La memoria difensiva della Juve cita intercettazioni non considerate dalla Procura

La redazione di 90min
Cherubini
Cherubini / Daniele Badolato - Juventus FC/GettyImages
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Il ruolo delle intercettazioni appare fondamentale nell'ambito del processo che ha portato, venerdì scorso, alla clamorosa penalizzazione di 15 punti ai danni della Juventus per presunte plusvalenze fittizie realizzate dal club bianconero. Emergono nuovi stralci rilevanti per capire il punto di vista della stessa Juve, l'Ansa nello specifico fa riferimento alla memoria difensiva bianconera e cita quelle che - a dire della Juventus - sarebbero intercettazioni cruciali non considerate dalla Procura FIGC.

In sostanza la memoria difensiva del club riterrebbe parziale quanto esaminato dalla Corte, considerando lo scambio di battute intercorso tra Federico Cherubini e Stefano Bertola, nel luglio del 2021. “No no, non c’è nessun intento…” e poi: “Doloso no. Se loro quello stanno cercando non troveranno nulla, non troveranno nulla” ha affermato Bertola, allora preposto alle scritture contabili della Juve.

Parole, quelle di Bertola, in risposta alle seguenti dichiarazioni di Cherubini in merito al lavoro degli ispettori CONSOB: "Ma secondo me, ecco dallo spirito sembra che quello che loro cerchino è capire dove ci…come se ci sia stata una palese sopravvalutazione, come se tra le nostre carte ci fosse non so… guarda, Pjanic vale 20 ma lo vendiamo 50, come se ci fosse la consapevolezza di quell… io credo che questo… ogni volta che c’è stata l’attribuzione di un valore, ripeto può essere stata anche fatta in maniera più o meno corretta, non è che era così…".

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