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Kjaer: "Al Milan a mio agio. Infortunio? Tornerò più forte"

Stefano Bertocchi
Simon Kjaer
Simon Kjaer / Soccrates Images/GettyImages
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Stagione finita in netto anticipo per Simon Kjaer, che si proietta al futuro senza dimenticare di fare anche un salto nel passato ricordando i tragici fatti di Copenaghen durante Euro 2020: Eriksen? Quel momento non può essere descritto. Si possono solo usare parole come terribile e incomprensibile. E quelle parole non bastano affatto” ha raccontato alla tv danese TV2.

Simon Kjaer
Simon Kjaer / Marco Canoniero/GettyImages

L'EUROPEO - “La vittoria con la Russia è stata un riscatto e una grande gioia insieme e con tutti i tifosi. Quella vittoria non solo ci ha fatto andare avanti, ma ci ha anche dato una sorta di spazio libero, dopo tutto quello che avevamo passato. La mancata finale? In quel momento ero sopraffatto dalla fatica, dalla stanchezza, dalle emozioni e dalla dura consapevolezza che ormai era finita. Ancora oggi sono infastidito dal calcio di rigore in semifinale che ci ha fatto uscire”.

IL MILAN - “E’ il club dove mi sono sentito più a mio agio. Il posto in cui il mio ruolo dentro e fuori dal campo mi si addice di più. Mi hanno scelto per un ruolo da leader in una squadra giovane e probabilmente dal primo giorno ho giocato il miglior calcio della mia carriera. Questo infortunio è il primo serio della mia carriera ed è dura, certo, ma fa anche parte del calcio. Ora che è successo, tornerò anche più forte di prima”.


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