L'incredibile carriera del talismano Padoin

Nov 19, 2020, 6:58 PM GMT+1
Simone Padoin
Simone Padoin | MARCO BERTORELLO/Getty Images
facebooktwitterreddit

Simone Padoin ha annunciato l'addio al calcio giocato. Si è chiusa il 19 novembre 2020 la straordinaria carriera del Talismano, così veniva soprannominato, impreziosita dalla conquista di cinque Scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane con la maglia della Juventus. Un professionista serio che ha sempre dato il massimo in allenamento facendosi trovare pronto di fronte a ogni emergenza. Fattori che gli hanno permesso di giocare a grandi livelli per molti anni.

La sua umanità si evince proprio dalle parole con cui ha salutato il suo più grande amore: "Ho detto addio al calcio giocato, non c’erano più i presupposti per continuare la mia carriera con serenità. Adesso sono tornato a casa, ho aperto una palestra insieme a mia moglie e cerco di aiutarla. Per adesso mi concentro sulla famiglia, ho deciso di smettere perché immaginavo che un nuovo lockdown mi avrebbe tenuto lontano dai miei bambini per troppo tempo. Era una scelta alla quale mi ero preparato: quando hai 35 anni e giochi a calcio, cominci a mettere in conto che, da un momento all’altro, potresti ritrovarti costretto a fare un passo indietro. Il mio obiettivo adesso è quello di entrare a far parte di un settore giovanile, credo che sia il contesto ideale per uno come me. Dal Vicenza alla Juventus, se sono arrivato in alto lo devo al carattere, alla passione, alla diligenza e alla professionalità che mi hanno accompagnato nel mio mestiere. Se uno vuole fermamente qualcosa, alla fine riesce a raggiungerla. Ed è questo che devono capire i talenti di oggi".

Vicenza (2003-2007)

Messosi in luce con le giovanili dell'Atalanta (nel suo palmares vanta anche una Coppa Italia Primavera), Padoin muove i primi passi nel calcio professionistico con il Vicenza, a partire dal 2003. In quattro stagioni si rivela un autentico jolly, utilizzabile sia come terzino sia come esterno di centrocampo per la Serie B. Nessun allenatore può farne a meno, permettendogli di giocare con continuità e sfondare il muro delle cento presenze in biancorosso (126 totali, condite da 6 gol). Il Veneto lo ospita fino all'estate 2007, quando per Padoin è il momento di tornare a casa.

Atalanta (2007-2012)

Simone Padoin, Giuseppe Rizzo
Claudio Villa/Getty Images

L'Atalanta esercita la comproprietà e successivamente il riscatto totale del suo cartellino, convinta dalle ottime qualità di Padoin, dirottato a centrocampo. Fattore che per più stagione gli garantisce di essere il calciatore più utilizzato dal club nerazzurro. Il Pado è oro puro, quel calciatore che tutti vorrebbero nella propria squadra perché in grado di esaudire al meglio ogni richiesta dell'allenatore. La Juventus tenta un approccio agli esordi dell'annata 2011/12 convocandolo per una tournée in Nord America, ma la decisione definitiva sul suo futuro arriva nel gennaio seguente.

Juventus 2012-2016

Simone Padoin
Tullio Puglia/Getty Images

La Juve dice sì all'acquisto di Padoin dall'Atalanta per cinque milioni di euro, nonostante la società ritenesse il calciatore una bandiera bergamasca. Lì ritrova Antonio Conte, già avuto durante la sua parentesi in nerazzurro, e l'esordio non si fa attendere: sceso in campo in Coppa Italia contro il Milan, il classe '84 si mostra già integrato all'interno del nuovo gruppo. Il primo gol, invece, arriva il 17 marzo 2012 sull'ostico terreno del Franchi contro la Fiorentina. Il suo ruolo è quello di riserva, ma la sua presenza nello spogliatoio è fondamentale per l'equilibrio tra i compagni. E in più, il soprannome Talismano è proprio dovuto al fatto di essere un portafortuna dei bianconeri. Quando c'è Padoin, la Juventus vince. E così arriva il primo Scudetto della sua carriera (con conseguente partecipazione in Champions League): in totale saranno cinque (con due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane), fino al 2016, anno che rappresenta la fine della sua favola torinese.

Cagliari (2016-2019)

Simone Padoin
Emilio Andreoli/Getty Images

Padoin vorrebbe restare ad alti livelli, tuttavia accetta l'ennesima sfida della sua vita professionale. Il 4 luglio 2016 si accasa in Sardegna con l'obiettivo di conquistare la salvezza in Serie A con il Cagliari, neopromosso dalla Serie B. La prima firma in maglia rossoblù viene posta il 2 ottobre dello stesso anno al Sant'Elia, nella vittoria a discapito del Crotone. Nel suo palmares può annotare anche tre permanenze consecutive nella massima categoria italiana, un risultato prestigioso per la rinascita della società sarda..

Ascoli (2019-2020)

Simone Padoin
Giuseppe Bellini/Getty Images

E infine l'Ascoli, con l'ottenimento della salvezza in Serie B. Il modo migliore per dire basta, accettare i limiti dettati da un'età non più rosea (calcisticamente parlando) e risolvere il contratto con il club nell'ottobre 2020. È questa l'ultima tappa del viaggio coraggioso e spensierato di Padoin in giro per l'Italia e l'Europa.

Segui 90min su FacebookInstagram e Telegram per restare aggiornato sulle ultime news dal mondo della Serie A.

facebooktwitterreddit