La deposizione di Dybala sulla manovra stipendi della Juventus

La redazione di 90min
Dybala
Dybala / Giuseppe Bellini/GettyImages
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Uno dei filoni dell'indagine relativa alla Juventus, accanto a quello sulle plusvalenze che ha condotto al pugno duro della Procura, riguarda la manovra stipendi e l'accordo coi tesserati di restituire le mensilità a cui i giocatori stessi avevano rinunciato durante l'emergenza Covid. Emergono le dichiarazioni rilasciate da Paulo Dybala, oggi alla Roma, proprio in merito alla manovra stipendi: "Tre mensilità ci dovevano essere restituite. Comunicato non corrisponde a ciò che abbiamo firmato" riporta calciomercato.com.

La deposizione prosegue così: "La proposta era quella di non percepire i quattro mesi di stipendio (non ricordo di preciso quali mesi). Noi non eravamo d’accordo perché non volevamo rinunciare a così tanti mesi. L’accordo è stato che di quei quattro mesi ne percepivamo tre nella stagione successiva ed uno lo lasciavamo come solidarietà. Quando ci hanno chiesto di rinunciare a quattro mesi, siamo rimasti stupiti e molti di noi hanno detto no. Noi per quell’anno rinunciavamo a quattro stipendi. Tre ce li pagavano con certezza, senza condizioni l’anno successiva ed uno lo lasciavamo in solidarietà. Questo è l’accordo finale".

Dybala ha proseguito: “Matteo Fabris e poi abbiamo un gruppo di Whatsapp con i compagni di squadra. L’informazione è girata lì, era un periodo confuso, alcuni erano andati all’estero, altri erano rimasti in Italia. Ricordo che prendemmo la decisione di decidere iniseme, cioè di accettare o meno la proposta ma di farlo tutti insieme. Io non ricordo di averne parlato personalmente con Paratici e Nedved".

E infine: "Quello che ricordo io era che era uscito un comunicato stampa; tanta gente pensava che noi avessimo rinunciato a quattro mesi e nessuno sapeva in quel momento che noi avremmo preso tre mesi ma pagati più avanti. Leggendo il comunicato non è l’accordo che abbiamo raggiunto. C’è scritto che rinunciamo a quattro mesi ma non c’è scritto che avevamo già l’accordo sulle tre mensilità, che erano certe".

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