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Lega Serie A contro FIGC: il punto sull'indice di liquidità

Alessio Eremita
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Serie A / Nicolò Campo/GettyImages
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Proseguono le frizioni tra Lega Serie A e FIGC in merito all'indice di liquidità, tema centrale in vista della stagione 2022/23. I vertici federali hanno abbassato il valore a 0,5 come limite dato ai club per poter iscriversi al prossimo campionato italiano. A dare fastidio non è l'inasprimento delle restrizioni, bensì il trattamento riservato dalla FIGC alle società di A: molti presidenti si troverebbero così costretti a sistemare la situazione finanziaria della propria azienda in relazione a dati di marzo, quando a oggi l'indice potrebbe essere migliorato. Nel Consiglio federale di domani, la Lega Serie A cercherà di arrivare a una mediazione che soddisferebbe tutte le parti in causa, malgrado il presidente Gabriele Gravina sia orientato a proseguire sulla strada intrapresa da mesi.

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Claudio Lotito, Lorenzo Casini / Marco Rosi - SS Lazio/GettyImages

A tal proposito è intervenuto Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A: "Il tema dell’indice di liquidità non è tanto un discorso legato allo 0,4 o 0,5, ma il modo in cui vengono approvate le regole della Serie A. Slittamento al prossimo anno? Al momento non è stato deliberato. La Serie A vuole solo essere ascoltata, com’è giusto che sia. Io sono arrivato a marzo e sicuramente l’impatto dell’indice a ridosso del campionato è un problema che le società avevano già fatto presente prima del mio arrivo. Trovare una mediazione? Vediamo, le licenze sono state approvate, stiamo ragionando su tanti temi perché la Lega sta lavorando su riforme e infrastrutture".


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