalità dell'addio.

Nel calcio di oggi non ci si sorprende più quando un giocatore lascia la propria squadra dopo decenni di militanza. Tuttavia, annunciando il passaggio al Toronto già a gennaio quando i partenopei erano in piena lotta Scudetto non si è comportato da bandiera. Sarebbe stato meglio discutere del futuro solo a fine stagione, cercando prima di combattere fino alla fine per il Tricolore.

Oggi pomeriggio il Maradona omaggerà nel migliore dei modi uno dei giocatori più importanti della propria storia. Lorenzo Insigne si merita ogni applauso e ogni lacrima che i tifosi verseranno per la sua partenza; eppure resta l'amaro in bocca, perché il matrimonio poteva finire diversamente.


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