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Le due linee interne alla Juventus sul caso Dybala: non c'era unanimità

Arrivabene, Nedved e Dybala
Arrivabene, Nedved e Dybala | ISABELLA BONOTTO/GettyImages

La decisione di non proseguire il rapporto con Paulo Dybala, per quanto faccia logicamente notizia, non è certo emersa senza una riflessione a monte da parte dei vertici bianconeri, senza confronti interni partiti da lontano: da ieri è noto come l'argentino si prepari a dire addio alla Juventus, non rinnovando il contratto in scadenza a giugno, ed è logico che emergano oggi diversi retroscena legati al divorzio.

Paulo Dybala
Paulo Dybala | Marco Canoniero/GettyImages

L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport si sofferma proprio sulla decisione maturata in seno alla dirigenza bianconera e al confronto che ha preceduto poi il summit, più volte rinviato, tra dirigenti stessi ed entourage del giocatore.

Federico Cherubini
Federico Cherubini | Alessandro Sabattini/GettyImages

Secondo il quotidiano, nello specifico, la posizione dirigenziale era tutt'altro che unanime: da un lato c'era chi auspicava un messaggio chiaro al giocatore, perderlo a zero e non provare a convincerlo con offerte a ribasso, ma d'altro canto non mancava chi avrebbe auspicato una proposta da 6 milioni di euro più bonus legati alle presenze. Un'offerta, questa, rimasta nel cassetto: alla fine ha vinto, come noto e come esplicitato da Arrivabene, la linea del congedo senza la famosa offerta al ribasso che poco onore avrebbe reso alla storia della Joya in bianconero.


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