La "bocciatura" di Savicevic: "Nessuno di quelli attuali sarebbe stato titolare nel mio Milan"

Omar Abo Arab
Montenegro v Kosovo - UEFA Euro 2020 Qualifier
Montenegro v Kosovo - UEFA Euro 2020 Qualifier / MB Media/Getty Images
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Ora è un signore che di mestiere fa il presidente della Federazione calcistica del Montenegro, ma un tempo Dejan Savicevic è stato uno dei calciatori più forti del mondo. E ad avere la fortuna di vedere "Il Genio" da vicino sono stati i tifosi del Milan. Soprattutto quelli più attempati ricorderanno le grandi giocate del fantasista che hanno portato "alcune" vittorie, ma soprattutto tante grandissime giocate, appunto, geniali. Questa l'intervista in esclusiva rilasciata dal montenegrino ai microfoni di Milannews.it.

Savicevic alza la Coppa dei Campioni
Savicevic alza la Coppa dei Campioni / Alessandro Sabattini/Getty Images

Buongiorno ‘Genio’ Dejan Savicevic, 22 anni dopo il suo addio al Milan cosa le è rimasto di quell’esperienza di sei anni a Milano?

“È stata una bellissima esperienza, il Milan è un bel ricordo. Ho avuto la fortuna di essere nel grande Milan che vinceva sempre. Eravamo i più forti. Per questo, gli anni al Milan sono i più bei ricordi della mia carriera”.

È scontato chiederle quale sia il più bel ricordo della sua esperienza rossonera: il pallonetto ad Andoni Zubizarreta nella finale di Champions League 1993/1994 contro il Barcellona. Ma al secondo posto cosa mettiamo?

“Ma sì, il primo lo sapete tutti. (Savicevic ride ndr). Il secondo è quando vincevamo i campionati, si facevano grandi feste, era bellissimo. Poi quando vincevamo i derby contro l’Inter sono stati anche dei momenti di gioia. E poi tutte le altre grandi partite che facevamo. Questi sono momenti indimenticabili”.

Dejan Savicevic ai tempi del Milan
Dejan Savicevic ai tempi del Milan / Alessandro Sabattini/Getty Images

Che ricordi ha di quella finale contro il Barcellona ad Atene nel 1994?

“Quella storia è già stata raccontata cento volte, tutti la conoscono. Noi eravamo sfavoriti perché non giocavano Costacurta e Baresi e loro invece erano un Dream Team. Secondo Cruyff noi avremmo perso, questa è la verità. Pensava di vincere facilmente e lui con quelle parole alla vigilia della partita ci ha caricati e ci ha dato tanti motivi in più per giocare bene. Noi siamo entrati in partita meglio di loro e alla fine abbiamo vinto la partita meritatamente. Ma senza le parole di Cruyff…”.

Appunto, mancava Franco Baresi. È il più grande difensore della storia secondo lei?

“Secondo me sì, lui e Maldini sono i più grandi difensori che io abbia mai conosciuto. E so di quello che parlo avendoci giocato con e contro”.

Alessandro Sabattini/Getty Images

Marco Van Basten ha disputato la sua ultima partita a 28 anni e 7 mesi nella finale di Champions League del 1993 contro il Marsiglia a Monaco di Baviera. È inutile chiedere dove sarebbe arrivato senza gli infortuni.

“Marco ha avuto la sfortuna di subire quei maledetti infortuni che lo hanno costretto a ritirarsi prematuramente. Lui all’epoca era come Cristiano Ronaldo e Ibrahimovic adesso. Segnava gol a raffica, ogni anno faceva 30,35,40 gol a stagione. Marco è uno dei più grandi attaccanti che il calcio abbia mai avuto. Forse il più grande…”.

Chi è stato il compagno di squadra dal quale ha imparato di più? E il miglior amico?

“Tutti noi eravamo già esperti e formati quando siamo arrivati al Milan. Io ho avuto la chance di andare in una grande società come il Milan grazie alle mie qualità, ma non ero più un ragazzino di 18 anni che aveva ancora bisogno di crescere. Poi io avevo un buon rapporto con tutti anche se con Zvone Boban ero più amico perché eravamo insieme in nazionale e avevamo fatto il militare insieme quindi è normale. E poi eravamo compaesani, si dice cosi?”.

Boban e Savicevic con la Coppa dei Campioni
Boban e Savicevic con la Coppa dei Campioni / Alessandro Sabattini/Getty Images

Lei è ancora in contatto con qualcuno di quel Milan?

“Sì, con alcuni di loro. Chi? Andiamo avanti…”.

Invece chi sono stati i giocatori più forti del dopo Dejan Savicevic, dal 1998 a oggi? C’è mai stato qualcuno con cui avresti voluto giocare?

“Il  Milan anche dopo che ce ne siamo andati noi ha ottenuto grandi risultati in Italia e in Europa con Ancelotti. Giocatori come Shevchenko, Seedorf, Inzaghi e Nesta hanno fatto la storia del Milan. E dopo di loro sono arrivati grandi calciatori come Ibrahimovic e Thiago Silva. Il Milan ha avuto tanti, tanti giocatori pazzeschi. A me sarebbe piaciuto giocare con Kakà, Ibra e Sheva…”.

È giusta la decisione di andar via da San Siro? Siamo ai dettagli ma da quel che filtra Milan e Inter lasceranno il Meazza entro il 2023. Ti farebbe male al cuore pensando che tra qualche anno San Siro non esisterà più? 

“ È la vita. Anche qui in Inghilterra hanno abbattuto e ricostruito un nuovo Wembley. Se devono fare un nuovo stadio devono farlo e basta, avranno i loro buoni motivi. Cosa ne penso io? Io sono troppo lontano per giudicare se sia una buona decisione o meno. Ma San Siro per me rimarrà sempre una cosa speciale. È casa mia. Però i tempi cambiano e arrivano nuove generazioni”.

Cosa pensa del Milan di oggi?

“Il Milan di oggi ha buoni giocatori ma sicuramente non sono ai livelli di quelli che abbiamo citato. I giocatori del Milan di Sacchi , Capello e Ancelotti erano un’altra roba”.

C’è qualcuno di questo Milan che sarebbe stato titolare nel suo?

“Nessuno.”

Romagnoli e Donnarumma
Romagnoli e Donnarumma / Alessandro Sabattini/Getty Images

Nemmeno Gianluigi Donnarumma?

“Non credo perché Rossi era un grandissimo portiere. Seba è stato il più grande portiere con cui ho giocato. Donnarumma ha un enorme potenziale e crescerà però non possiamo paragonarlo con Sebastiano Rossi. Non ancora perlomeno”.

Cosa pensa di Alessio Romagnoli? Può ripercorrere le orme dei suoi predecessori Franco Baresi, Paolo Maldini e Alessandro Nesta secondo lei?

“No, loro tre sono stato i difensori più forti del mondo quando giocavano. Baresi, Maldini e Nesta sono stati i difensori più forti della storia del calcio mondiale. I più grandi di tutti i tempi, inarrivabili. Erano perfetti. Romagnoli è un ottimo giocatore che farà strada ma non ha la classe di quei tre”.


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