Cagliari

Leonardo Semplici: il suo stile di gioco e come potrebbe giocare il nuovo Cagliari

Mattia Gruppioni
Leonardo Semplici
Leonardo Semplici / Gabriele Maltinti/Getty Images
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Fumata bianca giunta a destinazione in casa Cagliari: Leonardo Semplici sarà il nuovo tecnico dei sardi, andando a sostituire Eusebio Di Francesco e tentando di portare ad una disperata salvezza la squadra del presidente Giulini. Il tecnico di origine toscana arriverà in Sardegna tra il malumore e la crisi d'identità della squadra, portati sia da una classifica che piange e che recita terzultimo posto sia da una mancanza di carattere ed orgoglio che nemmeno l'ormai ex Di Francesco è riuscito a far scattare. Ed in questo, visti i suoi trascorsi a Ferrara, Semplici potrebbe rivelarsi il perfetto tecnico traghettatore, in grado di apportare modifiche tecnico-tattiche e scuotere Joao Pedro & Co., alla ricerca della migliore condizione psico-fisica. Vediamo assieme quelli che sono i dogmi, i principi e gli aspetti tattici cardini del tecnico ex Spal, nonché quello che potrebbe essere il nuovo undici tipo del Cagliari.

Idee e principi tattici

Leonardo Semplici
Leonardo Semplici / MB Media/Getty Images

Punto di contatto tra le varie stagioni di Semplici alla Spal (dal 2014 in Serie C al 2020 in Serie A) è stato il modulo da lui studiato e messo a punto per il club di Ferrara: il 3-5-2. Vista la scarsa predisposizione tecnica dei suoi, Semplici ha fatto della Spal una squadra combattiva, arcigna, mai doma, che spesso saltava, dal punto di vista tattico, la costruzione dal basso ed anzi verticalizzava spessissimo: ruolo centrale nell'economia del gioco del tecnico hanno da sempre avuto, quindi, gli esterni ed i due attaccanti, spesso posti su due linee diverse e sfalsati in un 3-5-1-1, dove la seconda punta (Antenucci, a Ferrara) si staccava e legava il gioco con il centrocampo. In alternativa, il tecnico toscano ha utilizzato, negli anni, anche il 4-3-3, sempre con l'idea di dar grande spazio e fiducia agli esterni, a prescindere dal modulo di gioco. Ecco quindi che, in vista Cagliari, la squadra sarda potrebbe alternare gli stessi due moduli, magari a partita in corso, avendo già avuto modo di esprimersi nel 4-3-3 di inizio stagione con Di Francesco.

Analizzando reparto per reparto, in fase di possesso e non, possiamo chiaramente immaginare come il lavoro ad elastico degli esterni e delle mezzali di centrocampo sia da sempre stato essenziale per il gioco della Spal e di Semplici: mentre in fase di spinta era chiara la disposizione 3-5-1-1 di cui narravo prima, è altrettanto intuibile come in fase di non possesso il mister disponesse i suoi in un 5-3-2 arroccato, pronto però a ripartire col lavoro da pendolini dei due a tutta fascia.

Possibile 11 tipo del nuovo Cagliari di Semplici

Joao Pedro, Cagliari-Crotone
Joao Pedro, Cagliari-Crotone / Emanuele Perrone/Getty Images

Immaginando e traslando le idee tattiche dell'ex Spal sul campo della Sardegna Arena e nello scacchiere cagliaritano, potremmo immaginare un Cagliari disposto in tale maniera: davanti all'insostituibile Cragno, che tante volte ha permesso al Cagliari di strappare punti importanti, la linea difensiva a tre uomini sarebbe composta certamente da figure esperte come Rugani e Godin, mentre la terza maglia verrà probabilmente contesa da Ceppitelli e Walukiewicz. Nella zona mediana del campo, invece, i sardi dispongono di un buon mix, tra qualità e quantità: Marin si dimostra essere l'unico interprete per ricoprire il ruolo di regista, pur non avendo sempre convinto, mentre i due centrocampisti interni dovrebbero essere Nainggolan e Nandez, anch'egli alla ricerca della forma e della corsa perduta. Le prime alternative saranno Duncan e Deiola, col primo che avrà pure qualche chance da titolare in caso di 4-3-3 e spostamento di Nandez sull'esterno. Proprio parlando delle corsie, ballottaggio a sinistra tra il greco Lykogiannis e Asamoah, nuovo acquisto di gennaio, mentre a destra appare scontata la presenza del giovane Zappa. Davanti, invece, in tre per due maglie: certo del posto sembra essere il leader Joao Pedro, giocatore a cui spetterà il compito di abbassarsi e/o allargarsi come suo solito per legare il gioco, mentre al suo fianco spazio ad uno tra Simeone e Pavoletti, a seconda di stato di forma ed avversario.

Da capire certamente la valutazione e l'eventuale ruolo nel 3-5-2 tipico di Semplici sia di Sottil (che potrebbe essere impiegato sia come esterno a tutta fascia sia come seconda punta) sia di Gaston Pereiro, ormai ai margini con Di Francesco ed ora pronto a rimettersi in gioco, seppur con un sistema di gioco poco funzionale alle sue caratteristiche. Per entrambi, così come per Duncan, il discorso cambierebbe se il tecnico dovesse utilizzare, dall'inizio o a gara in corso, il modulo alternativo (4-3-3), col loro impiego sulle corsie laterali d'attacco. Infine, in quel caso, si vedrebbe lo slittamento di Zappa e Lykogiannis sulla linea di difesa, la mediana a tre composta da Marin, Nainggolan ed uno tra Duncan e Nandez e l'attacco a tre col probabile impiego di Joao Pedro e Sottil esterni.


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