La Flop 5 dei peggiori calciatori della 12ª giornata di Serie A

Davide Martini
FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A
FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A / Stefano Guidi/Getty Images
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Se un campionato si vince anche per i dettagli, chissà cosa starà pensando Rino Gattuso. Il tecnico del Napoli a San Siro sbaglia solo... alla fine della partita, con il goffo e censurabile tentativo di giustificare l'ingenuità di Insigne che spezza l'equilibrio a San Siro. Per il resto gli azzurri si mostrano più vivi che mai, ma il piatto piange: tre sconfitte sul campo e una a tavolino rendono già in salita la strada verso lo scudetto in un'annata in cui il livellamento permette a tanti di sognare. Chissà cosa starà pensando Ringhio di quei tre punti "regalati" alla Juventus, senza i quali la classifica delle due squadre avrebbe un volto molto differente... Il tempo comunque non manca per nessuno, visto che la Flop della giornata è piena di nomi illustri...

1. Lorenzo Insigne (Napoli)

FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A
FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A / Stefano Guidi/Getty Images

Il Napoli incarta la partita di San Siro, ma torna a casa senza… il gusto della caramella. Colpa” delle parate di Handanovic, certo, decisivo in positivo al contrario del collega Ospina, ma se si può trovare un aspetto negativo nella preparazione tattica di Gattuso questo riguarda proprio la posizione del Capitano, costretto a giocare troppo lontano dalla porta. Si aggiunga a questo ciò che ci mette il 24 azzurro e la frittata è servita. Troppi tacco e punta, compresa la giocata che esalta maggiormente Handanovic. Poco incisivo, finisce per essere decisivo al contrario con l’espulsione ingenua e soprattutto doverosa che taglia le gambe alla squadra.

2. Alvaro Morata (Juventus)

Juventus v Atalanta BC - Serie A
Juventus v Atalanta BC - Serie A / Jonathan Moscrop/Getty Images

Difficile scegliere il peggiore nell'attacco bianconero contro l'Atalanta. Cristiano Ronaldo sembra la propria controfigura, ma peggio fa lo spagnolo, che vive per distacco la serata più brutta della sua seconda esperienza in bianconero, fino a questo momento più che soddisfacente. Tornato titolare dopo l’espulsione di Benevento, passa dall’ingenuità alla superficialità, sostantivo inevitabile per commentare l’assurdo colpo di tacco che grazia l’Atalanta in avvio. Poi non migliora, affatto: molle nei contrasti, commette tanti errori tecnici impedendo ad una squadra che già fatica a manovrare di salire per uscire dal pressing alto degli avversari.

3. Diogo Dalot (Milan)

FBL-ITA-SERIEA-GENOA-AC MILAN
FBL-ITA-SERIEA-GENOA-AC MILAN / FILIPPO MONTEFORTE/Getty Images

“Si possono concedere due occasioni agli avversari, ma non si può trasformare in gol subiti due cross”. Con queste parole Stefano Pioli ha provato ad “assolvere” il terzino di proprietà dello United, spostando sui centrali difensivi le responsabilità per la doppietta di Destro. Condivisibile, ma la stecca dello spagnolo a Marassi resta. Buttato nella mischia in extremis per l’infortunato Hernandez il ragazzo fa marcare tutta la differenza rispetto al compagno, in ogni fondamentale. Ok che la fascia sinistra non è la sua di competenza, ma concede troppo spazio agli avversari diretti, Ghiglione e Goldaniga, che sfornano i cross per il centravanti e non si rende mai protagonista in fase di spinta, neppure con la squadra sotto.

4. Alessandro Tuia (Benevento)

Benevento Calcio v SS Lazio - Serie A
Benevento Calcio v SS Lazio - Serie A / Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images

Undici anni e mezzo dopo il debutto in A con la maglia biancoceleste, contro la Juventus, il centrale classe ’90 paga evidentemente lo scotto dell’emozione al cospetto della squadra in cui è cresciuto e che, fino a questa stagione, era stata l’unica a concedergli il palcoscenico della massima serie. Alla terza da titolare in carriera in A apparecchia la serata per l’attacco della Lazio, che non ne ha bisogno. La giocata di Immobile è spaziale, ma il modo in cui Tuia si fa anticipare avrebbe fatto la gioia del suo allenatore Pippo Inzaghi da giocatore. Si ripete poco dopo con Luis Alberto, che però grazia gli avversari. Ci capisce ben poco e la sostituzione all’intervallo è provvidenziale per sé e per la squadra.

5. Manuel Locatelli (Sassuolo)

ACF Fiorentina v US Sassuolo - Serie A
ACF Fiorentina v US Sassuolo - Serie A / Gabriele Maltinti/Getty Images

La sua partita dura lo spazio di mezz’ora, non perché De Zerbi scelga di sostituirlo, ma perché dopo l'evitabile ammonizione ricevuta in avvio, che gli farà saltare l’attesissima partita contro il Milan, il Nazionale azzurro completa l’opera con l’ingenuo calcio a Ribery che porta la Fiorentina dal dischetto. Bravo il francese a spostare il pallone un attimo prima dell’intervento dell’avversario, che pecca però di ingenuità. Innervosito dal giallo questa volta Manuel non lascia il segno nella manovra dei neroverdi, che comunque riescono a portare a casa un punto meritato anche grazie al proverbiale possesso palla che appartiene alla mentalità dell’allenatore.

6. Allenatore: Antonio Conte (Inter)

FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A
FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A / Stefano Guidi/Getty Images

Tutto è bene quel che finisce bene e magari al termine della stagione il tecnico salentino e i tifosi nerazzurri ricorderanno questa partita e questi punti come fondamentali per l'obiettivo finale, ma l'esperienza insegna che il concetto de "l'importante è vincere" ha le gambe corte nel calcio italiano. L'Inter non può essere brutta come quella vista contro il Napoli. Vero che le fatiche fisiche e mentali di Champions sono ancora vive, ma la prestazione allarma a livello di ritmo basso e di personalità scarsa e le sostituzioni ancora di più. Grida vendetta quella che nel finale schiaccia ancora di più la squadra: Hakimi per Martinez e il solo Lukaku a battersi contro un avversario con un uomo in meno. Ok la praticità, ma...


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