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Lazio, contro la Fiorentina il "puro sarrismo": ora testa bassa e pedalare

Francesca D'Amato
Sergej Milinkovic-Savic, Ciro immobile, Pedro e Danilo Cataldi
Sergej Milinkovic-Savic, Ciro immobile, Pedro e Danilo Cataldi / Ivan Romano/GettyImages
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Una prestazione convincente consente alla Lazio di riscattarsi subito in campionato in occasione della decima giornata di Serie A: Fiorentina battuta per 1-0 grazie alla rete di Pedro, che vale anche il sorpasso in classifica.

"Abbiamo fatto la più bella partita della stagione meglio delle vittorie con lnter e Roma", parole e musica di Maurizio Sarri che ha così ha commentato la vittoria contro gli uomini di Vincenzo Italiano.

Sembra che il ritiro imposto alla squadra dopo il ko contro il Verona abbia fatto bene allo spirito dei biancocelesti. Una sorta di portafortuna per la Lazio che nell'era Lotito, dopo un periodo di "clausura forzata", ha collezionato 7 vittorie e 2 pareggi.

Maurizio Sarri
Maurizio Sarri, Lazio / Ivan Romano/GettyImages

Puro "Sarrismo"

Per quanto riguarda l'analisi tattica della gara, la squadra biancoceleste si è dimostrata sempre aggressiva nel pressing, creando però meno occasioni del solito anche a causa della prestazione non eccelsa di Felipe Anderson. Era dal dicembre 2020 che la Lazio non vinceva un match di Serie A effettuando 5 (o meno) conclusioni nell'arco dei 90 minuti (in quell'occasione il successo arrivò ai danni dello Spezia).

E poi c'è il fattore Luis Alberto, ma d'altronde Sarri ci aveva avvertiti: "Ai giornalisti e alla squadra dico cose diverse". Secondo il tecnico infatti lo spagnolo e Milinkovic Savic non potevano coesistere nel suo 4-3-3, invece contro la Fiorentina c'è stata la sorpresa. "Mau" ha puntato su una formazione di qualità senza mediani, con Cataldi regista al posto di Lucas Leiva, due terzini di spinta, le mezzali offensive e il classico tridente d'attacco Pedro-Immobile-Anderson. Il risultato? Ritmi alti e grande intensità, con la palla che si muove rapida tra Immobile e Milinkovic e la firma d'autore dell'ex Barcellona, Chelsea e Roma, che di sinistro la spedisce sotto l'incrocio.

Pedro
Danilo Cataldi, Adam Marusic, Ciro Immobile e Felipe Anderson / Ivan Romano/GettyImages

Difesa promossa

Nonostante la sofferenza nella prima frazione a causa della troppa distanza tra le linee di centrocampo e difesa, anche la retroguardia biancoceleste ha superato l'esame. Sarri ha potuto contare su due ritorni importanti, quelli di Acerbi e Luiz Felipe che hanno scontato le rispettive squalifiche ritrovando il posto da titolare.

Il Leone biancoceleste, alla 300° presenza in A, all'inizio fatica a contenere la fisicità di Vlahovic ma col passare dei minuti riesce egregiamente a prendere le misure al serbo. Grandi applausi vanno anche al brasiliano: un muro insuperabile, con licenza di rimediare spesso e volentieri anche alle sbavature dei compagni di reparto. Un peccato, poi, il problema al flessore che lo ha costretto a lasciare il campo. Diretta conseguenza anche il clean sheet di Pepe Reina che riesce a tenere la porta inviolata per la prima volta in stagione (considerando soltanto le gare di campionato).

Pedro, il meglio di Santa Fé

La partita contro la Fiorentina, Pedro la ricorderà sicuramente per molto tempo. Una prestazione che conferma una carriera di tutto rispetto: lo spagnolo, ormai leader e trascinatore, ha centrato un nuovo personalissimo record. Contro la Viola infatti l'attaccante ha raggiunto ben 250 successi nei 5 maggiori campionati europei. Un traguardo che ribadisce ancora di più la sua importanza.

Inoltre, nelle 7 partite di Serie A in cui ha è andato a segno - 5 con la Roma e 2 con la Lazio - la sua squadra ha sempre vinto. La più grande difficoltà che Sarri sta incontrando è quella di imporre le proprie idee di gioco a un gruppo consolidato da anni: avere a disposizione un calciatore come Pedro, con il quale Sarri ha già lavorato (al Chelsea) e che conosce a memoria le idee del tecnico, può essere quel quid in più. Il numero 9 sa sempre cosa fare e, a 34 anni, sta dando importanti risposte sul campo.

Pedro
Pedro Rodriguez, Lazio / Giuseppe Bellini/GettyImages

Luis Alberto spegne le polemiche

La sorpresa di Lazio-Fiorentina è stata sicuramente la presenza in campo di Luis Alberto dal primo minuto. Non è un periodo semplice per il Mago, sempre al centro di numerose polemiche. Ogni anno ce n'è una e questa volta la questione è legata al mancato feeling con Sarri. Si parla addirittura di un possibile addio nel mercato invernale, ma lo spagnolo non si lascia distrarre e pensa solo a dare il massimo in campo.

Contro i toscani infatti, il numero 10 risponde offrendo una prova di qualità e sacrificio, restando in campo per 90 minuti, nonostante il "siparietto" avvenuto nel secondo tempo. Il centrocampista, (vedendo Basic pronto a entrare) era convinto di dover lasciare il campo, con il quarto uomo che ha dovuto alzare la lavagnetta una seconda volta per segnalare che a dover uscire era invece Milinkovic-Savic.

Poi in sala stampa, al termine della gara, il tecnico biancoceleste ha confermato il grande impegno dello spagnolo: Luis Alberto ha fatto gli ultimi 3 allenamenti in modo straordinario, dovevate vederli. Non avevo dubbi sul suo impiego, semmai avevo pensato di far riposare Sergej, che ha sempre giocato tanto. Alla fine ho deciso di metterli entrambi con Cataldi perché la Fiorentina è una squadra di palleggio”.

L'Olimpico, fortezza biancoceleste

Tre sconfitte, due pareggi e cinque vittorie: questi i risultati della Lazio di Maurizio Sarri alla decima giornata di campionato. Non contando la trasferta di Empoli, sono 4 i successi arrivati tra le mura amiche. All'Olimpico infatti la squadra ha un ritmo incredibile: 16 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 18 sfide.

Per risalire la china e trovare un'identità c'è però bisogno di serie vincenti. Basti pensare alle stagioni 2019/20 e 2020/21: nel primo caso i biancocelesti raggiunsero il traguardo di 11 vittorie consecutive che portarono la squadra a lottare per lo Scudetto. Nel secondo invece i successi di fila furono 6.

In entrambi i casi tutto è iniziato con la Fiorentina: la prima serie partì il 27 ottobre 2019 con il 2-1 del Franchi firmato Correa, Chiesa e Immobile, mentre la seconda (risalente allo scorso 6 gennaio) con il 2-1 griffato Caicedo, Immobile e Vlahovic. Che questa possa essere l'inizio di una terza serie?

Ora testa all'Atalanta: l'appuntamento è al Gewiss Stadium di Bergamo sabato 30 ottobre alle ore 15:00. Sarà una vera e propria prova di maturità per gli uomini di Sarri: serviranno fame e grande intensità, come confermato anche da Milinkovic-Savic sui suoi social: "Testa bassa e pedalare!".


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