Calcio estero

Leghe europee: "No ai Mondiali ogni due anni. La Superlega resta una minaccia"

Alessio Eremita
Florentino Perez
Florentino Perez / Soccrates Images/GettyImages
facebooktwitterreddit

Tra ieri e oggi si è svolta a Milano l'assemblea generale delle Leghe europee per discutere la proposta della FIFA sui Mondiali ogni due anni. Secco rifiuto, come testimoniato dalle parole di Jacco Swart. Il direttore generale della European Leagues si è soffermato anche sui temi caldi legati al calcio internazionale.

MONDIALI OGNI DUE ANNI - "Noi leghe europee ci siamo opposte alle proposte di cambiamento del calendario. Hanno proposto un'organizzazione biennale della Coppa del Mondo e degli Europei. Tutte le proposte sono state rifiutate, riteniamo che la FIFA abbia proposto un cambiamento di calendario senza prendere in considerazione il calcio delle squadre di club. Con un cambiamento che può avere ripercussioni a livello sportivo e finanziario, a danno delle competizioni domestiche per i club, per i calciatori e per tutti i tifosi. Nessun cambiamento a livello domestico, né per le Nazionali. Mondiali e altri tornei continentali dovrebbero essere disputati con l'attuale frequenza. Siamo a favore di un limitato cambiamento: se alcuni cambiamenti devono avere luogo, li prenderemo in considerazione solo con interesse dei nostri membri".

FAIR PLAY FINANZIARIO - "La mancanza di sostenibilità finanziaria è una delle minacce. La UEFA sta lavorando a nuove regole per il Fair Play Finanziario. Noi siamo degli stakeholder, supportiamo un regolamento a livello europeo, per incrementare la sostenibilità finanziaria dei club. Supportiamo gli attuali principi, tra cui la limitazione dei conferimenti degli investitori, attuale e ragionevole. Un'ulteriore liberalizzazione non supporterebbe la sostenibilità finanziaria, ma porterebbe a un'altra inflazione dei prezzi".

PROCESSO DECISIONALE - "Nell'ordine dei rapporti fra UEFA e leghe europee, bisogna avere una fase di collaborazione per raggiungere gli accordi, su argomenti che riguardano le leghe e i club. La sola consultazione non è più sufficiente per dare una governance stabile. Abbiamo riconfermato la nostra posizione sul Fair Play Finanziario, ma anche quella che può essere la governance del calcio a livello europeo".

COLLABORAZIONE CON FIFPRO - "Stiamo affianco a organismi rappresentanti dei calciatori, stiamo lavorando su progetti specifici ma abbiamo concordato, con tutti gli stakeholder, di arrivare a un approccio personalizzato sulle singole realtà territoriali, per appoggiare le leghe a livello nazionale. Abbiamo anche parlato di come gestire commozioni celebrali o trauma cranici. Non soltanto per quanto successo a Eriksen in Danimarca".

RICAVI DA COMPETIZIONI UEFA - "I tifosi hanno supportato le leghe europee, tutte le organizzazioni sono in linea su questi principi. Abbiamo avuto un'assemblea generale sulle tematiche di natura politica che abbiamo discusso, c'è una parte della nostra associazione che fa capire che i progetti sono convincenti e utili".

Florentino Perez
Florentino Perez / Soccrates Images/GettyImages

Le parole di Claus Thomsen, presidente della European Leagues

DIFENDERE IL CALCIO - "Ora c'è la necessità di difendere il calcio domestico, la base del calcio dei nostri tifosi. Non siamo a favore di un'organizzazione biennale dei Mondiali o di altre competizioni europee. Noi rappresentiamo i tifosi, i calciatori, ci rendiamo conto che è qualcosa che rappresenta migliaia di calciatori e migliaia di tifosi, dobbiamo occuparci dei loro interessi. Direi che ci sono altre piccole questioni come il Fair Play Finanziario che sono state sottolineate, bisogna stare molto attenti ai debiti scaduti. Non si possono accettare che le società abbiano debiti nei confronti di club o di calciatori che non prendono salari, ci potrebbero essere situazioni di inflazione inaccettabile. Se vogliamo proteggere le basi, questo non è possibile solo con una consultazione: ci devono essere degli accordi veri e propri. La fase di consultazione è solo formativa, noi dobbiamo partecipare ai processi decisionali".

SUPERLEGA - "Rimane sempre una minaccia, se non ci si occupa delle fondamenta del calcio. Per noi l'organizzazione biennale per i Mondiali alimenta solo concetti della Superlega. Dove i grandi club si chiuderanno intorno a loro stessi, la Superlega non è un qualcosa sul tavolo di domani, ma è un trend di cui dobbiamo essere consapevoli. Può effettivamente avvenire sotto altre forme, dobbiamo avere un calcio che si basi su meriti sportivi".

FAIR PLAY FINANZIARIO - "Il Fair Play Finanziario inserito dalla UEFA è stato utile, ma abbiamo visto una degenerazione nei club, un'elevata inflazione. Servirebbe una soluzione tecnica per risolvere queste complessità, indipendentemente dalla cultura finanziaria. Bisognerebbe comunque provare a trovare una soluzione, anche se non è sempre possibile".


Segui 90min su Instagram.

facebooktwitterreddit