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La Lazio e il trionfo dell'autolesionismo: quando il nemico non è fuori

Andrea Gigante
Claudio Lotito
Claudio Lotito / Marco Rosi - SS Lazio/GettyImages
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La squadra capitolina che nelle ultime ore sta attirando maggiormente su di sé l'attenzione dei media è la Roma. Certo, non può essere altrimenti visto che i giallorossi hanno ingaggiato Paulo Dybala mettendo così la parola fine a uno dei tormentoni più atavici di questa sessione di calciomercato. Eppure, si parla troppo poco della Lazio che nella Serie A 2022/23 intende confermare e - perché no - migliorare quanto di buono fatto nella passata stagione.

Dopo l'epoca d'oro targata Simone Inzaghi, i biancocelesti hanno infatti reagito bene alla rivoluzione copernicana introdotta da Maurizio Sarri e il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 si è rivelato meno traumatico del previsto. L'obiettivo per l'annata che inizierà a breve è quello di limitare - o magari eliminare del tutto - quei passi falsi che, soprattutto contro le piccole, hanno macchiato la prima stagione del tecnico toscano sulla panchina laziale.

Il primo punto sulla lista delle cose da fare era trovare qualche rinforzo di spessore per la difesa, vera nota negativa dello scorso anno. Ci è voluto del tempo, ma alla fine Nicolò Casale e Alessio Romagnoli sono andati a rimpolpare il reparto arretrato, che ha visto arrivare anche il portiere Luis Maximiano.

SS Lazio Training Session
Alessio Romagnoli / Marco Rosi - SS Lazio/GettyImages

Tre acquisti mirati ai quali se ne aggiungeranno con tutta probabilità altri; se poi aggiungiamo che anche quest'anno l'ipotesi cessione di Sergej Milinkovic-Savic è stata scongiurata, si potrebbe dire che in casa Lazio ci siano tutti i presupposti per un campionato da protagonista.

La tifoseria nutre grande fiducia nei confronti di Sarri, al punto che è disposta a lasciar andare Luis Alberto, giocatore che in passato ha fatto le fortune della squadra ma che adesso risulta estraneo ai rigidi schemi del tecnico. Tanta riconoscenza per Il Mago, ma ora è il momento di voltare pagina.

Eppure, il clima che si respira nel ritiro ad Auronzo di Cadore è tutt'altro che disteso. Stamattina infatti Sarri si è trovato costretto a sospendere momentaneamente l'allenamento per andare ad affrontare dei tifosi che per tutto il corso della seduta non hanno fatto altro che fischiare, insultare e inveire contro Francesco Acerbi.

Sebbene nel corso degli anni sia sempre stato il perno della difesa biancoceleste, non corre buon sangue tra il difensore e la Curva Nord, che non gli ha mai perdonato quel sorriso immediatamente successivo a un suo errore che lo scorso 24 aprile ha impedito alla Lazio di pareggiare contro il Milan. Di lì in poi gli ultras hanno preso una netta decisione: "Fino a quando sarà qui, verrà fischiato, in ogni partita!”. C'è da dire che Acerbi non ha mai fatto nulla per farsi perdonare; anzi, dichiarando "Non me ne frega niente di quello che si dice, fa parte del nostro lavoro" non ha fatto che gettare benzina sul fuoco.

Il campione d'Europa ha già le valigie in mano ma nonostante questo ha deciso comunque di prendere parte al ritiro, dove però è finito in pasto all'ira dei tifosi. Sarri avrebbe potuto lasciar correre, visto che stiamo pur sempre parlando di un giocatore in partenza, ma finché sarà sotto la sua guida, il suo compito è quello di difenderlo.

SS Lazio Training Session
Maurizio Sarri mentre affronta i tifosi / Marco Rosi - SS Lazio/GettyImages

Acerbi è però solo la punta dell'iceberg dei problemi intestini alla società biancoceleste. Il rapporto tra la piazza e Claudio Lotito è infatti giunto ai minimi termini. Poco importa se sotto la sua presidenza il club ha vissuto una delle epoche più floride e vincenti della sua storia, i tifosi sono ormai estenuati dal suo approccio dispotico e paternalistico. Lotito crede di sapere cos'è meglio per il bene della Lazio - probabilmente è anche così - tuttavia è l'arroganza con cui si pone che fa infuriare i laziali. Il feeling mai sbocciato è destinato però a durare ancora a lungo, dato che il presidentissimo non ha alcuna intenzione di cedere la società.

È un peccato che una squadra piena di giocatori forti, che può contare su un allenatore preparato e che gode di un grande potenziale debba fare i conti con una serie di dissapori tutti interni al club. Le premesse per lottare per un posto in Champions League ci sarebbero, ma non bisogna sottovalutare l'importanza di un ambiente sereno.


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